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L'Italia del partito personale

Dalla destra con pochi partiti legati a una persona alla sinistra frammentata: che cosa sta succedendo?

25 Settembre
09:15 2019

Tra destra e sinistra le differenze le conosciamo e sono poi quelle che ci portano a votare uno o l'altro schieramento, fatta eccezione poi per una ahimè cospicua percentuale di popolazione che non bada poi troppo ai programmi o all'ideologia ma applica pedrestamente la regola dell'alternanza tanto per provare qualcosa di diverso.

Un'altra differenza, forse meno evidente o comunque certamente meno importante, era il fatto che a destra normalmente, e non solo in Italia,  un partito è legato soprattutto al nome del suo leader. Forza Italia è stata sempre fortemente legata al suo fondatore Silvio Berlusconi e quandanche venne effettuata la fusione con Alleanza Nazionale dando origine al PdL, tutti ricorderanno la famosa esternazione di Fini che disse in un'assemblea "che fai mi cacci?" con gli esiti che ben sappiamo decretando così il PdL come il Partito Di Lui, ossia di Berlusconi.

Anche oggi Lega e Fratelli d'Italia sono imperniati intorno ai due leader Salvini e Meloni che ne definiscono la linea politica, dando poco spazio agli altri esponenti.

La sinistra, in particolare il PD, è costituita da tante voci, forse troppe ed è proprio questo a renderla periodicamente soggetta a scissioni ed eccessive frammentazioni, a tal punto di farle perdere quella differenza che aveva con la destra, tanto che ognuno si fa il proprio partito: Leu di Bersani, Italia Viva di Renzi e Siamo Europei di Calenda.

Anche a destra con il nuovo partito di Toti sta avvenendo una nuova scissione, di cui forse non ce n'era alcun bisogno.

Il leader unico che tutto decide e tutto può (si pensi anche a Trump in USA) è qualcosa che nella forma, anche se fortunatamente non nella sostanza, rischia di riportarci indietro alla prima metà del Novecento dove il pensiero unico non è che abbia portato così tanto beneficio alla libertà e alla democrazia, sia nel fascismo che nel comunismo.

L'idea di dominare la scena facendosi il parito per sè indebolisce il dibattito sia verso gli elettori sia soprattutto internamente al proprio partito o movimento. Anche perché le idee per risolvere i maggiori problemi del Paese (bassa natalità, disoccupazione, produttività, evasione fiscale) sono poi sempre le stesse e allora forse servirebbe la responsabilità, sia a destra che a sinistra, di fare della coesione una forza senza creare uno spezzatino politico insipido per un menu che di piatti ne avrebbe già abbastanza.

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