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Cultura

Torino e il suo patrimonio nascosto

La promozione degli spazi meno conosciuti di Palazzo Reale grazie agli Amici di Palazzo Reale

5 Ottobre
09:15 2019

Da quando Torino ha deciso di spostare  il proprio focus sul suo grande patrimonio artistico e culturale, vuoi per la crisi postindustriale che per la vetrina delle Olimpiadi Invernali, molte associazioni hanno consentito un approfondimento soprattutto su quanto normalmente non appartiene al circuito più classico offerto ai turisti e ai torinesi.

In passato, abbiamo avuto modo di parlare di alcune associazioni come Somewhere, La Civetta, Brigata Cultura, Cultural Way e altre realtà che, dalle visite al Cimitero Monumentale, alle sale dell'Accademia delle Scienze sino alla Torino magica dei suoi lati più misteriosi, consentono di aumentare l'offerta in particolar modo per quei Torinesi che già conoscono i siti artistici più rinomati della città.

Tra le varie associazioni presenti sul territorio, ve ne sono poi alcune che operano esclusivamente a titolo volontario. È il caso degli Amici di Palazzo Reale, organizzazione costituita nel lontano 1994, con l'obiettivo di promuovere la conoscenza del Palazzo Reale di Torino attraverso visite guidate agli spazi meno conosciuti del palazzo.

Grazie alla disponibilità data a Civico20News, ho avuto modo di rivolgere alcune domande a Michele Ferraro, volontario e membro del Consiglio Direttivo dell'Associazione.

Da venticinque anni, gli Amici di Palazzo Reale offrono visite guidate ai luoghi meno conosciuti e spesso normalmente chiusi al pubblico. Perché questi luoghi vengono aperti solo occasionalmente e come concordate con la Direzione i percorsi di visita?
Il Palazzo Reale ha una vastità di spazi che sarebbe impensabile tenere tutti aperti, ma questo accade per qualsiasi palazzo o residenza si visiti in Italia e nel mondo. Quel che si vede è sempre una parte, solitamente gli ambienti più significativi e testimoni della storia. Tuttavia, la Direzione dei Musei Reali ha sempre lavorato con l’obiettivo di rendere il più possibile fruibili gli spazi museali e questo anche grazie alla collaborazione con l’Associazione. La sperimentazione è nata proprio 25 anni fa, nel 1994, e il successo di pubblico che le nostre visite hanno sempre avuto ha contribuito a rafforzare il rapporto di collaborazione con la Direzione  la quale, annualmente, stabilisce un calendario di aperture di quegli spazi che, altrimenti, non sarebbero visitabili.

Recentemente mi è capitato di partecipare a due visite guidate all'interno degli Appartamenti dei Principi Forestieri e dei Duchi d'Aosta, visitabili sino a fine ottobre, durante le quali la vostra guida effettuava un piccolo sondaggio per capire la provenienza dei partecipanti. A questo genere di visite c'è una buona partecipazione anche di non residenti a Torino?
Assolutamente sì, tanti sono i torinesi affezionati alle nostre visite guidate ma altrettanti sono i visitatori occasionali, provenienti da tutta Italia e talvolta anche dall’estero, che accolgono di buon grado le nostre iniziative. Il nostro leitmotiv è “A Palazzo c’è di più” e al pubblico piace scoprire ambienti inusuali, fuori percorso, accompagnati da chi, come noi, ama questo Palazzo.

Cosa significa far parte degli Amici di Palazzo Reale e come vi sostenete? Oltre alle visite guidate all'interno di Palazzo Reale, vi fate carico di altre iniziative culturali o didattiche?
Essere Amico di Palazzo Reale vuol dire prima di tutto amare Torino, la sua storia e il Palazzo Reale, condividendo questa passione con gli altri. Ma oltre ai volontari, che sono il volto della nostra realtà, l’Associazione conta un totale di circa 700 soci sostenitori: un vero e proprio network che oggi compie 25 anni. Va però ricordato che il nostro è un ente non a fini di lucro e, pertanto, annualmente reinvestiamo i proventi derivanti da quote associative, offerte e 5x1000 (lo ricordiamo per chi volesse sostenerci) in opere di restauro all’interno del Palazzo Reale. Un esempio? La volta dei Giochi Olimpici nell’Appartamento dei Principi Forestieri, dopo 15 anni riaperto al pubblico lo scorso maggio, o la tela centrale della volta della Sala del Trono ma se ne potrebbero citare molti altri ancora.

L'assessore alla cultura Leon ha avuto modo di dire che, invece di spendere sempre per grandi mostre, sarebbe buona cosa proporre anche ciò che di bello abbiamo in casa. Per il prossimo anno, è possibile avere qualche anticipazione sulle iniziative che andrete a proporre?
Solitamente la Direzione definisce il calendario per l’anno venturo nel mese di dicembre e, quindi, non siamo al momento in grado di dire con assoluta certezza quale sarà il programma APR per il 2020 ma, ciclicamente, cerchiamo di aprire tutto – anche grazie al fondamentale contributo della Compagnia di San Paolo – quindi consigliamo di monitorare costantemente i nostri canali web e social e quelli dei Musei Reali per essere sempre aggiornati sulle nostre iniziative.

 

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