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Politica Nazionale

La tragicomica amenità del Governo Conte: Lorenzo Fioramonti.

Quando il ministro M5s insultava i carabinieri, Berlusconi e Santanchè

Lorenzo Fioramonti
4 Ottobre
08:00 2019

Il seguito delle enunciazioni della strategia del Governo Conte sulla politica economica e fiscale, ha registrato alcune dichiarazioni un po’ dissociate da parte di alcuni ministri (Da Di Maio a Speranza per finire a Fioramonti), che hanno costretto il presidente del Consiglio a prodursi in subitanee smentite. L’effetto però è rimasto e, in qualche caso si è andati ben al di là dell’imposizione fiscale o del timore di qualche balzello in arrivo.

Il più squallido della settimana, manco a dirlo è un grillino, cioè il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti.

 

Costui si è distinto per una serie di prese di posizioni gratuite e controproducenti: dal giustificare gli alunni che non andavano a scuola per manifestare con Greta Thunberg, fino alla "rimozione" dei crocifissi dalle aule scolastiche, ideona poi parzialmente smentita.

 

E su quello che viene ormai universalmente riconosciuto come "il nuovo Danilo Toninelli", ora si scopre anche quanto portato alla luce da Il Giornale, ovvero una serie di insulti osceni, irriferibili, vergognosi e patetici rivolti a politici e forze dell'ordine da Fioramonti sui social.

 

Roba di sei anni fa, quando faceva il professore associato all'Università di Pretoria, in Sudafrica. Nel 2013, su Facebook, il grillino ha prodotto le porcherie appena enunciate, consistenti in odio puro per le forze dell'ordine.

 

Dopo aver visto il film Diaz sul G8 di Genova, scriveva: "La polizia, allora come oggi, sembra più un corpo di guardia del potere, invece che una forza al servizio dei cittadini. I pochi poliziotti per bene hanno paura di far sentire la propria voce (e ovviamente sono pochi), perché altrimenti avrebbero già fatto mea culpa per il caso Aldrovandi, Cucchi e i tanti altri misteri che li circondano".

 

Ma il peggio deve venire, e riguarda il commento su Luigi Preiti, l'uomo che sparò nel giorno dell'insediamento del governo Letta, ferendo in modo gravissimo Giuseppe Giangrande: "Ed ora tutti a prendersela con chi protesta, perché poi arrivano i pazzi che sparano. Ma io mi meraviglio che ce ne sia stato solo uno. Un demente, che ovviamente ha finito con il colpire altre vittime del potere, proprio come lui".

Insomma, Fioramonti si meravigliava del fatto che avessero sparato solo a un carabiniere.

 

Ma non è finita. Ne ha per tutti, il ministro grillino. Per Silvio Berlusconi il quale "porta sfiga" per i terremoti. Dunque delirava contro Daniela Santanchè, alla quale "sputerei". Sulla pitonessa diceva: "Una demente bugiarda e venduta... l'unica cosa che mi fa sorridere è ripensare alle immagini di Brunetta protetto dai Carabinieri mentre i manifestanti lo insultano... quella è una bella Italia". Testuali parole.

 

Violenza inaudita, ignoranza crassa, odio puro.

Anche nelle vesti di Ministro, in un mese di attività ha avuto modo di distinguersi per incapacità concettuale, ancor prima che per inadeguatezza ad esercitare il ruolo.

In una recente intervista, Fioramonti diceva di voler alzare di 100 euro al mese lo stipendio degli insegnanti, affinché «la società ne riconosca l' importanza e la centralità». Denaro come incentivo, quindi. Bene.

«È necessario dare un riconoscimento agli insegnanti. Penso ad un aumento mensile a tre cifre, cento euro», parole testuali del ministro. Ma per tutti? E se l' aumento dovesse invece essere differenziato sul merito? «Non credo che funzioni», rispondeva il ministro. E perché? «La dedizione di un insegnante non si misura con le ore di lavoro non credo che un aumento di stipendio come premio funzioni».

Ma come? Ma allora perché vuole aumentargli lo stipendio di cento euro? Il nuovo Toninelli allora fa un esempio bislacco: «Quando si paga chi dona il sangue, diminuisce il numero dei donatori».

Quindi? Per motivare gli insegnanti occorre tagliargli lo stipendio, cioè il contrario di quanto ha detto prima? Questo senza contare il discutibile paragone tra chi fa l'insegnante (una professione) e chi dona il sangue (un volontariato).

 

E oggi questo figuro fa il ministro dell'Istruzione. Una carica che, a un personaggio del genere, semplicemente non può essere data. In alcun mondo.

 

In tal direzione, la prima presa di posizione ne conforti del presidente del Consiglio, parte da Forza Italia. “Caro professore Conte 2, che ne dice di una attenta valutazione sull’opportunità di tenere alla guida del dicastero dell’Istruzione, quello che per inciso si occupa della formazione dei nostri figli, di un soggetto del genere?”.

 

Ad affermarlo in una nota il deputato di Forza Italia Paolo Zangrillo, coordinatore regionale degli azzurri piemontesi.

Come reagirà il presidente Conte? Alzerà le spalle e cercherà conforto tra le panzane di Grillo e i business imperscrutabili ed oscuri della Casaleggio &C?

 

 

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