Reg. Stampa num.22 del Tribunale Ordinario di Torino - 11 Marzo 2011

redazione@civico20news.it

L’uomo, i misteri e l’ignoto

Dialoghi sul senso della vita – 5.1 di n.

Esistono legami tra morti e vivi?

1 Novembre
11:00 2019

Inizio del quinto incontro

-------------------------------------------------------------------------------------------------------

Buongiorno e benvenuti!

Abbiamo passato indenni anche questa settimana che possiamo aggiungere al nostro calendario del vissuto! Quali domande sono nate?

 

IDP = INTERVENTO DAL PUBBLICO

… io vorrei che si approfondisse l’argomento che si è toccato sul finire dello scorso incontro relativo ai legami tra vivi e morti …

 

IDP… anch’io, visto che non ho capito alcune cose!

 

Certamente! Si tratta di aspetti molto importanti del nostro tipo di vita e della nostra cultura, ma non solo, poiché il culto dei morti è presente in ogni società.

 

Nella maggior parte dei popoli l’attenzione verso questo aspetto della vita viene posta nel lasciare alle persone che stanno terminando la propria esistenza tutto lo spazio e la tranquillità possibile, senza alcun tipo di interferenza.

 

Noi invece abbiamo una tradizione che muove intorno a questo “momento di trasformazione” un grande “lavoro” su vari fronti!

 

La scorsa volta accennavo al fatto che se noi, esseri che hanno vissuto con un corpo, restiamo attaccati alle cose della nostra esistenza rendiamo difficoltoso il distacco di alcune parti del nostro sistema. Invece di lasciare che tutto si sciolga e si concentri in un ricordo impersonale nella banca dati generale, cerchiamo di restare attaccati alla vita. In tal modo tentiamo di conservare tutti quei legami che ci permettono di mantenere ancora una “parvenza di vita”.

 

Tentiamo di mantenere attivi i legami stabiliti al momento della nascita anche dopo la morte nella convinzione di conservare ancora una vita. Cerchiamo di conservare o addirittura di ricreare nuovamente legami con i vari corpi, o parte di essi, per “provare ancora l’impressione, la sensazione di vivere”.

 

Riporto nuovamente gli schemi con cui abbiamo terminato la scorsa volta.

 

 

 

 

 

Dopo la morte possono esserci dei tentativi di mantenere tutti quei legami, quei cordoni ombelicali che esistevano, per esempio tra madre e figlio o con altre persone particolarmente care ancora in vita, non solo a livello fisico. Infatti sono i legami energetici, emozionali e mentali quelli che possono più facilmente essere tenuti attivi, o attivati deliberatamente, fino a giungere addirittura a casi di possessione fisica!

 

Anziché lasciare che tutto si disgreghi secondo la procedura naturale, per lasciare spazio ad una nuova possibilità di vita dell’intero sistema–essere umano, si cerca di conservare quella vecchia, ormai non più idonea. Per farlo vengono messe in piedi delle procedure specifiche, frutto delle esperienze in tal senso, maturate dall’intera umanità fin dall’inizio della sua storia. Sono aberrazioni che, essendo state a lungo praticate e condivise tradizionalmente da un gran numero di persone, sono ormai accettate come normali e giusti modi di comportarsi.

 

Durante tali processi, tra un essere umano biologico che ha perso il corpo fisico e parte del corpo energetico, cosa che avviene mediamente nell’arco di poco più di tre giorni dal decesso, e un essere umano biologico ancora vivente, possono permanere, attraverso rimasugli di tali corpi e una volontà ancora viva, forti legami.

 

IDP… da parte di chi vengono mantenuti tali legami? Da parte di chi se ne va o da parte di chi resta? ...

 

Da entrambe le parti indistintamente, anche se, nella maggior parte dei casi, non a livello cosciente! In tal caso si mette in atto un automatismo legato al desiderio di sopravvivenza e alle risposte abitudinarie a certe situazioni! È un tentativo di resistenza dei singoli punti dotati di coscienza che cercano un modo qualsiasi di riaggregarsi e continuare ad esistere!

 

È la stesso faticoso processo che avviene all’interno di una famiglia quando si tratta di lasciare un figlio libero di andare per la propria strada! Così come avviene nella famiglia, così accade nelle circostanze descritte, per una serie di ragioni, dovute in gran parte a tradizioni, cultura e abitudini. Non avviene coscientemente che si trattenga in famiglia un figlio sapendo di fargli del male! Sarebbe sciocco! Se viene fatto e perché si pensa di fare bene! Similmente vale nella maggioranza dei casi relativi ai legami in questione!

 

Questi residui materiali, anziché essere abbandonati al loro processo di disgregazione e proseguire il percorso previsto dall’altra parte del velo, si legano nuovamente, mediante un vero e proprio cordone ombelicale, ad

un essere vivente, normalmente della stessa famiglia o affine per caratteristiche.

 

Ciò è osservabile in modo particolare durante i tre giorni dopo il decesso, durante i quali è possibile che alcuni aspetti fisici e comportamentali del defunto si trasferiscano temporaneamente nella la persona vivente più legata o affine al deceduto, che ne prende le sembianze divenendone simile. Una specie di sovrapposizione delle due personalità! Passato tale tempo, se le cose procedono regolarmente, tutto torna “normale”.

 

IDP… è vero … l’ho proprio notato recentemente … se non fisicamente … nel modo di comportarsi … vengono fatti propri comportamenti del deceduto…

 

Tutto ciò viene continuamente mantenuto in essere da abitudini e tradizioni. Sarebbe meglio che così non fosse!

 

IDP… però … se non è corretto … e se vogliamo cambiare tale comportamento … dobbiamo essere in grado di capire se siamo noi a voler trattenere o …

 

Comunque sia per tenere teso un filo occorre essere in due! Però possiamo tenerne un capo incoscientemente! E di fatto il legame sussiste anche se non l’abbiamo cercato!

 

IDP… e allora come possiamo fare? …

 

Tutte le parole spese in questi incontri hanno l’intento di farci ricominciare a pensare responsabilmente, a non accettare più passivamente quello che ci viene proposto di fare per tradizione e cultura, o solo perché è sempre stato così, senza farci domande sul suo significato e scopo!

 

Occorre tornare a farci domande come:

  • chi siamo noi?
  • chi sono gli altri?
  • quale libertà ci spetta?
  • quali rapporti è corretto intrattenere tra di noi e il mondo?
  • come possiamo vivere senza cadere nelle abitudini?
  • come possiamo rimuovere i preconcetti e stereotipi dalla nostra esistenza?                           
  • come possiamo evolvere dal nostro modo di comportarci come animali (con tutto il rispetto per gli animali!)?

 

Quale compito ci spetta?

 

Cominciare a diventare coscienti della dignità e libertà di ogni essere vivente. Dignità e libertà che devono essere rispettate a prescindere da ciò che noi riteniamo giusto o sbagliato!

 

Significa anche …

 

Prosegue nel prossimo articolo 5.2 di n dal titolo:

È possibile vivere per sempre insieme ad una stessa persona?

 

Foto, schemi e testo

Pietro Cartella

 

 

Condividi l'articolo

Autore dell'articolo

Commenti all'articolo