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L’uomo, i misteri e l’ignoto

Dialoghi sul senso della vita – 5.8 di n.

Reagire o restare tranquilli?

19 Novembre
11:00 2019

Prosegue dal precedente articolo dal titolo: adesso cosa faccio?

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In certi frangenti si presentano a noi cose che già conoscevamo ma di cui avevamo dimenticato l’esistenza, cose che sono in grado di motivare le ragioni di una certa situazione che si sta verificando senza che siano necessarie speculazioni cerebrali o distorsioni percettive personali.

 

Sono così e basta! Non ci sono altre storie!

 

Così, anche se non ne conosciamo razionalmente il senso, sentiamo interiormente sensato il fatto che morendo si lascia spazio ad altri e non ad un altro se stesso. Così può avvenire che, non si sa bene per quale ragione, una persona possa affermare: sono pronto a morire per lasciare spazio ad un altro!

 

Torna a galla una conoscenza che avevamo rimosso: l’esistenza di questo giro di nascite e morti naturali!

 

     

 

Riemerge dal profondo un ricordo relativo a questo fatto, reso nebuloso dal

gran strombazzare di presunte verità dogmatiche, spacciate con successo per originali tra gli adoratori di idoli di cui è composta gran parte della massa umana!

 

Nonostante tutta questa immondizia dogmatica, la verità non viene sporcata, come il fiore di loto che nasce tra la melma senza esserne segnato! Prima o poi le cose si rivelano per quelle che sono: la melma è melma, e il fior di loto è fiore di loto!

 

I dogmi sono riferimenti artificiali e non verità!

 

Ed ecco che attraverso le parole di una persona tra tante il fiore di loto appare nuovamente agli occhi di tutti: “sono contento di lasciare il posto ad un altro”! Poche parole di una persona tra tante possono smontare le tante velleitarie teologie! Anche se non è tutta la verità, ma sono solo un piccolo passo verso di essa, sono segnali viventi di un salto quantico rispetto ad uno sterile dogma bugiardo che il potere usa e propaga sfruttando l’ignoranza della massa per mantenersi! Per forza che poi si predica bene e si razzola male! Non so se mi sono spiegato! Prima o poi il cerchio si chiude e ognuno si rivela per quello che è anche se si nasconde sotto i migliori vestiti o imponendosi con raffinata astuzia! La verità viene a galla!

 

Sappiamo che c’è spazio per tutti se non vogliamo occuparlo tutto noi!

 

La percezione di ciò che esiste e di ciò che vive è presente in ogni essere vivente; cambiano solo i livelli ai quali la coscienza è attiva; cambia solo lo stato di coscienza in grado di percepire altri aspetti della verità fino a potersi fondere, perdersi totalmente in essa.

 

Solo la coscienza permette di accedere o impedisce di ricevere ciò che ogni cosa, dolorosa o gioiosa, terribile o sublime, ci trasmette incessantemente!

 

Mentre stiamo osservando un’alba radiosa e sublime, fuori dal nostro sguardo un essere vivente viene aggredito e ucciso da un altro essere vivente e mentre un terremoto sta distruggendo migliaia di vite, nello stesso luogo contemporaneamente si stabiliscono nuove condizioni per permettere l’apparizione di nuove specie di vegetali, animali e altro che per chissà quanto tempo rimarranno sconosciuti ai nostri ricercatori!

 

Chi è in grado di osservare tutto ciò nello stesso istante?

E quindi come si può pretendere di conoscere la verità, tutta la verità, niente altro che la verità?

 

Questo vale anche per queste parole!

 

IDP… in questo nostro percorso di vita sono importanti queste parole … accettare ... accogliere?

 

Sì, però non passivamente!

 

IDP… no, non passivamente … devono essere realmente sentite!

 

Come stavamo evidenziando in precedenza, accettare significa osservare e lasciar accadere tramite altri cose che sappiamo bene che ci coinvolgeranno, senza tentare di sfuggire ad esse, senza intervenire come saremmo tentati di fare! Non tirarsene fuori sperando di cavarsela a buon mercato; è una legge che potete verificare voi stessi; ciò che non si accetta attraverso la comprensione viene imposto per necessità dalla vita stessa. A chi non vuole imparare la lezione che la vita gli presenta con le buone, essa gliela impone in modo sempre più perentorio per il suo stesso bene, prima che sia troppo tardi ed egli si perda per sempre! Attraverso il suo braccio operativo, il karma, cerca di riportarci sulla strada che ci compete, verso il nostro destino!

 

Ovviamente senza istigare a delinquere, senza forzare la mano, senza abbandonarvisi passivamente, e senza sfidare inutilmente la buona sorte! Evitando di “guidare a fari spenti nella notte per vedere se è poi così difficile morire”, come dice una famosa canzone!

 

Senza forzare, occupandoci di fare quello che ci compete in quella giornata, tanto il nostro turno verrà con tempismo millimetrico appena saremo pronti! Quando il fatto che richiede la nostra partecipazione manifesterà questa necessità, solo in quel preciso istante, occorrerà la nostra attenta totale presenza, anche solo per girare con un dito la pagina dello spartito della musica della vita perché nulla inciampi! Niente di più; ci viene chiesto di fare la nostra parte, piccola o grande che sia, in modo che il grande piano prosegua.

 

Quindi tranquillità innanzitutto! All’inizio sarà necessario uno sforzo per stare tranquilli, contrariamente a quanto affermato poco fa, ma questo sforzo è esattamente quello che serve a fare il primo passo per scoprire che si può essere tranquilli molto più a lungo di quanto si creda in qualsiasi circostanza. Vale lo stesso meccanismo che si usa quando si fa lo sforzo di fare il primo passo di una lunga camminata! Fatto il primo passo la camminata è iniziata! Non importa quanto durerà, se solo uno o milioni di passi, ma senza il primo sicuramente non ci sarebbe mai stata!

 

La tranquillità permette di poter vedere più ampiamente al di là della visone ristretta imposta dalle reazioni abitudinarie. Poco per volta si riesce a vedere tutto, come accade quando si passa dalla luce al buio e viceversa; occorre un tempo di adattamento per riuscire a vedere bene! Le reazioni sono risposte automatiche imposte da un sistema distorto anche quando apparentemente ci hanno salvato la vita! Infatti è vero il contrario: siamo giunti a mettere a rischio la nostra vita a forza di reagire inconsultamente!

 

Per meglio comprendere il significato di quanto affermato citerò un fatto occorso ad un amico. Questi stava percorrendo un’autostrada alla guida di un’auto quando improvvisamente una ruota anteriore si staccò dal mozzo e se ne andò per gli affari suoi! Egli, restando calmo, riuscì a mantenere l’auto in traiettoria fino a poterla arrestare! Qualunque altra reazione avrebbe provocato un disastro!

 

Un altro fatto è accaduto a me ieri sera mentre tornavo a casa. Era buio e stavo percorrendo un tratto di strada collinare alla guida dell’auto. Il tratto di strada era perfettamente visibile e quindi andavo anche abbastanza veloce, quando, improvvisamente, apparve, come sbucata dal nulla, una persona al centro strada. Senza aver avuto il tempo di abbozzare alcun tipo di reazione passai tra il bordo strada e quella persona! Sebbene avessi realizzato la situazione mentre avveniva, solo dopo, reagii al grave pericolo occorso cominciando a razionalizzare e tremare! La non reazione permise di superare il pericolo!

 

Lo so, lo so. Adesso si scateneranno tutte le opinioni riguardo a questi esempi, ed è vero che ci possono essere tante spiegazioni quante esseri umani; per questo ha diritto a farsi sentire anche questa!

 

Sebbene sembri che “anche non aver potuto far altro” possa essere classificato come “un altro tipo di reazione”, come direbbe qualche “strizzacervelli”, in entrambi i casi lo svolgersi degli episodi è stata seguita con calma lucida e consapevole della situazione di pericolo in essere anche se solo per il tempo necessario a lasciare che le cose avvenissero nel modo descritto.

 

Certo ci possono essere altre spiegazioni; per esempio il destino ha voluto che per il momento questa lezione potesse bastare per ricordarci che occorre stare attenti e non abbassare mai la guardia mentre si fanno cose alle quali siamo abituati, perché rimangono comunque pericolose e quindi non devono mai essere sottovalutate. Oppure siamo stati semplicemente fortunati!

 

Ma è sicuramente incontestabile che siamo arrivati all’appuntamento attraverso una serie incalcolabile di reazioni istintive e inconsce come quelle che la guida di un auto richiede. Pensate a quanta strada percorriamo senza ricordarci come abbiamo fatto a percorrerla perché la nostra attenzione cosciente era a spasso, vagava in altri mondi!

 

Accade lo stesso mentre percorriamo la strada della nostra vita!

 

Continua nel prossimo articolo 5.9 di n dal titolo:

Tutti i punti di vista sono leciti!

 

 

Foto, schema e testo

Pietro Cartella

 

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