Reg. Stampa num.22 del Tribunale Ordinario di Torino - 11 Marzo 2011

redazione@civico20news.it

L’uomo, i misteri e l’ignoto

Dialoghi sul senso della vita – 5.9 di n.

Tutti i punti di vista sono leciti!

22 Novembre
11:00 2019

Prosegue dal precedente articolo dal titolo: Reagire o restare tranquilli?

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Pensate a quanta strada percorriamo senza ricordarci come abbiamo fatto a percorrerla perché la nostra attenzione cosciente era a spasso, vagava in altri mondi!

 

Accade lo stesso mentre percorriamo la strada della nostra vita!

 

Ecco che torniamo alla ragione per cui siamo chiamati a fare la nostra parte con attenzione e coscienza! L’azione che faremo servirà nel quadro generale a far nascere una cosa, farne vivere un’altra, morire un’altra e miliardi di altre situazioni evolveranno dal loro stato grazie a questo piccolo contributo.

 

Di nuovo, per meglio evidenziare questo stato di cose, userò un vecchio racconto come spunto di riflessione:

 

UN FATTO INSIGNIFICANTE

 

Punto di vista numero UNO

All’imbrunire del primo giorno d’agosto dell’ultimo anno del secondo millennio ella stava accomodata sulla sdraio, assorta nella lettura di un libro.

Sotto il glicine gli ultimi bagliori del sole calante disegnavano i contorni delle foglie sulle gambe accavallate. Il piede destro era in evidenza, nudo ed abbronzato, inerte. Ad esso si rivolgeva ogni tanto lo sguardo rapido per poi ritornare alla lettura.

Ahi! - PUNTURA DI ZANZARA SUL COLLO DEL PIEDE:

Sportasi repentinamente dallo schienale della sdraio, contemporaneamente trattiene con la mano destra il libro, sgualcendone alcune pagine contro il seno, e con la sinistra colpisce la molesta presenza (ma con delicatezza, non una pacca clamorosa, quasi un buffetto).

Sposta la mano e vede che la zanzara, stordita e piegata su un lato, é rimasta sul posto.

Il pungiglione ancora infilato, agita debolmente le ali. Presa da un impulso repentino (... per aver recato danno ad una creatura del signore), ella si alza e, tenendo il piede destro sollevato, saltella sul sinistro fino dentro casa. Giunta nei pressi del telefono, chiama un amico veterinario esponendogli il caso e pregandolo di fare il possibile per rimettere in sesto la zanzara. Passati alcuni minuti la situazione rimane stazionaria, ma non si presta ad una camminata fino dal veterinario. Quindi provvede a coprire la zona colpita e la zanzara con un tappo trasparente ricavato dalla confezione di un rullino fotografico, bloccandolo con due tratti di cerotto a croce. Saltellando (... perché camminando avrebbe contratto i muscoli provocando l’espulsione del pungiglione) arriva fino all’auto e, espletate le varie azioni necessarie, eccola davanti allo studio del veterinario.Qualche istante dopo posa il piede sul tavolo da visita, mentre il veterinario accosta la testa al microscopio.

Ecco inquadrata la situazione:

la zanzara giace inclinata su un fianco; il pungiglione integro fa da perno, un’ala é spiegazzata, due gambe rotte, presenza di ematoma frontale, respiro affannoso.

URGE UNA TERAPIA INTENSIVA!

Senza estrarre il pungiglione per permettere che si alimenti, il veterinario costruisce una impalcatura di garza, resa portante con lacca per capelli, in modo da rimettere la zanzara in assetto.

Usando due strisce di carta microscopiche stira l’ala spiegazzata fissandola con appretto spray, mentre per le gambe, dopo averle rimesse in asse, usa ancora lacca per capelli.

ECCO FATTO!

Anche la respirazione pare migliorare. Tra qualche ora (... visti i tempi veloci del metabolismo delle zanzare) dovrebbe riprendere a volare. Si congeda dall’amico, saltella fino all’auto, guida fino a casa, saltella fino alla sdraio che é rimasta in giardino, accende la luce con il telecomando (… essendo ormai notte) e si siede osservando il piede e la zanzara.

Passa un’ora circa e la zanzara comincia a dare segni di evidente miglioramento. Dieci minuti dopo cerca di estrarre il pungiglione. Tre, quattro sforzi, ... ecco ... estratto!

Nello stesso istante, e prima che possa prendere il volo, ella, che stava osservando, la spiaccica con una pacca della mano destra.

Punto di vista numero DUE

All’imbrunire del primo giorno d’agosto dell’ultimo anno del secondo millennio ella stava accomodata sulla sdraio, assorta nella lettura di un libro.

La zanzara, vedendo quel bel bocconcino così esposto, non si fece pregare, e si buttò in picchiata sulla vena immergendovi in un batter d’occhio il pungiglione per poter succhiare il nettare nascosto.

IMPROVVISAMENTE IL COLPO SENZA PREAVVISO!

Piegata sul fianco, prima pensa di sognare, di vivere un incubo, poi realizza che l’umana, accorgendosi di lei, l’ha attaccata e colpita. Secondo quel che la sua istruzione al riguardo recita, seguirà il colpo finale. Ma, passati alcuni istanti (... ore per il metabolismo della zanzara) il colpo non viene e, anzi, qualcosa di insolito sta avvenendo. Realizza di essere in uno strano posto dove luci e odori non sono più gli stessi; qualcuno sta armeggiando intorno al suo corpo cercando di ripararne i danni.

POSSIBILE CHE STIA DAVVERO SUCCEDENDO CHE GLI UMANI PRENDANO A CUORE LA VITA DI UNA ZANZARA? Eppure !?!

Sente che dal pungiglione la linfa vitale scorre e le forze tornano rapidamente.

Cerca con tre, quattro strattoni di estrarre il pungiglione dal piede per riprendere a volare. ... sciak

Punto di vista numero TRE

All’imbrunire del primo giorno d’agosto dell’ultimo anno del secondo millennio ella stava accomodata sulla sdraio, assorta nella lettura di un libro.

Io stavo innaffiando il giardino e la guardai proprio nell’istante in cui sembrò schiacciare una zanzara sul collo del piede. Poi la vidi saltellare con il piede destro sollevato e pensai che forse non era una zanzara, ma qualcosa di più corposo. Passò saltellando nel vialetto con una strana medicazione sul collo del piede, salì sull’auto, restò via il tempo che mi occorse per bagnare il giardino e ritornò, saltellando ancora. Qualche istante dopo sentii rumori nel suo giardino; si accese la luce. Nuovamente sedette sulla sdraio e restò a lungo a guardarsi il piede. Ad un certo momento, si diede una pacca sul collo del piede, come per schiacciare una zanzara, e, dopo esserselo strofinato più volte, si alzò dalla sdraio e si diresse verso l’interno della casa, camminando normalmente.

Punto di vista numero QUATTRO

All’imbrunire del primo giorno d’agosto dell’ultimo anno del secondo millennio ella stava accomodata sulla sdraio, assorta nella lettura di un libro.

La percezione spaziale visiva quadridimensionale dell’essere vivente che comprendeva il tutto notò la possibilità del cambiamento nei pressi di una cellula, il ché, dopo un tentennamento, avvenne.                            

Punto di vista numero CINQUE

All’imbrunire del primo giorno d’agosto dell’ultimo anno del secondo millennio ella stava accomodata sulla sdraio, assorta nella lettura di un libro, quando avvenne uno di quei fatti insignificanti di cui é composta la nostra esistenza e con i quali riempiamo l’esistenza dell’universo.

Punto di vista numero SEI

All’imbrunire del primo giorno d’agosto dell’ultimo anno del secondo millennio ella stava accomodata sulla sdraio, assorta nella lettura di un libro.

Avvenne che l’amore si manifestò ponendo fine all’esistenza di una forma di vita che aveva terminato la sua esperienza, per consentirne una nuova, nonostante un’altra visione dell’amore avesse pensato, per un attimo, che fosse meglio curare la vecchia.

Punto di vista numero SETTE

All’imbrunire del primo giorno d’agosto dell’ultimo anno del secondo millennio ella stava accomodata sulla sdraio, assorta nella lettura di un libro.

Un fatto insignificante rimane un fatto insignificante, almeno fino a quando qualcosa o qualcuno ci fa notare che, a causa di quello, anche noi dobbiamo pagare pedaggio. – NULLA AVVIENE A CASO!

Punto di vista numero OTTO

All’imbrunire del primo giorno d’agosto dell’ultimo anno del secondo millennio ella stava accomodata sulla sdraio, assorta nella lettura di un libro.

Nell’insondabile mistero, una luce cambiò di colore, armonizzandosi ad una nuova e più alta vibrazione, 4.653.001 nebulose cambiarono forma, 15 milioni (circa) di soli rimasero soli e un numero imprecisato di pianeti, satelliti e lune cambiarono orbita, mentre l’elettrone responsabile di tutto non si era ancora mosso!

 

Fine del racconto.

 

È evidente che i punti di vista possono essere infiniti; il fatto è, e rimane, uno solo! Più siamo disponibili a non chiuderci in noi stessi, più è possibile accettare che esistano altri punti di vista che comprovano l’evidenza dello stesso fatto! Quando diciamo “io sono” facciamo un tentativo impossibile di rappresentarci in un unico quadro formato da infiniti punti di vista! Questo quadro in realtà esiste ed è visibile solo quando possiamo guardarlo “senza la nostra presenza”!

 

La vita è qualcosa di spettacolarmente grandioso che stiamo riducendo a semplici episodi biologici, a una semplice sequenza di fatti senza importanza, a risposte sociali ed emozionali senza capo né coda!

 

Stiamo annientando la vita a favore della partecipazione ad un reality show per il quale non solo neanche ci pagano, ma dobbiamo pagare noi con la nostra stessa vita! La stiamo facendo diventare una sequenza di risposte automatiche a domande preconfezionate, ad una merendina di vita!

 

IDP… posso dire una cosa … sono andata parecchio in montagna … e la cosa che mi piaceva più di tutte era che proseguendo la salita il paesaggio cambiava perché si disponeva di un nuovo punto di vista e ogni cosa si ridimensionava … e più si andava su l’orizzonte spaziava … tutte le cose diventavano più piccole ma avevano un senso nell’insieme … per me questa è stata una lezione meravigliosa … scoprire che ci sono altre valli e che ci sono altri mondi … e che lì c’è l’ombra e là c’è ancora il sole ... e avanti così … e a me viene sempre in mente questo quando mi trovo in certe situazioni … cercare di vederle più dall’alto solo per averne una visione più completa…

 

Questo è un buon metodo per far tesoro delle situazioni in cui ci troviamo, addirittura chiamarle per rendersi conto in quale punto ci si trovi e molto di più ancora.

 

Il fatto di confrontarsi con qualcuno che sta morendo, tenergli la mano ed essere lì presente senza farsi prender da tutte quelle cose che normalmente si svolgono in una situazione simile, emozioni, ricordi, pianti, preghiere, richieste.

 

Semplicemente stare lì per accompagnare quella persona che ne ha, o se ne ha, bisogno in quel momento, apporta dentro il nostro sistema più informazioni utili di quanto possano fare tutte le osservazioni sulla morte che noi facciamo nel corso della vita!

 

Significa poter accettare le conseguenze di tale conoscenza! Essere a completa disposizione di ciò che sta accadendo!

 

IDP… quando mio marito è mancato … sono stata contenta perché eravamo tutti e tre lì vicino, io e i miei figli, a tenergli la mano … e io avevo una mano sul suo cuore quando se n’è andato … mostrando una pace e serenità … e so che lui, anche se era in coma, sentiva benissimo cosa stava accadendo …

 

Non c’è dubbio!

La risposta della coscienza alla quale siamo abituati è una cosa; la permanenza di una coscienza aldilà di quello che può comunicare, e noi percepire, è un’altra cosa! Quindi il sentire ciò che avviene e agire di conseguenza è importante; se cambiamo qualcosa in noi stessi anche il mondo al quale siamo collegati è obbligato a cambiare! 

 

Da come cambia il mondo sappiamo come siamo cambiati noi!

 

Continua nel prossimo articolo 5.10 di n dal titolo:

L’unione fa la forza, e chi fa da sé fa per tre.

 

 

Foto e testo

Pietro Cartella

 

Condividi l'articolo

Autore dell'articolo

Commenti all'articolo