Reg. Stampa num.22 del Tribunale Ordinario di Torino - 11 Marzo 2011

redazione@civico20news.it

L’uomo, i misteri e l’ignoto

Dialoghi sul senso della vita – 5.10 di n.

L’unione fa la forza, e chi fa da sé fa per tre.

25 Novembre
11:00 2019

Prosegue dal precedente articolo dal titolo: tutti i punti di vista sono leciti.

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Da come cambia il mondo sappiamo come siamo cambiati noi!

 

Essendo il mondo composto da parti, tutte omologate, quando ne cambia anche una sola esso non può più essere come prima, cioè è cambiato anche se può non apparire evidente a tutti subito! Questa è una scontata banalità matematica! Non si scappa!

 

Ciò che dovrebbe essere ancora più evidente in questo istante, a noi qui presenti, è che tutto ciò che stiamo dicendo, senza aspettative particolari, in una disposizione di apertura a tutto campo verso la comprensione della vita in ogni suo aspetto, è possibile solo perché noi siamo qui di fronte a questi argomenti senza alcun preconcetto!

 

Non stiamo difendendo dogmi o posizioni o punti di vista, ma esprimendo liberamente ciò che sentiamo secondo il modo che ci è proprio. Il risultato è che, come si può vedere, si possono esprimere opinioni molto diverse in modo qualche volta anche irritante, schematico, personale e parziale, senza che si giunga a contrapporsi, ma sempre accettando di osservarne le ragioni ad integrazione di quanto già pensiamo di conoscere. Non sostituire una cosa ad un’altra, ma integrarle tutte in un unico quadro!

 

IDP… che è quello che bisognerebbe fare! …

 

Perché dicevamo che non c’è nessuno dei presenti che non abbia questa necessità? Perché sentendo queste cose non è possibile che qualcosa dentro di noi non si muova! E se anche solo una cosa si muove, se cambia qualcosa, questo cambiamento per noi è fonte di sofferenza che possiamo sopportare solo se altro può controbilanciarla! E ciò che la controbilancia è la necessità di comprendere le cose della vita. Se così non fosse chi ce lo farebbe fare di ascoltare qualcosa che può produrre sofferenza?

 

IDP… è una necessità innata in noi!

 

Non è semplice curiosità! È una necessità!

 

IDP… e mi piace ascoltare cose che stimolano ad aprire gli occhi!

 

È una necessità, non importa a quale livello si manifesta! Per soddisfare la curiosità è sufficiente navigare in internet; ci sono tutte le notizie che si desidera ascoltare. Ma per comprendere occorre ben altro che semplicemente leggere una informazione; occorre che sia metabolizzata attraverso l’ingestione di più punti di vista, rappresentati da ciascuno di noi, che può avvenire solamente con la presenza fisica!

 

Insomma bisogna esserci con tutto, non solo con gli occhi o la mente!

 

Inoltre ciò che una cellula da sola non può fare, può essere fatto da un organismo o un corpo composto da più cellule: “l’unione fa la forza” e nell’unione, grazie alla forza che si riceve, “chi fa da sé fa per tre” o come dicevano i moschettieri “tutti per uno, uno per tutti”!

 

IDP… tutti questi pensieri … queste cose le pensiamo quando siamo da soli … ma non troviamo nessuno con cui scambiarci … almeno qui possiamo … qualcosa viene fuori …

 

La cosa più importante non è quella che state facendo qui ma quella che avete già fatto; se voi non aveste già fatto in precedenza qualcosa in questo senso oggi non sareste qui e non potreste sopportare ciò che succede! Invece il vostro sistema ha già cominciato a metabolizzare informazioni di altro tipo e a riferirle alla vostra coscienza! Sta facendo sentire alla coscienza una voce fuori dal coro! E se non si esprime ancora, sta cercando il modo di farlo! Ecco perché oggi potete ascoltare queste cose. Nonostante la sofferenza che possono provocare!

 

IDP… abbiamo fatto un certo percorso sulla terra … se siamo qui è perché tra le cose che ci hanno spinto qui c’è anche un po’ di curiosità … è una delle componenti … che poi fosse necessario non so … però mi chiedo … da che cosa sono determinati percorsi diversi … noi siamo qui con questa età media … io ho molto vicino a me persone giovani che mi pare abbiano fatto dei percorsi … molto più avanti di noi … da che cosa sono determinate queste differenze, sono cromosomiche? … no! lo avevo già escluso anch’io! … alcune cose dette oggi mi hanno fatto ricordare queste persone che hanno già certi comportamenti diversi mentre non dovrebbero discostarsi troppo perché sono molto vicini a me e allora mi chiedo: come mai questa “fortuna” in giovane età e questa incertezza invece in una età in cui dovremmo tirare i fili di una esistenza? …

 

Eh, sì! questa è una gran bella domanda che apre una finestra su un universo grandioso e alla quale non si può che cominciare un abbozzo di risposta. Nasceranno sempre più spesso persone che sanno bene cosa significa tutto questo.

 

IDP… caspita! … ma allora noi siamo stati sfigati! (risate)

 

IDP… se siamo qui solo ora ad ascoltare queste cose, se solo ora riscontriamo questa necessità, visto che ci rimane non molto da vivere per poterne fare tesoro … non è sfiga secondo voi?

 

IDP… ci vuole sempre qualcuno che vada per la prima volta! …

 

No, no, questo è semplicemente il compito dei pionieri; ogni epoca ha avuto i suoi. Sono coloro che esplorano ed aprono una strada per gli altri che verranno in modo che abbiano un compito più semplice!

 

IDP… se questa non è sfiga?! …

 

Questo è un compito di una bellezza straordinaria.

 

IDP… a me questo fatto fa arrabbiare!

 

Provi a considerare questo ipotesi: ci troviamo dentro una foresta e gli insetti ci stanno pungendo mentre procediamo in mezzo ai rovi che ci graffiano da ogni parte quando, ad un tratto, entriamo in una radura in cui sorge una città tutta d’oro! Grande è la gioia per questo ritrovamento inaspettato che non sentiamo più punture e graffi! Abbiamo aperto una strada e chi arriva dopo di noi ci aiuta a fare il lavoro che resta da fare! A cosa ci servirebbe arrivare ad una città d’oro e non avere più la forza di entrarci? Chi arriva dopo ci aiuta ad entrare!

 

Arriva dopo di noi e, vedendoci stanchi, ci sostituisce nel lavoro; ci sorpassa e ci precede al solo scopo di ricambiarci il favore che gli abbiamo fatto aprendo e mostrando la strada; così, grazie a questa staffetta, anche noi possiamo far parte di coloro che entrano nella città d’oro, anche se ci è rimasta poca forza per farlo!

 

Se ci rendiamo conto di quale grande fortuna disponiamo non essendo soli, avendo intorno a noi persone disposte ad aiutarci anziché combatterci come facevamo fino a qualche minuto prima, perché vedevamo di loro solo ciò che ci dava fastidio, allora possiamo comprendere il senso di appartenere ad una comunità umana, … proveniente dalla stessa origine!

 

Continua nel prossimo articolo 5.11 di n dal titolo:

Una bacchetta magica.

 

 

Foto e testo

Pietro Cartella

 

 

Condividi l'articolo

Autore dell'articolo

Commenti all'articolo