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L’uomo, i misteri e l’ignoto

Dialoghi sul senso della vita – 5.11 di n.

Una bacchetta magica.

27 Novembre
11:00 2019

Prosegue dal precedente articolo dal titolo: L’unione fa la forza, e chi fa da sé fa per tre.

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Se ci rendiamo conto di quale grande fortuna disponiamo non essendo soli, avendo intorno a noi persone disposte ad aiutarci anziché combatterci come facevamo fino a qualche minuto prima, perché vedevamo di loro solo ciò che ci dava fastidio, allora possiamo comprendere il senso di appartenere ad una comunità umana, … proveniente dalla stessa origine!

 

Ora dovremo riconsiderare alcuni aspetti per i quali dovrò utilizzare termini della tradizione religiosa corrente. Vi ricordo che non significano quello che normalmente si crede e quindi vi prego di fare lo sforzo per andare oltre tali limiti.

 

Non girerò troppo intorno a ciò che ho da dire; quindi prendete tutto con le dovute cautele, come spesso ripeto, per evitare di passare da un dogma ad un altro, dal divorziare dalla verità di uno per sposare quella di un altro; così non cambierebbe niente; sarebbe solo un’illusione diversa o un’altra bugia amorevole!

 

Apparteniamo ad una comunità umana proveniente dalla stessa origine!

Uomini figli di Dio … fatti a sua immagine e somiglianza!

 

Useremo uno schema già conosciuto per aiutarci a comprendere le parole che seguiranno.

 

 

Nello schema è rappresentato il sole e la sua emanazione; in altre parole il padre-madre, l’origine di tutto, che emana potenzialmente da sé il proprio figlio. Se tale emanazione non trova quanto gli serve per manifestarsi, continua a restare a livello potenziale.

 

Vi ricordate che Maria viene chiamata la Vergine, perché non ha conosciuto uomo; in senso biblico significa che non ha avuto rapporti con un essere umano.

 

In senso originale però il suo significato è il seguente: l’emanazione del padre-madre ha percorso lo spazio fino a trovare nella materia non manifestata una condizione dove potersi manifestare!

 

E quella condizione si è realizzata nella M, Materia, M, Maria, che era ancora Vergine, cioè non aveva conosciuto esseri umani fino a quel momento; infatti l’essere umano venne a manifestarsi in quel momento nella Materia Vergine!

 

Prima di quel momento nella Materia Vergine i figli di Dio erano non manifestati!

 

IDP… ci spieghi meglio! …

 

Più volte ho ricordato che l’informazione proveniente dall’origine ha vagato nello spazio dove non c’era nulla e ha dovuto arrivare in un luogo, un utero materno in cui dare origine all’embrione dell’essere umano, un essere vivente, l’essere umano, il figlio di Dio.

 

IDP… ma se non c’era nulla? …

 

IDP… no, no, prima ancora! …

 

La materia era vergine, ma potenzialmente conteneva tutto, esattamente come il ventre di una donna potenzialmente può contenere un figlio, che però può manifestarsi solo a determinate condizioni. Infatti nel ventre di una donna non ci sono sempre figli che possano uscire su richiesta belle fatti!

 

IDP… quindi la materia vergine è stata fecondata! …

 

Dall’emanazione dell’origine!

 

IDP… ecco come è successo! …

 

Similmente a come accade al nostro livello, è accaduto, accade e accadrà sempre, solo ad un livello diverso, ma non a un uomo più grande e una donna più grande! (risate)

 

IDP… altrimenti sarebbe stato tutto immoto! …

 

Esattamente! Come dopo un certo periodo torna ad essere! Lo stesso concetto che ritroviamo nel ciclo delle nascite e delle morti, ma ad un altro livello! Ecco cosa è stato trasferito attraverso alcuni racconti simbolici tramandati nelle religioni allo scopo di permettere, a chi poteva ancora farlo, di ricordare ciò che essi significavano veramente! 

 

IDP… alcuni racconti sono stati tradotti per il popolo …

 

IDP… ma prima dell’uomo non c’erano i dinosauri? … c’erano altre forme di vita, no? … sulla terra!

 

IDP… l’uomo non c’era! …

 

Questo è ciò che pensiamo e di cui siamo convinti noi e i nostri scienziati nella fase attuale dei loro studi! Perché non possiamo che prendere atto dell’esistenza dell’uomo da quando ha assunto la forma che abbiamo cominciato a considerare tale. Non siamo ancora andati oltre questo livello di comprensione!

 

IDP… senta … io le volevo chiedere una cosa … perché siamo arrivati al punto in cui tutti si fermano … l’inizio … c’era qualcosa?

 

Certo! C’era qualcosa che per quello che la nostra ragione può afferrare oggi non siamo in grado né di contemplare né di formulare! Infatti per la nostra ragione dire che prima che ci fossero le cose non ci fosse nulla non ha significato!

 

IDP… certo! Proprio lì!

 

IDP…dove, come, quando?

 

Certamente! Il nostro problema è questo: essendoci allontanati troppo dall’origine, non solo ne abbiamo perso memoria cosciente, ma non siamo più nemmeno in grado di concepirne l’idea e quindi di formulare la domanda in grado di liberarla e renderla visibile alla coscienza!

 

Quello che possiamo ancora fare è muovere ogni volta qualche piccolo passo in una direzione che possiamo solo vagamente intuire, fidandoci di questo “sentire” completamente “irrazionale” per il nostro normale modo di concepire la nostra esistenza! Con tutti i rischi che questo comporta!

 

IDP… quindi noi ci fermiamo lì! …

 

No! Noi non ci fermiamo lì; la nostra attuale capacità di pensare si ferma lì! Ma dentro di noi esiste anche l’informazione precedente a quel punto in cui il pensiero si ferma! Dentro quel sistema complesso, quel microcosmo che costituisce l’intero essere umano!

 

IDP… bene! … questo mi fa molto piacere! … questo mi conforta!

 

Quindi sta a noi fare una cosa che ci è stata data come modalità operativa per impedirci di farci male; fare un primo passo, poi un secondo, poi tutti altri senza cercare di saltarne nessuno come saremmo tentati di fare, seguendo il nostro istinto, la nostra cultura e la nostra presunzione! Senza fare come Icaro che, avvicinandosi troppo al sole senza quello che serviva, vide le sue ali staccarsi e precipitò drammaticamente al suolo!

 

Un passo dopo l’altro si arriva alla metà; è la regola del viandante!

 

Però occorre muoversi, iniziare, fare il primo passo! Mentre nella maggior parte dei casi l’umanità sta coltivando l’idea di muoversi senza farlo mai! Pensiamo di andare verso qualcosa senza muoverci da qua!

 

Siamo arrivati al punto in cui le cose che indicano come uscire da questo circolo vizioso non si possono dire, mentre tutti cerchiamo di spiegare come stiamo facendo per farlo, agendo al contrario in modo da essere sicuri di non farlo neanche per sbaglio! 

 

Così mascheriamo da verità l’illusione, solo perché non ci dia troppo fastidio! Così diciamo di fare un percorso spirituale, di conoscenza, solo perché abbiamo definito come tali le nostre “migliori intenzioni”!

 

Quando qualcosa di vero si muove dentro di noi sono guai per il nostro “starsene tranquilli”; chi ce lo fa fare di cercare rogne!

 

Si fa sentire quella sofferenza, quella sensazione che ci manchi qualcosa, che stiamo facendo di tutto meno quello che dovremo fare davvero; meglio spegnere tutto e annebbiarci nel migliore dei videogiochi che conosciamo; quello della nostra “second life”, la nostra vita virtuale di tutti i giorni; quella che ci illudiamo di vivere solo perché sta passando, mentre tentiamo in tutti i modi di vincere la paura di iniziare a viverla davvero! Abbiamo il coraggio assurdo di attendere la fine senza aver neppure cominciato!

 

Abbiamo strutturato una società appositamente per stordirci e renderci insensibili alla bellezza della vera vita, sostituendola con arte, cultura e sogni di cui riempiamo le nostre attività sociali e personali!

 

Senza quella sofferenza noi saremmo completamente persi in questo paese dei balocchi, dove fare o non fare la guerra e fare o non fare l’amore sono solo due aspetti, strettamente legati ed inscindibili, di ogni nostra azione.

 

Solo grazie a quella sofferenza rimane attiva in noi una piccola luce che indica la strada da seguire; senza fanfare, senza proclami; senza risultati da mostrare a tutti; semplicemente percorrendo quella strada passo dopo passo! Solo grazie ad essa siamo ancora in grado di chiederci il perché di tutto questo.

 

IDP… però io vorrei la bacchetta magica per soffrire di meno …

 

IDP… non accetta! …

 

Proviamo a vedere cosa succede se funziona “la bacchetta magica”?

 

Ora proverò a spostare il muro della stanza nella quale ci troviamo!

Ci sono riuscito?

 

IDP… no!

 

Allora farò un nuovo tentativo!

Ci sono riuscito?

 

IDP… no!

 

Farò ancora un tentativo…

Ci sono riuscito?

 

IDP… no!

 

Vorrei ben crederci!

 

Se ci fossi riuscito non ne sareste stati molto felici; senza il muro il soffitto ci sarebbe caduto addosso!

Il muro è lì non a caso!

Con la nostra bacchetta magica avremo potuto spostarlo, ma non avremo potuto evitare quello che sarebbe successo di conseguenza!

Facciamo così tutti i giorni con la nostra bacchetta magica: facciamo una cosa senza tenere conto delle conseguenze; è così che ci siamo imprigionati da soli!

 

Meglio che il muro e la sofferenza facciano la propria funzione senza piegarsi ai nostri capricci!

 

La sofferenza è dovuta al fatto che vogliamo spostare il muro!

 

Vogliamo continuare a fare solo quello che non serve o è dannoso per noi stessi, mentre abbiamo dentro di noi l’informazione corretta per fare le cose che servono per la vita! Non so se è sufficientemente chiaro! Teniamo prigioniera questa possibilità e non dovremo sentirla soffrire?

 

Se seguissimo le indicazioni corrette, la vita sarebbe semplice anche in situazioni complicate, mentre adesso riusciamo a complicare anche le cose più semplici! Questo lo vediamo da soli senza bisogno che qualcuno ce lo mostri, vero?

 

Seguire le indicazioni corrette è essere liberi, poter respirare di sollievo, smetterla di preoccuparsi di spostare muri che devono stare dove sono per il nostro bene, smetterla di consumare inutilmente il tempo disponibile!

 

Continua nel prossimo articolo 5.12 di n dal titolo:

Tutto è sempre a posto, anche se vorremmo che fosse diverso.

 

Foto e testo

Pietro Cartella

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