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Cultura

Considerazioni e curiositą su alcune opere di Leonardo da Vinci

Il "caso" della Gioconda che ha causato un terremoto negli ambienti dei Critici dell'Arte

11 Ottobre
08:30 2019

Alto, elegante, di bell'aspetto, così si presentava Leonardo da Vinci. 

I modi educati e gentili favorivano la benevolenza dei suoi numi tutelari, il suo carattere gioioso lo rendeva simpatico e tutti, a tutti quelli ai quali voleva piacere.

Lo avessimo incontrato per strada, in una di quelle vie di una Firenze di fine '400, lo avremmo notato per i suoi abiti sempre eleganti e per il suo portamento autorevole che esprimeva un'autostima difficilmente mascherabile.

Leonardo amava circondarsi di persone e cose belle, sembrava che volesse trarre l'essenza della bellezza espressa dalla Natura per trasferirla sulla tela, per renderla immortale con il suo lavoro.

La sua mente era pervasa, o forse invasa, da idee sempre nuove che lo costringevano a orientare la propria attenzione su argomenti spesso assai differenti che esigevano di essere sviluppati, espressi e ricordati. Solo così riusciremmo a spiegare quel caotico insieme di scritti, disegni e bozze spesso a noi incomprensibili, che riempivano ogni angolo dei fogli di quella preziosissima e costosissima carta che andrà a formare l'immenso corpus dei suoi Codici.

Molto si è detto sulle sue scelte sessuali, sulle sue presunte relazioni con giovani assistenti come il Salai e altri. Recentemente tali ipotesi sono state revisionate e in parte ridimensionate.

Mettendo da parte i pettegolezzi sulle sue inclinazioni o sulle sue scelte personali, cercheremo di focalizzare l'attenzione sugli aspetti più interessanti della sua arte che sono recentemente emersi e che riguardano due opere in particolare: La Gioconda e il Salvator Mundi.

 

Il quadro più famoso del mondo... quello esposto al Louvre e raffigurante il ritratto di donna che tutti conosciamo come "La Gioconda", potrebbe essere la rappresentazione di un'altra persona.

Vasari pubblica nel 1550 "Le Vite dei più eccellenti pittori, scultori e Architettori" e afferma che Leonardo dipinse una Testa prima della battaglia di Anghiari 1504.

Carlo Pedretti afferma che il dipinto esposto al Louvre sia un Ritratto e non una Testa e che avrebbe dovuto essere stato realizzato intorno al 1513.

Inoltre nel 2012 Roberto Zapperi scrive che Leonardo, incontrando Antonio de Beatis il 10 ottobre 1517, gli disse che il quadro (quello ora esposto al Louvre?) rappresentava una madonna fiorentina e che gli era stato commissionato da Giuliano De Medici, duca di Nemours (1479-1516) e settimo figlio di Lorenzo De Medici.

Il collegamento con Giuliano De Medici (duca di Nemour) escluderebbe la data del 1506 e collocherebbe la Gioconda al soggiorno romano di Leonardo (1512-1513).

Da queste premesse Carlo Pedretti esclude che il dipinto esposto al Louvre sia la moglie di Francesco del Giocondo, si tratterebbe invece di Pacifica Brandani, amante di Giuliano De Medici.

Quindi esisterebbero due quadri, e quello rappresentante la moglie di Francesco del Giocondo sarebbe andato perduto.

 

Ritratto di Francesco del Giocondo 

 

Ritratto di Giuliano De Medici

 

Un altro fatto curioso relativo alla Gioconda riguarda la copia presente al Museo del Prado, dipinta da un allievo di Leonardo, probabilmente Francesco Melzi.

Che si tratti di una copia e non di un falso lo dimostrerebbe il fatto che nel dipinto del Prado siano presenti gli stessi errori/ripensamenti dell'origimale leonardesco. In effetti un falsario si sarebbe accontentato di copiare pedissequamente l'originale, mentre la presenza di ripensamenti indica che i due dipinti furono eseguiti contemporaneamente, e che contemporaneamente vennero eseguiti gli aggiustamenti... in corso d'opera.

Il dipinto custodito al Museo del Prado risulta essere nettamente meglio conservato dell'originale (a sinistra) e presenta una pulizia di colori e una definizione maggiori, poichè non ha subito i devastanti interventi di "restauro" compiuti da mani incompetenti.

Dettagli maggiori ci permettono di leggere nelle aree confuse dell'opera di Leonardo, regalandoci inaspettati particolari che arricchiscono la conoscenza dei dipinti.

In seguito parleremo dello "strano caso del Salvator Mundi"... un dipinto che ha vissuto delle incredibili traversie...

 

 

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