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Schiaffo all’Europa: durante Francia-Turchia saluto militare dei calciatori turchi

Sembra solo un gesto, ma è molto di più

16 Ottobre
09:00 2019

Quella di lunedì sera 14 ottobre 2019 a Parigi fra Francia e Turchia è sembrata quasi una normale partita di calcio.

Valevole per la qualificazione agli europei 2020, e’ terminata 1-1, senza particolari scorrettezze in campo e nessun scontro fra tifosi.

Quello che però ha macchiato l’intera serata è stato il saluto militare di gran parte della squadra turca dopo il gol del pareggio.

 

Sembra una piccola cosa, ma in realtà è un gesto pesante, provocatorio, significativo, il quale conferma che anche il popolo turco condivide la  visione conquistatrice del loro presidente Erdogan, che tramite la guerra appena iniziata in Siria tenta di espandere i propri domini.

 

Sembra una storia già vista, e proprio alla luce di quanto più volte abbiamo assistito in passato durante l’espansione del grande impero ottomano, il gesto in questione dovrebbe far riflettere (oltre che squalificare dalle prossime partite i giocatori di calcio).

 

Le mire conquistatrici di Erdogan non sono solo espressione di un uomo, ma sentimento di un popolo che ancora oggi pensa di poter dominare la regione mediorientale, e magari domani, l’Europa.

Altrimenti non si spiegherebbe un gesto così forte da parte di semplici giocatori di calcio, che nulla avrebbero da esternare in un contesto simile.

 

Purtroppo tutte le visioni più pessimistiche su quello che è stato teorizzato negli anni come una prossima Eurabia, sembrano avverarsi.

Come in un mosaico che anno dopo anno si compone, iniziato con le prime migrazioni alla fine del secolo scorso, l’attacco alle torri gemelle del 2001, l’ascesa di Al Queda, i tantissimi attentati islamici in Europa, la minaccia dell’Isis, la fallita integrazione islamica in molte città del nord Europa dove ormai regna la Sharia, il processo sembra inarrestabile.

 

Ci mancava solo la nuova guerra in Siria della Turchia del sultano Erdogan, con anche i calciatori della nazionale, simbolo del popolo turco, che fanno il saluto militare a Parigi, nel cuore dell’Europa.

 

Ma soprattutto nel silenzio dell’Europa e delle sue istituzioni.

A cui manca sicuramente una guida forte che sappia difenderla, come il principe Eugenio di Savoia, che già alle fine del seicento fermò per ben due volte l’espansione dell’impero ottomano che voleva conquistare l’Europa.

 

A tal proposito vi prego di rileggere il mio articolo dell’11 settembre 2019, di cui si allega il link, quando Vienna e l’Europa furono salvate dall’invasione ottomana. Forse la storia si potrebbe ripetere ?

 

http://www.bdtorino.eu/sito/articolo.php?id=34285

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