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Cronaca

Immobiliare: il rischio di un autogol scontato

Aumenti in vista per gli affitti in regime di cedolare secca: una nota di Confedilizia

17 Ottobre
09:30 2019

Gira che ti rigira, tra fantasiose gabelle su merendine, telefonini, colf, badanti e addirittura sulla pipì espletata in bagni e ristoranti, il risultato conclusivo sarà quello di colpire ancora una volta la casa, prendendo a picconate il bene-rifugio per eccellenza degli Italiani. Oltre all'accorpamento di IMU e TASI (che, con la maschera della riduzione da 2 a 1 dei balzelli, rischia però di nascondere un conto ben più salato da pagare), il Governo ragiona anche sulla revisione al rialzo delle aliquote per le locazioni in regime agevolato di cedolare secca. Quella della cedolare è una norma apprezzata e funzionante, i cui benefici avrebbero potuto essere ancora più significativi se non fossero stati anestetizzati dalla predatoria patrimoniale introdotta da Monti nel 2011. Ciò che serve per far ripartire il Paese è uno shock fiscale positivo, che rimetta in circolo risorse, energie e fiducia: anche quelle dei Proprietari nel dare in affitto i loro beni. Accanirsi sull'isterilito settore immobiliare significa prosciugare una mucca che già fatica a dare latte, con pesanti ricadute sull'Edilizia e su tutto l'indotto collegato. Riceviamo e pubblichiamo qui di seguito una nota del Presidente nazionale di Confedilizia, l'Avvocato Giorgio Spaziani Testa.

 

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(Immagine in copertina tratta da ilsole24ore.com)

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