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L’EDITORIALE DELLA DOMENICA DI CIVICO20NEWS – Sara Garino: Conoscere se stessi per capire gli altri

Un sapere antico, fra Scienza e Psicologia

20 Ottobre
09:00 2019

Come spesso (per non dire quasi sempre) accade, è possibile ricercare le risposte alle domande di oggi partendo dagli interrogativi e dalle constatazioni di ieri. Così gli antichi Romani affermavano sagacemente che il “nosce te ipsum” (ovvero il “conosci te stesso”) fosse alla base di qualunque positivo e produttivo processo di relazione sociale.

Infatti per conoscere - e soprattutto per capire veramente gli altri e la realtà circostante – occorre ripulire il campo di vista da quello che è il nostro filtro particolare, cioè il nostro modo congenito d’intendere e vedere le cose. Diversamente, il rischio di un’interpretazione errata e fuorviante è di fatto una matematica certezza: come se osservassimo il mondo attraverso la lente di occhiali opachi, che ci impediscono di apprezzarne i veri colori.

Conoscere se stessi e i passaggi mentali alla base dei propri ragionamenti diventa quindi fondamentale per interpretare in modo corretto gli input provenienti dall’esterno, liberandoli da tutto quanto è il rumore di fondo della nostra soggettività.

Da queste colonne lo si è detto spesso: le relazioni sociali non sono concettualmente diverse da quelle che regolano le leggi fisiche, così come conoscersi per conoscere gli altri va a braccetto col conoscere i principi di natura per interpretarne le manifestazioni.

E similmente, dato che nel mondo fisico sono i gradienti (ovvero le differenze) a determinare i fenomeni e l’aumento del grado di complessità del sistema, così l’unione di approcci e punti di vista differenti non può che arricchire e rendere maggiormente dinamico il rapporto fra le persone.

In Fisica delle particelle, un elettrone sa di essere un elettrone e riconosce come tale i suoi simili, tutti accomunati dalla medesima carica elettrica (per la cronaca, negativa). Idem per i protoni, elettricamente positivi. Quando due particelle di ugual segno si avvicinano, esse tendono a respingersi mentre particelle diverse, di segno opposto, si attraggono.

Fin qui il ragionamento potrebbe apparire un po’ monco, tuttavia estrapolandolo alla Psicologia cognitiva si può affermare come ciascun individuo sia in qualche modo attirato da ciò che è diverso, individuando nelle sfumature caratteriali altrui quegli elementi in grado di colmare la propria personalità, rendendola piena e completa, nonché divenendone parte integrante. Per scoprire, quando le relazioni divengono più profonde e intense, come ciò che all’inizio suonava diverso e magari strano celi in realtà lo stesso fenomeno, lo stesso desiderio: solo mascherato, in origine, da approcci diversi.

Proprio come i moti delle particelle: indipendentemente dalla carica, tutti regolati dalla stessa forza elettromagnetica.

E ricadiamo infine in quanto affermato all’inizio. Gli Antichi avevano effettivamente già capito tutto, perché conoscere se stessi è la prima forma di Comunicazione.

 

SARA GARINO

Vicedirettore

CIVICO20NEWS

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Immagine nel corpo dell'articolo tratta da salvodellaira.com)

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