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Medicina

La malaria, una malattia assai insidiosa da tenere in considerazione anche alla nostra latitudine

20 Ottobre
16:30 2019

Di recente le cronache hanno riportato la notizia della morte di una bambina di 7 anni morta per malaria all'ospedale Infantile di Alessandria. La malattia è stata diagnostica in tempi brevi, ma anche se trasferita con urgenza nel reparto di Terapia Intensiva Pediatrica, le cure sono risultate vane e, nonostante l'impegno e la professionalità dei sanitari, non è stato possibile salvare la vita alla piccola paziente. L'infezione dall’esito infausto sarebbe stata contratta durante un viaggio in Africa, nel Paese nativo della madre.

 

La malaria è una malattia causata da un parassita. Il parassita viene trasmesso all'uomo attraverso i morsi di zanzare infette. Le persone che hanno contratto la malaria provano un profondo senso di prostrazione, con febbre alta e sono scossi da brividi, talvolta anche violenti. Secondo il report 2016 della OMS,  ogni anno si verificano 216 milioni di casi nel mondo, e vi sono 445.000 decessi;  la malaria rimane tutt'oggi la principale causa di mortalità infantile e di infermità in 91 Paesi tropicali, ma anche in Italia si sono verificati numerosi casi, 83 in Piemonte, 225 in Lombardia 114 nel Veneto, 104 in Emilie e 62 nel Lazio solo per citare le regioni in cui si è avuto il maggior numero di contagi. (fonte ISS)  in relazione ai mutamenti della società determinati dal nuovo dinamismo commerciale con conseguente aumento dei viaggi a causa dei flussi migratori. Non ultimi responsabili sono i cambiamenti climatici e ambientali, ed è pertanto necessario effettuare una adeguata attenzione verso questa affezione, considerando che la maggior parte delle persone che muoiono a causa della malattia, sono bambini piccoli, che vivono prevalentemente in Africa.

 

Mentre la malattia è relativamente rara nei climi temperati, la malaria è ancora comune nei paesi tropicali e subtropicali. I funzionari sanitari mondiali stanno cercando di ridurre l'incidenza della malaria distribuendo presidi sanitari per proteggere le persone dalle punture di zanzara, specie durante il sonno. Gli scienziati di tutto il mondo stanno lavorando per sviluppare un vaccino al fine di poter prevenire l’insorgenza della malattia.

 

La malaria è causata da organismi unicellulari, definiti protozoi, del genere Plasmodium. Differenti forme di malaria sono causate da diverse specie di Plasmodium; la forma più grave e mortale è causata dal Plasmodium. falciparum, che risulta responsabile del 90% delle morti per malaria. La maggior parte di queste avviene in Africa, soprattutto bambini molto piccoli. Altre specie di Plasmodium che comunemente infettano gli esseri umani includono P. vivax, il P. ovale e P. malariae. Recentemente, una quinta forma, P. knowlesi, è stata trovata infettare le comunità rurali nel sud-est asiatico.

 

I parassiti vengono trasportati dalle zanzare. Gli insetti vengono infettati con i parassiti in questione mordendo persone che hanno già contratto la malattia; la trasmissione avviene nel momento in cui una zanzara infetta punge un soggetto sano, iniettandogli il parassita. Molto raramente, la malattia può essere trasmessa direttamente da persona a persona, dalla madre al figlio nella "malaria congenita", nelle trasfusioni di sangue, nella donazione di organi e nella condivisione degli aghi.

 

La malattia insorge quando il parassita introducendosi nei globuli rossi del paziente, si riproduce rapidamente e poi fuoriesce dalla cellula, danneggiandola irreversibilmente. La risposta immunitaria risultante, associata alle sostanze chimiche rilasciate dai parassiti, induce la rapida insorgenza di febbre, nausea, dolori ossei diffusi, associati ad un corteo sintomatologico caratteristico quali irritabilità e sonnolenza, così come anche la mancanza di appetito e problemi di sonno. Questi sintomi sono di solito seguiti da brividi e poi febbre associata a una respirazione rapida. La febbre aumenta progressivamente nell'arco di uno o due giorni, talvolta salendo improvvisamente a 40,6°C o anche più Poi, quando si ha la remissione dello stato febbrile, il corpo torna rapidamente alla sua temperatura normale e si verifica un episodio di intensa sudorazione. Questo schema caratterizzato da brividi, febbre e sudorazione, può ripetersi ogni due o tre giorni, a seconda del parassita che ha causato l'infezione. Altri sintomi possono includere mal di testa, nausea, malessere generale.

 

La diagnosi  di infezione malarica viene effettuata in  base all'anamnesi, specie se la persona riferisce di aver viaggiato all'estero ed anche  in base ai sintomi riferiti dal paziente e dai risultati dei test specifici. Il prelievo di un campione di sangue permetterà l'esame microscopico per la ricerca di parassiti della malaria, che possono essere rintracciati  all'interno di globuli rossi infetti.

Se l’infezione si localizza nel cervello, possono comparire crisi epilettiche o perdita di coscienza. In alcuni casi possono essere colpiti anche i reni. Se non viene trattata in una sede specializzata e con farmaci appropriati, si può avere il decesso del paziente.

 

La malaria è dunque una malattia grave, più devastante dell'AIDS. E' la parassitosi umana più frequente e grave e sebbene la situazione stia migliorando in molti paesi, rimane molto preoccupante. Questo è il motivo per cui se si programma un viaggio verso luoghi dove è nota la presenza della infezione malarica è opportuno, prendere misure per prevenire le punture di zanzara indossando indumenti protettivi, usando repellenti per insetti e dormendo sotto le zanzariere trattate. A seconda dell'area che si visita,  e dei fattori di rischio individuale di infezione, sarà necessario farsi prescrivere farmaci da assumere in via preventiva, sia prima che durante e dopo il viaggio.

 

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