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Di tutto un po'

Giordano Bruno un martire da non dimenticare

L'ombra dell'eresia si manifesta attraverso i secoli

26 Ottobre
09:00 2019

La statua dedicata a Giordano Bruno che svetta a Roma in Campo dei Fiori, opera dell'artista massone Ettore Ferrari, fu inaugurata il 9 giugno 1889.

Ettore Ferrari nel 1879 presentò un primo bozzetto della statua.

Il lavoro, evidentemente troppo provocatorio, presentava il Filosofo in atteggiamento di sfida verso il tribunale dell'inquisizione.

Le autorità locali, palesemente filoclericali decisero di rifiutarlo.

Nel 1885 nacque un nuovo movimento, l'Associazione nazionale del libero pensiero "Giordano Bruno", alla quale aderirono gli uomini più eminenti dell'epoca: Victor Hugo, Pasquale Villari, Ernst Haeckel, Michail Bakunin, Giovanni Bovio, Giusuè Carducci, Cesare Lombroso e molti altri. Grazie all'intervento di questa Associazione nel 1887 Ferrari potè presentare un nuovo bozzetto.

Molti degli uomini che si spesero per far realizzare la statua del Bruno furono massoni, e fu proprio la Massoneria a considerare la figura del martire nolano come l'espressione della propria bandiera ufficiale, un vero baluardo contro il più radicato dogmatismo.

Ancora oggi l'immagine di Giordano Bruno, eretta nella piazza che gli diede la morte, rivolta provocatoriamente verso il Vaticano, fa pensare ai tanti crimini compiuti in nome di un Uomo che diede a sua volta la vita per amore dell'Umanità. 

Ancora oggi qualcuno sostiene le ragioni del tempo passato, giustificando un delitto che attende da sempre le mancate scuse da parte dell'Autorità ecclesiastica.

I pericoli nascono proprio dai dogmi, ovvero da quelle credenze del tutto arbitrarie che cercano di sostenere le ragioni storiche di questa o quella espressione religiosa, senza tener presente che alimentando le differenze tra le fedi si creano i presupposti per le guerre di religione.

La via dell'abolizione dei dogmi sembra essere l'unica strada possibile. Si tratta di una Via che invita tutti alla ricerca di Verità sostenibili, e non alla cieca diffusione di pseudoverità, nate solo per favorire qualche particolare dottrina. Il dialogo dovrebbe vertere soprattutto su ciò che si conosce e su ciò che unisce, a differenza di ciò che normalmente avviene.

Giordano ci esorta ad essere liberi, a pensare con la nostra testa, ci esorta ad amare e a comprendere con la ragione e con il cuore. La Verità non conosce confini religiosi o geografici. Risulta ovvio che basti nascere in un luogo particolare dove venga professata una certa fede per assimilare tutte le "verità" di quel particolare Credo religioso.

Siamo spesso così bigotti da non comprendere che se fossimo nati in un altro luogo del mondo potremmo essere Musulmani, Ebrei, Buddisti, o addirittura credere nelle religioni legate ai culti della Natura.

Non comprendere che la professione del proprio Credo religioso dipenda principalmente, se non esclusivamente, dal luogo che ci ha dato i natali, significa voler nascondere a tutti i costi la verità.

Tornando alla statua di Giordano Bruno, subito dopo l'inaugurazione papa Leone XIII rimase a digiunare per un giorno intero di fronte alla statua di San Pietro... pregando contro quello che gli sembrava un duro attacco alla Chiesa di Roma.

Una nota curiosa: nel lontano 1626 morì il cardinale Roberto Bellarmino, il noto inquisitore che fece abiurare Galileo Galilei, peraltro riabilitato nel 1822 dal papa riformatore Pio VII a 180 anni dalla sua morte,  e ardere al rogo Giordano Bruno. 

Tuttavia una serie di ostacoli intralciarono il processo canonico che, negli anni 1675, 1714, 1752 e 1832, venne inutilmente riproposto e rifiutato per svariati motivi.

Solamente nel 1920, precisamente il 22 dicembre, papa Benedetto XV, riassumendo le motivazioni che auspicavano la beatificazione del cardinale, promulgò il decreto di eroicità delle sue controverse virtù. Dopo sette anni, sotto il pontificato di Papa Pio IX, il 29 giugno 1930 Roberto Bellarmino venne canonizzato.

Sotto molti versi la canonizzazione del cardinale inquisitore, rifiutata per quattro secoli e pronunciata pochi anni dopo l'inaugurazione della statua a Giordano Bruno, lascia un poco perplessi, arrivare a beatificare un uomo che ha portato al rogo molti cosiddetti eretici, fa sicuramente riflettere.

Evidentemente le idee fanno più paura delle armi, forse sono più pericolose perché oltre ad agire sulla mente agiscono anche sul cuore delle persone.

 

Oggi ai piedi della statua si svolge durante la mattina un pittoresco mercato, ricco di colori e denso di profumi. Di sera molte persone stanno sedute sugli scalini di granito rosa di Baveno e scattano centinaia di fotografie con i loro cellulari per immortalare quella maestosa presenza che mise in immenso imbarazzo la Chiesa di allora, imbarazzo presente anche nella Chiesa di oggi, e che forse un giorno sarà attenuato dalle scuse ufficiali di qualche papa, che fino ad ora non ha avuto il coraggio di chiedere.

 

Fotografie di G.Guerreri

 

 

 

 

 

 

 

 

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