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Politica Nazionale

Manovra: Lettera dell’UE all’Italia

Moscovici: "Non chiederemo nuova manovra all'Italia

23 Ottobre
08:00 2019

Il Conte 2 avrebbe dovuto distinguersi dal precedente, principalmente per essere stato partorito dall’Europa, oltre agli affidavit di Trump e del Vaticano. Non ci sarebbero più state diatribe o ripicche nei confronti della Commissione, così sosteneva  Conte al momento del varo del suo secondo Governo a maggioranze variate.

La notte scorsa si è concluso un faccia faccia teso tra Conte e  Di Maio che teme di perdere la leadership nel M5S e si rende interprete del malumore del commercianti del SUD, principalmente a causa delle paventate sanzioni a carico del commercianti che non si dotino del Pos. Il contrasto con il presidente del consiglio, pare risolto, ma spunta l’Europa a fare le pulci  a Giuseppi.

La Commissione Europea, a dire il vero, non ha chiesto all'Italia di cambiare manovra, ma ha dato degli avvertimenti e consigli chiari per la deviazione significativa sugli obiettivi di bilancio e pertanto deve essere presa sul serio.

Così il Commissario UE agli Affari Economici Pierre Moscovici spiega ai cronisti la lettera inviata dalla Commissione al nostro Paese in cui si chiedono spiegazioni in merito alla manovra.

In dettaglio, quella inviata dalla Commissione, è una "lettera fattuale, che bisogna prendere sul serio; c'è il rischio di una deviazione significativa, e siamo obbligati a rilevarlo", ha specificato Moscovici, chiarendo che non sono state tratte "conseguenze procedurali, tipo la richiesta di sottoporre un altro bilancio, o di rimettere in causa questo o quel punto".

"Se avessimo voluto un cambiamento di bilancio o un cambiamento di cifre o politico lo avremmo scritto", ha aggiunto il Commissario UE parlando con i giornalisti.

L'Italia, come altri paesi, ha rilevato Moscovici, si trova "in uno stato di crescita debole"; ci sono le previsioni di altre istituzioni, e quelle della Commissione che saranno pubblicate il 7 novembre "che dicono che la crescita è piatta o nulla. È la situazione dell'Italia e dell'Eurozona nel suo insieme" a essere sotto osservazione.

Per questo, al Consiglio Ecofin informale di Helsinki, il mese scorso "abbiamo avuto una prima discussione sulla 'fiscal stance', l'approccio di bilancio dell'Eurozona nel suo insieme", ha ricordato Moscovici, sottolineando come la Commissione abbia chiesto "una risposta di bilancio differenziata" in base alla situazione del debito nei diversi Paesi.

Quelli "come l'Italia, con un livello molto alto di debito dovranno avere una politica seria, che però non vuol dire austera" - ha rilevato il Commissario - Altri paesi come la Germania o l'Olanda, che hanno margini di bilancio molto più importanti, dovranno utilizzarli per la crescita".

Per quanto riguarda l'Italia, la manovra "sarà esaminata nelle procedure ulteriori del semestre europeo, e dunque avremo occasione lungo tutto il semestre di riparlarne, e assicurarci che il bilancio, così come è' stato proposto, sia debitamente attuato. Bisogna prima di tutto approvarlo, e poi dargli esecuzione in condizioni serie".

L'attesa è dunque per il 7 novembre quando la Commissione darà alla stampa le sue previsioni economiche d'autunno. "Sarà in quel momento che conosceremo il parere definitivo su questo bilancio", ha avvisato Moscovici.

"Intanto - ha ribadito il Commissario uscente - ci attendiamo che questa lettera sia presa sul serio, perché indica un certo numero di problemi, di segnali di allerta e dà dei suggerimenti seri. Per il resto - ha concluso Moscovici -, continuiamo ad avere scambi con l'Italia, e la prossima Commissione, che finirà un giorno per entrare in funzione, avrà il compito di dare seguito a tutto questo nel semestre europeo successivo, nel 2020".

Al di fuori del politichese, stante la strenua difesa del Governo Conte nei confronti dei provvedimenti clientelari ed assistenziali, cosa potrà significare se non un appesantimento della pressione fiscale verso l’inveterato contribuente?

 

Fotografia RTL

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