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Voci e cose dal Piemonte

Viaggiando in Piemonte alla scoperta degli “Infernot”

Il borgo di Cella Monte (AL), una perla poco conosciuta del Monferrato

7 Novembre
10:30 2019

Non così conosciuto come meriterebbe, il piccolo borgo di Cella Monte (AL) è una perla poco visitata del Piemonte nella zona del Monferrato.

 

I Paesaggi Vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato sono stati riconosciuti dall’UNESCO come 50° sito italiano del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, e Cella Monte si trova nella zona della sesta componente del Sito seriale, il “Monferrato degli Infernot”.

 

Gli “Infernot” sono dei locali, grandi circa 5-9 mq, che agricoltori e famiglie usavano nel passato come luogo per conservare principalmente il vino, ma anche verdure e carni. 

 

Senza basi di architettura o ingegneria, questi locali furono costruiti da mani non proprio esperte ma nonostante tutto sono ancora visibili, resistenti e molto suggestivi.

 

Pare quindi che il nome di Cella Monte derivi proprio da queste celle vinarie che venivano anticamente scavate nella pietra arenaria, tipica della zona, e occupavano la vasta area dove sorsero le prime abitazioni. 

 

Tra l’altro il paesino vanta una storia antichissima, visto che il nome di Cella compare già in documenti quali un diploma dell’Imperatore Arrigo V nel 1116, poi in una concessione a Guglielmo marchese del Monferrato da parte dell’Imperatore Federico II nel 1164, e infine in un diploma dell’imperatore Carlo IV del 1355 con cui si conferma la superiorità dei “Monferrini marchesi su Cella”.

E infatti, ogni angolo di Cella Monte racconta dei tempi passati.

 

Lo si vede nelle sue abitazioni, costruite in arenaria, mentre sottoterra si aprono gli “Infernot”, queste incredibili celle scavate nell’arenaria e solitamente attigue alla cantina, in cui la temperatura e l’umidità costante, l’assenza di luce e di aria offrono le condizioni ottimali per la conservazione delle bottiglie di vino più pregiate.

 

Sono piccoli capolavori architettonici realizzati da costruttori locali, testimonianze del sapere contadino del passato.

 

Nella mia visita al borgo ho avuto la fortuna di visitare due degli “Infernot” meglio conservati.

 

Il primo presso l’agriturismo “La Ca Nova” dove si mangia divinamente e al quale è dedicato un articolo domani.

 

Il secondo presso le cantine Arditi, un altro luogo che consiglio di visitare e di cui racconteremo successivamente.

 

Segnatevi il nome Cella Monte, e non perdete il prossimo articolo di domani dedicato a questo splendido borgo piemontese.

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