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I giorni di Elisa. Storia di una madre e di una figlia adolescente

Il romanzo di Silvia Senestro, psicologa a Racconigi nel quotidiano, origina dal suo lavoro

2 Novembre
10:45 2019

Nuovo titolo per la casa editrice Baima – Ronchetti & C. di Castellamonte (Torino), "I giorni di Elisa. Storia di una madre e di una figlia adolescente", è il romanzo di Silvia Senestro, torinese, psicologa a Racconigi nel quotidiano.

 

Dal suo lavoro ha tratto questo romanzo – una storia vera – storia racchiusa nella cornice letteraria tra la prima pagina del diario di Federica, figlia nel romanzo, e il finale, in cui diventa lei la voce narrante della chiosa, prendendo il posto della voce narrante della madre Elisa, con un nuovo futuro da consegnare al lettore.

 

La storia familiare apre moltissimi squarci di riflessione sul rapporto genitori e figli, e forse quello più esclusivo ancora, tra madre e figlia. È anche un caso in cui Federica, diciassettenne apparentemente bella, brava e perfetta ovunque e comunque, è in realtà sofferente di disturbi preoccupanti, emersi dal colloquio con la psicologa che la segue.

 

La notizia precipita pesantemente sull’incapacità o impossibilità dei genitori di comprendere cosa sta succedendo, l’ansia in tempo reale di capire la causa della “malattia” della figlia, il terrore di non comprendere. Paradossalmente sarà l’adolescente “malata” che curerà la “malattia” della madre Elisa: un segreto riposto e dimenticato nel cassetto più nascosto della memoria,  quando a nove anni un terribile e doloroso evento familiare segnò irrimediabilmente Elisa, facendola poi crescere con la sua ossessione verso l’ordine, la pulizia, l’apparenza, l’incapacità di affrontare quel dolore, l’incapacità di comunicare affetto alla propria figlia Federica, una volta adulta: «Non ci sono quasi mai baci, abbracci confronti, mi dici dai che ormai sei grande, ma me lo dicevi anche quando avevo quattro anni. » le rinfaccia Federica.

 

Un percorso non semplice, quello affrontato nel romanzo: è un continuo trovare il modo per litigare tra madre e figlia spesso con accenni violenti, ma è come se fosse un rituale antropologico per levare le falsità e le convenzioni della famiglia “per bene”, per mettere a nudo i guasti. Ma tutto questo forse accadrà perché Elisa fa la decisione giusta: lasciare la casa, il marito e le buone convenzioni (quel bon ton che sa di muffa) per trasferirsi in Valle Gesso: «Un cambiamento ci voleva. Un taglio netto, paradossalmente. Qualcosa che ci portasse lontano dalla nostra casa, dalle mie liste di cose da fare, dalle camicette bianche, dal telefonino, da Facebook, dai vicini di casa».

 

Madre e figlia (quest’ultima recalcitrante) da sole, nella casa di Valdieri, isolata nel bosco. E lì inizierà un percorso difficile tra di loro, dopo che Federica ha aggredito il padre e dopo tre settimane di silenzi in città.

 

Dapprima una lotta senza esclusione di colpi, anche fisici, uno scontro che prende di mira la generazione dei genitori nati negli Anni ‘70, i falsi miti dell’opulenza degli anni ‘90 che sembrano aver generato mostri, anziché figli nati nel nuovo millennio.

 

L’elenco è lungo: Federica è cinica e spietata, quanto crudamente veritiera.

 

I giorni passati nella casetta di Valdieri serviranno a levare proprio quella impalcatura di apparenze e a far crollare il vecchio “lessico familiare” che per anni aveva ingannato tutte e due e celato il segreto di Elisa.

 

Una battaglia condotta con grandi sforzi, soffrendo almeno quanto Federica.

 

La sofferenza diventerà il viatico per raggiungere la verità delle cose di una storia minima, quanto drammatica e diventerà l’impossibilità di vivere la vecchia esistenza come la si era vissuta fino a quei momenti. Poco alla volta tornerà il gusto per una vita dagli affetti sinceri e più semplici.

 

Fabrizio Dassano

 

Il romanzo è stato pubblicato nella “Biblioteca degli Scrittori Piemontesi” il mese scorso dall’Editrice e Tipografia Baima – Ronchetti & C. di Castellamonte (TO).

 

Costo Euro 12.

 

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