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L’uomo, i misteri e l’ignoto

Dialoghi sul senso della vita – 6.3 di n.

Conviene assaggiare il contenuto del barattolo prima della scadenza.

5 Dicembre
11:00 2019

Prosegue dal precedente articolo dal titolo: che cosa ci sfugge continuamente?

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Mi sa che qualcosa ci sfugge!

 

Ecco perché vale sicuramente la pena indagare sul senso della vita iniziando dal scoprire chi siamo; senza questa informazione risulta impossibile conoscere cosa dobbiamo fare ed essere felici di farla!

 

Così come incominciare a guardare usando gli occhi con un’attenzione diversa può farci comprendere la differenza tra guardare e vedere, così è possibile che indagare su chi siamo con cuore e mente aperti ci faccia scoprire la differenza tra chi crediamo di essere e chi siamo veramente.

 

Semplicemente accogliendo le cose e noi stessi per come sono sempre stati, diversamente dalle etichette che sono poste sul barattolo che le contiene. Infatti possiamo leggere tutti i componenti della crema spalmabile che il barattolo contiene e fare tutti i ragionamenti che vogliamo in merito; ma senza aprire il barattolo ed assaggiare la crema non la conosceremo mai! Così siamo noi; leggiamo e mostriamo la nostra etichetta elucubrando circa il nostro contenuto, ma non ci siamo mai assaggiati davvero! Puliamo il barattolo, lo spostiamo da uno scaffale all’altro, cerchiamo di conservarlo il più a lungo possibile lasciando che il contenuto scada senza averlo assaggiato nemmeno una volta!

 

Abbiamo trasformato il mondo in un grande supermercato di barattoli dal contenuto che sta andando in malora al quale ad ogni compleanno cambiamo semplicemente la data di scadenza!

 

Ogni barattolo contiene una sorpresa al momento in cui si apre e si assaggia il suo contenuto! Così come ogni domanda serve ad aprire sempre un po’ di più il barattolo nel quale è contenuta la risposta. O viceversa non si può conoscere una risposta senza arrivarci mediante una domanda!

 

Oggi ho portato con me uno schema che ho inserito nel resoconto di un incontro precedente anche se in quella occasione non ve lo avevo mostrato: il suo titolo è “dimostrazione geometrica del fatto che domanda e risposta sono collegate”, ovvero non ci può essere la domanda senza che prima esista la risposta. È quello che avviene in natura nel seme da cui nasce un albero! Ogni nostra domanda è il germogliare di un seme entro il quale era contenuta, ed ora si rivela, la risposta! Ecco perché non esiste domanda banale o scontata in relazione al senso della vita!

 

Ogni fatto è degno della nostra attenzione almeno per una volta!

Nessun fatto è degno di avere la nostra attenzione esclusiva per sempre!

Questa è però la situazione che si riscontra nella nostra “cosiddetta normalità” quotidiana quando non siamo presenti a noi stessi; siamo tutti “normalmente paranoici”.

 

Per non correre il rischio di incomprensioni riporto la definizione di paranoia tratta dall’enciclopedia Grolier: psicosi caratterizzata dallo sviluppo insidioso di un sistema delirante permanente ed incrollabile, originato da cause interne con perfetta conservazione di pensiero, volontà ed azioni che rimangono chiari ed ordinati.

 

La paranoia “piuttosto rara” (affermazione che non condivido), è distinguibile dalla schizofrenia in quanto mancano (o sembrano mancare, aggiungo) allucinazioni e il delirio prende corpo a partire da errate interpretazioni di fatti normali.

 

La memoria è saldissima e la critica, al di fuori del tema delirante, può rimanere acuta.

 

Il sistema delirante, che si struttura in genere nella quarta decade di vita, può avere contenuto variabile e passare inosservato se non intervengono fattori scatenanti un comportamento anomalo nel paziente.

 

Nelle sindromi paranoiche invece il delirio può essere innescato da situazioni affettive per cui può recedere eliminando i fattori psicogeni, per esempio, allontanando il malato dall’ambiente.

 

Non vi sembra la descrizione esatta del nostro normale comportamento in famiglia, sul lavoro, nel divertimento, nei rapporti con gli altri, nella ricerca scientifica, artistica, medica, spirituale etc etc? Va tutto bene fino a quando qualcuno contraddice le nostre convinzioni; poi si scatena il finimondo!

 

Io non sono diverso, sono solo più allenato a non reagire immediatamente!

 

Per il vostro e il mio stesso bene, diffidate anche di me!

 

Conquistate e mantenete la vostra autonomia pur partecipando a questi scambi! Siate disponibili alla comprensione e impermeabili alla credulità! È troppo facile spacciare per buono un veleno gratuitamente; è troppo facile accettare di assumerlo perché è gratis!

 

Capite ora perché occorre un diverso tipo di conoscenza che sia in grado di andare oltre questi evidenti limiti biologici dovuti alla degenerazione naturale del contenuto del barattolo! Il contenuto del barattolo non può che degenerare anche se il barattolo è ben conservato! Conviene andare alla fonte della produzione ed esaminare tutte le materie prime e le varie fasi della lavorazione direttamente!

 

Fidarsi è bene, ma………non fidarsi è meglio!

 

Prosegue nel prossimo articolo 6.4 di n dal titolo:

chiusi in noi stessi o aperti alla vita?

 

 

Foto e testo

Pietro Cartella

 

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