Reg. Stampa num.22 del Tribunale Ordinario di Torino - 11 Marzo 2011

redazione@civico20news.it

L’uomo, i misteri e l’ignoto

Dialoghi sul senso della vita – 6.11 di n.

Chi vedo quando mi guardo allo specchio?

21 Dicembre
11:00 2019

Prosegue dal precedente articolo dal titolo: Mal comune, mezzo gaudio!

-------------------------------------------------------------------------------

Quando con gli occhi di questo strumento che sta parlando guardo davanti a me e non vedo me, ma vedo voi dico: io non sono voi, perché vi vedo mentre non vedo me!

 

IDP… quando uno si guarda allo specchio è diverso da come … pensi di essere …

 

Perché quello che vede nello specchio … è un altro! 

 

IDP… infatti dici: accidenti che schifezza! (risate) … penso di essere in una maniera e poi mi guardo …

 

Per questo ci sentiamo soli; siamo perfino separati dalla nostra immagine!

 

Però quando sto parlando con voi, io non so più chi sono né perché sto parlando con voi ed è come se stessi parlando a voi come se voi foste me stesso; mi spiegate cosa vuol dire?

 

IDP… io lo chiedo a lei? …

 

Il giorno che lo capirò ve lo dirò! Ma forse può voler dire che in quel momento siamo in comunione, siamo come uno solo!

 

IDP… a me capita spesso che mi senta sola … che tutto quello che mi circonda sia … una finzione … non esista …

 

È vero! Perché tutto quello che vediamo intorno a noi lo stiamo riferendo a noi come centro della cosa …

 

IDP… l’egocentrismo! …

 

Come metro di misura del tutto! Una volta che noi perdiamo questo riferimento noi siamo tutto il resto, non siamo più la misura del tutto, … siamo il tutto! …

 

IDP… ma dove stiamo andando? …

 

…verso la …

 

IDP… fine! …

 

… nostra responsabilità! Verso la consapevolezza della responsabilità che abbiamo … verso “la responsabilità del non esser nati come bruti, ma per seguire virtù e conoscenza” come ci ricorda Dante! La responsabilità di essere nati come frutto di un pensiero dell’Origine, figli di quell’Origine che non ci ha mai dimenticati!

 

Quei figli che si sono identificati con lo strumento che li trasporta fino al punto di dimenticarsi da dove provengono. Quei figli che si sono ridotti a credere che l’essere umano biologico sia tutto! Giustamente ci sentiamo soli; sentiamo questa cosa …

 

IDP… sì, ma dura tre millesimi di secondo! … questa sensazione! …

 

Ci credo! Se durasse di più non potremo resistere, saremmo annichiliti!

 

IDP… e anche un’altra cosa mi capita! … per tre millesimi di secondo … raramente ma mi capita … per favore non ridete! … non so … mi addormento … o mi sto addormentando … e per una frazione di secondo non sono più io … sono mio padre o mia madre … letteralmente e fisicamente … è una percezione stranissima … ma molto verosimile … non vi è mai successo?

 

IDP… noi abbiamo avuto una famiglia con genitori che ci hanno tenuto molto …

 

IDP… no, no, non è questo! …

 

IDP… intendo dire che io mi sento fisicamente in quel corpo! ….

 

Dovremo indagare un’altra parte della nostra vita in cui non siamo mai entrati in profondità; la parte relativa al sonno e ai sogni in cui trascorriamo un terzo circa del nostro tempo! …

 

IDP… non intendo mentre dormo, eh! …

 

Nel sonno c’è un’altra vita che si svolge per almeno otto ore ogni giorno; vi ricordate che il nostro mondo è costituito da due parti; semplificando, in una esistono entità dotate di corpo fisico e nell’altra entità senza corpo fisico. La parte che ci sta governando oggi, che è la parte emozionale, è costituita da modelli, che potremo definire virtuali, ricopribili di materia quando necessita farli apparire come forma visibile e tangibile.

 

Noi oggi siamo un insieme tenuto insieme dalla forza di coesione, un insieme formato per rendere visibile e materiale un’idea.

 

IDP… un robot! …

 

Ma possiamo essere rivestiti con qualsiasi tipo di forma, compresa quella di tizio, caio o sempronio con il quale possiamo avere affinità o simpatia; ed è esattamente quello che accade nei tre decimi di secondo menzionati.

 

Ecco il solito schema che alcuni già conoscono

                                            

Sebbene ai nostri occhi possiamo apparire come qualcosa di fisicamente continuo, solido, in realtà non lo siamo.  Sappiamo che la materia è sia particella che onda e la nostra apparenza non si discosta da tale legge. Potendo riprenderci con una telecamera funzionante alla velocità di miliardi di miliardi di fotogrammi al secondo e rivedendo al rallentatore fotogramma per fotogramma, assisteremmo ad uno spettacolo curioso:

in un fotogramma potremmo rivederci così come siamo;

nel secondo fotogramma non ci sarebbe niente, ovvero la nostra forma non esisterebbe;

nel terzo fotogramma apparirebbe qualcosa di simile ad un manichino di filo di ferro che grosso modo ricorda la nostra forma (come il vecchio manichino su cui la sarta mette in forma il vestito) ;

nel quarto fotogramma  tale manichino si completa , tornando a farci rivedere come ci RICORDIAMO

 

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

Sapete che i nostri occhi percepiscono come continua una sequenza di fotografie che si succedono per un tempo inferiore ad un sedicesimo di secondo. Anche la nostra forma viene percepita come una cosa continua pur se, come evidenziato nello schema, così non è!

 

Ancora un po’ di tempo, e sovvenzioni alla ricerca, e i nostri scienziati potranno provarlo; già ora esistono macchine fotografiche speciali in grado di eseguire un milione di fotogrammi al secondo che probabilmente possono essere utilizzate allo scopo!

 

Siamo convinti che il tavolo, che ho davanti, e noi stessi siamo solidi continui, ma quando ci guardiamo al microscopio sembriamo un agglomerato di puntini di materia che si trovano in un enorme spazio apparentemente vuoto, o pieno di altro, come se la nostra forma fosse più simile ad una nuvola di polvere anziché ad una roccia!

 

Se poi scendiamo ancora nel più piccolo, negli atomi, quella impressione è ancora più netta; quindi noi siamo costituiti più da vuoto che da pieno!

 

Da vuoto!?

Siamo diventati matti? …

 

IDP… un altro universo! ….

 

Siamo un’idea rivestita di materia che percepiamo come forma visibile; se cambia l’idea, cambia la forma! Quindi pur restando noi stessi, cambiando idea di noi stessi potremo apparire come diversi, come in quei tre decimi di secondo!

 

Per poter spiegare bene queste cose occorrerebbe parlare delle proprietà del nostro sangue e di quali informazioni circolano in esso relative alla memoria dei nostri parenti e a tutte le altre cose alle quali siamo legati!

 

Prosegue nel prossimo articolo 6.12 di n dal titolo:

Siamo un’idea rivestita di materia che percepiamo come forma visibile.

 

Foto, schema e testo

Pietro Cartella

 

 

Condividi l'articolo

Autore dell'articolo

Commenti all'articolo