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Teatro

Taranto - Al Teatro Orfeo conto alla rovescia per l’attesa del balletto “Il Lago dei Cigni”

Continua il tour ed il successo del Balletto di Mosca

11 Novembre
14:00 2019

È già stato a Bolzano, Cagli , Crema, Cividale, Tolmezzo, Brescia, Imola, Pinerolo, Bardonecchia, Asti, l’11 novembre è a Vercelli, il 12 a Ferrara, il 13 a Bologna il 14 a Spoleto, il 15 a Taranto, il 16 a Isernia, il 17 a Sorrento, il 18 a Sulmona, il 19 a Siena e il 20 novembre a Schio. Continua il tour ed il successo del Balletto di Mosca ne “Il Lago dei Cigni”.

Conto alla rovescia per l’attesa del celebre balletto “ al  Teatro Orfeo di Taranto per la prima volta,  il  15 Novembre alle ore 21.

In scena l’incanto delle coreografie e dei costumi di uno dei corpi di ballo più famosi al mondo.

L’interpretazione del Balletto di Mosca “La Classique” diretto da Elik Melikov e dal Ministero della Cultura di Mosca, vedrà ospiti due grandi solisti di questo balletto classico, Diana Ereemeva e Kirill Popov, rendendo questa data un appuntamento da non perdere.

I due sono già solisti da anni al Teatro di Mosca e riconosciuti a livello mondiale come Etoile internazionali.

Il Lago dei cigni, dopo una prima versione del 1877 che non ebbe molto successo fra il pubblico, incontrò l’apprezzamento dei suoi spettatori successivamente, nel 1895, grazie alla coreografia di Marius Petipa e Lev Ivanov.

Da allora è diventato uno dei più importanti balletti al mondo. Il doppio ruolo del Cigno Bianco, con l’ambiguità del Cigno Nero, si può subito percepire grazie alle straordinarie capacità espressive e tecniche della protagonista, Diana Ereemeva, etoile mondiale e solista del Teatro di Mosca, in particolare nei due splendidi pas de deux del I e del II atto.

Altri grandi momenti dello spettacolo sono la Danza dei quattro piccoli cigni, la Danza dei grandi cigni, che sinuosamente si muovono su un lago illuminato dalla luna, e gli splendidi Walzer nella sala da ballo del palazzo reale.

Con questa versione de “Il Lago dei Cigni”, il Balletto di Mosca “ La Classique”  ha voluto mantenere intatte le Coreografie Originali  di Marius Petipa e Lev Ivanov,  del lontano 1895, per tornare ad un’ autentica versione della coreografia creata per il Teatro Mariinsky .

Le scenografie  si rifanno alla Corte Imperiale Russa di quel periodo, inserendo realtà storica e fantasia gotica.  Le scene del I e del III Atto presentano uno stile classico fiabesco, quasi magico, mentre il II e IV atto  ambientati al lago, hanno un ambiente mistico, lunare, e vi si alternano attimi tenebrosi e giochi di luci e ombre.

“Il Lago dei Cigni” rappresenta la perfetta unione di coreografia e musica ed è diventato sinonimo del balletto stesso, emblema della cultura popolare oltreché fonte d’ispirazione per generazioni e generazioni di ballerini.

È forse il balletto più famoso al mondo che continua a mantenere intatto tutto il suo fascino per l’atmosfera lunare che accompagna l´apparizione di Odette, per il doppio ruolo di Odette, per l’eterna lotta fra il Bene e il Male.

La trama, decisamente romantica, racconta la storia della principessa Odette che viene trasformata in un cigno bianco da un perfido sortilegio del malefico mago Rothbart, a cui la principessa ha negato il suo amore.

Questa maledizione potrà essere sconfitta soltanto da un giuramento d’amore.

Il principe Siegfried festeggia coi suoi amici il suo compleanno. La regina madre, esorta il figlio a trovare una sposa tra le ragazze che lei ha invitato al ballo del giorno dopo. Alla sua uscita, ormai è quasi buio e uno stormo di cigni appare nel cielo. Il principe Siegfried e i suoi amici decidono di andare a caccia, e imbracciato l’arco s’inoltrano nella foresta.

Sulle acque di un lago nuotano i cigni, in realtà si tratta di bellissime fanciulle stregate dal malvagio Rothbart, che possono assumere forma umana solo la notte.

Siegfried e i suoi amici li contemplano sotto la luce della luna. I cacciatori prendono la mira, ma proprio in quel momento i cigni si trasformano in fanciulle.

La loro regina, Odette, narra al principe la loro triste storia, e spiega che solo una promessa di matrimonio fatta in punto di morte potrà sciogliere l’incantesimo che le tiene prigioniere. Siegfried, incantato dalla bellezza di Odette, la implora di prendere parte al ballo del giorno dopo, in cui egli dovrà scegliere una sposa. È l’alba, e le fanciulle vengono nuovamente trasformate in cigni.

Il giorno dopo nella sala da ballo del castello entrano gli invitati, accolti da Siegfried e dalla regina madre e iniziano i festeggiamenti.

Il mago presenta sua figlia Odile che ha assunto le sembianze di Odette al principe che, convinto di trovarsi al cospetto della sua amata, le giura eterno amore.

A quel punto il mago rivela la vera identità della fanciulla e Odette, destinata alla morte, scompare nelle acque del lago. Odette, morente, piange il destino crudele che la attende. Siegfried arriva da lei tentando di salvarla, ma una tempesta si abbatte sul lago e le sue acque inghiottono i due amanti. Finita la bufera, le anime dei due si riuniscono in un’apoteosi celeste.

Le musiche sono favolose e incantate come solo Cajkovskij ha saputo fare.

A trentacinque anni il musicista si apre ad un genere musicale generalmente sottostimato all’epoca, la musica di balletto e ad essa dovrà buona parte della sua fama.

Nato durante una delle tanti estati trascorse con la famiglia della sorella ed i nipoti, un angolo di serenità spirituale al quale il musicista fece ricorso sovente, il balletto “Il Lago dei Cigni” ha un valore musicale davvero speciale, anche per le varie componenti drammaturgico-musicali secondo John Warrack, con una cura particolare per la strumentazione.

Una curiosità: l'orchestra de “Il Lago dei Cigni” dovrebbe essere composta da flauti, oboi, clarinetti, fagotti, corni, cornette, trombe, tromboni, basso tuba, timpani, triangolo, tamburello, nacchere, rullante, piatti, grancassa, gong, xilofono, arpa e archi.

 

 

 

 

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