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Cultura

La Mostra «Berlino il muro che divise l’Europa», a Torino

La Mostra, organizzata dalle Associazioni "Libertà in Azione onlus" e "Associazione Culturale Lorien", sarà visitabile fino al 24 novembre

19 Novembre
10:00 2019

A Torino, venerdì 8 novembre 2019, presso “Ci vediamo in via Dego”, in via Dego n. 6, è stata inaugurata la Mostra “Berlino il muro che divise l’Europa – 28 anni di storia dalla nascita al crollo – 13 agosto 1961 – 9 novembre 1989”. In occasione del 30° anniversario della caduta del Muro di Berlino, l’associazione Libertà in Azione Onlus in collaborazione con l’associazione culturale Lorien, ha deciso di rievocare questo evento epocale nella sua completezza con l’allestimento di questa mostra fotografica che ripercorre la nascita e la fine del muro, ricorda le sue vittime e quello che il muro rappresentò.

I tredici pannelli della Mostra «Berlino il muro che divise l’Europa», attraverso le foto e brevi note storiche, ci ricordano quello che alcuni signori vorrebbero dimenticare.

La Mostra sarà visitabile fino al 24 novembre con l’orario seguente: dal lunedì al venerdì: 9-12 e 15-20; al sabato e alla domenica: 9-12 e 15-18.

Costruito nell’agosto del 1961, per 28 anni il muro di Berlino è stato il tragico simbolo della cortina di ferro e del comunismo. Filo spinato e mattoni eretti per impedire la fuga dei cittadini berlinesi dalla Repubblica Democratica Tedesca verso la parte ovest della città sotto l’influenza della Nato. È presidiato dai Vopos, sempre pronti a falciare chi tentava disperato la fuga dal “paradiso comunista”.

Ricordiamo i versi di “Berlin”, canzone di Leo Valeriano (1965):

 

E mentre il mondo invoca la pace

sulle tue strade muore ogni giorno, la libertà.

Fate parlare la Friederichstrasse....

fate parlare Brandeburger Tor.

Racconteranno di Seidel,

racconteranno di Fechter ...

... e vi diranno le pene

della mia bella città.

 

A commento, dobbiamo richiamare alla memoria che la Friedrichstrasse è la strada che era divisa dal muro e su cui sorgeva il Checkpoint Charlie.

Harry Seidel era un campione di ciclismo della DDR da cui fuggi nel marzo del 1962. Riuscì a scavare un tunnel sotto il muro di Berlino e a far fuggire la moglie, la figlia e alcuni amici.

Il 17 agosto 1962, all’età di 18 anni, il muratore Peter Fechter tentò di scappare dalla Repubblica Democratica Tedesca (DDR) insieme all’amico Helmut Kulbeik. Il piano consisteva nel nascondersi nel laboratorio di un falegname vicino al muro in Zimmerstrasse e poi, al momento opportuno, saltare dalla finestra nella cosiddetta “striscia della morte” (una striscia di terreno nudo tra il muro ed un secondo muro parallelo), attraversarla e arrampicarsi sul secondo muro che era alto solo due metri e sormontato da filo spinato e quindi ricadere vicino a Checkpoint Charlie. Quando i due raggiunsero il secondo muro le guardie iniziarono a sparare. Kulbeik riuscì a scavalcare il secondo muro mentre Fechter fu colpito al bacino davanti a centinaia di testimoni e cadde nella striscia della morte dove lo lasciarono ad agonizzare per un’ora prima che morisse dissanguato. Centinaia di persone a Berlino Ovest si riunirono in una dimostrazione spontanea urlando “assassini!” alle guardie di frontiera.

Il 9 novembre del 1989 sotto il peso del vento di libertà che soffiava nei paesi del patto di Varsavia, il muro di Berlino è stato abbattuto. La gente scesa in strada ha imbracciato i picconi e tra lacrime e gioia dopo quasi trent’anni le genti delle due parti della città si riunirono. La caduta del muro segnò la fine della guerra fredda e anche l’inizio della fine del regime comunista, un tragico regime che, vogliamo ricordare, ha il sinistro primato di aver causato il maggior numero di morti nella storia del ‘900.

 

«Berlino il muro che divise l'Europa»

la mostra sarà visitabile fino al 24 novembre

“Ci vediamo in via Dego” - via Dego 6 – Torino

Orari:

9-12 e 15-20 dal lunedì al venerdì

9-12 e 15-18 sabato e domenica.

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