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I soldi del partito di Zingaretti e di Renzi

Da dove venivano e come sono impiegati ancor oggi

21 Novembre
11:00 2019

La manifestazione “spontanea”, detta delle sardine, nelle piazze di Bologna e di Modena continua a sollevare critiche ed interrogativi. Si dice che sia stata indetta solo da quattro ragazzotti bolognesi, senza alcun aiuto da parte dei post comunisti di Zingaretti e dalle altre forze della sinistra..

Ma la affermazione non è veritiera.

Una rete bene organizzata di informazione deve essere intervenuta a diffondere la notizia della manifestazione di queste cosiddette sardine.

E solo un servizio collaudato ed oliato da decenni può avere portato nelle piazze, sotto la pioggia, settemila persone, tutte di sinistra.

E la perplessità aumenta quando si legge che raduni delle sardine verranno organizzati anche in altre città ed in altre piazze.

Un servizio di trasporti con pullman, lo stesso che è stato messo in funzione per trasferire migliaia di persone da Bologna a Modena, dovrà essere organizzato anche per trasferire le sardine in altre città. Chi fornisce i mezzi di trasporto necessari? E soprattutto chi li paga?

Non più l’Unità, organo del PCI, fallito senza rimpianti ed oggi sostituito da Repubblica. Non certo i quattro ragazzotti bolognesi e meno che mai la sardina marocchina che va cercando, senza odio naturalmente, un uomo che si faccia carico di uccidere Matteo Salvini.

Non c’è alcun dubbio che qualcuno abbia pagato la “spontanea” adesione dei compagni di Bologna e dintorni. E non c’è alcun dubbio che i cospicui finanziamenti siano stati forniti dalla sinistra.

Grava ancora oggi come un macigno la convinzione che il  PD usufruisca ancora dei finanziamenti che i suoi antenati, in primis Armando Cossutta, avevano ricevuto  per lunghi anni dall’ URSS.

Ad alimentare questi sospetti provvede la rete organizzata delle migliaia di sedi comuniste che ancora operano, e qualcuna anche attivamente, acquistate, come il palazzo romano delle Botteghe Oscure, con le risorse finanziarie che giungevano dall’Unione Sovietica.

La compagna messa in atto in collaborazione con il PD, senza la minima prova, dagli scrivani dei De Benedetti sul cosiddetto Russia Gate, nella quale Salvini viene accusato di avere ricevuto finanziamenti da Putin, serve proprio a gettare un pesante velo di nebbia ed a nascondere l’impiego (probabile anche nel movimento delle sardine) dei resti dei fondi sovietici ricevuti ai tempi di Secchia, Togliatti, Cossutta, Berlinguer, ecc..

Valerio Riva e Francesco Bigazzi fanno, nel loro volume intitolato L’ORO DI MOSCA, un elenco dettagliato dei fondi ricevuti dall’URSS durante i governi che si sono succeduti negli anni.

Ci sono capitoli intitolati ai finanziamenti al PCI nelle varie epoche.

Da quella di Stalin, a quella di Chruscev, a quella di Breznev, a quella di Andropov, fino a quella di Gorbacev.

Sono elencati anche i fondi ricevuti dalla Germania est attraverso la STASI e di cui abbiamo in passato già fatto menzione. Ne dovremo riparlare.

Sono documenti rimasti del tutto ignoti fino allo scioglimento del PCUS, messi in luce solo di recente da un gruppo di magistrati della procura di Mosca, che ha indagato a fondo sulla contabilità segreta del gruppo dirigente dell’Unione Sovietica nelle varie epoche.

Queste carte, pubblicate ora nella loro interezza, hanno svelato come, attraverso uno speciale “fondo di assistenza internazionale ai partiti e alle organizzazioni operaie e di sinistra”, il PCUS abbia speso in quarant’anni, una cifra che si aggirava, in lire, sui quattro mila miliardi, delle quali un quarto, circa mille miliardi, destinato all’Italia.

Nell’ ”ORO DI MOSCA,” Valerio Riva e Francesco Bigazzi affermano di avere voluto mettere in luce “fino a che punto l’oro di Mosca ha permeato di sé la vita e l’economia italiana.”

E’ lecito pertanto pensare che raschiando il fondo del barile, dove erano occultati i resti dei finanziamenti ricevuti dall’URSS, le sinistre italiane, ora al governo, abbiano reperito i fondi per alimentare, giovandosi della longa manus di Romano Prodi, i raduni delle sardine.

I cui organizzatori ed i cui partecipanti si propongono, ben lontani da una visione politica coerente ed incapaci di elaborare un progetto per il futuro, solo un compito di contrasto ad una forza politica, quella di Salvini, che è oggi all’opposizione del governo.

Azione che potrebbe alla fine risultare controproducente per un governo, che, come le piazze di Bologna e di Modena, inscatolate dalle sardine, è oggi schierato tutto dalla loro parte.

 

(Immagini Globalist - IB Times UK) 

 

 

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