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La città di Moncalieri che dorme nelle braccia della sinistra

Le avventure anche in Emilia di Hansel e Gretel

2 Dicembre
09:00 2019

I compagni che governano la cittadina di Moncalieri non si erano accorti di nulla. Ora dicono che potevano non sapere che un loro concittadino, fondatore di una sinistra associazione che portava il nome di HANSEL E GRETEL, derivato da una favola dei fratelli Grimm, commerciava in bambini.

 

E la foraggiavano anche, insieme ai 5stelle del comune di Torino.

 

E’difficile pensare che il sindaco e la sua giunta non abbiano l’abitudine di leggere i giornali e che non siano soliti ascoltare qualche volta la televisione.

 

Perché molti fatti di cronaca, che documentavano eventi tragici avvenuti in un recente passato e di cui erano primi attori cittadini ben radicati nella Moncalieri di sinistra, non potevano essere ignorati da chi governava la cittadina.

Anche se si trattava di eventi che avevano come protagonisti individui di quella stessa area politica, che è al potere in Comune da molti anni.

 

Aveva sollevato molto scalpore in passato soprattutto la storia di una povera famiglia di Sagliano Micca nel biellese, distrutta dall’operato “illuminato” di quei moncalieresi, che da circa trenta anni avevano fondato un’associazione, alla quale, come abbiamo scritto, era stato inflitto il nome di Hansel e Gretel.

 

Il capo della associazione, Claudio Foti, uno psicoterapeuta che si avvaleva a suo modo di una delle tante branche odierne della psicologia, in collaborazione con la sua compagna Nadia Bolognini, aveva sperimentato in Moncalieri una tecnica particolare.

 

Con  la quale, si proponeva di mettere in piedi un business illegale sull’affidamento di minori tolti alle famiglie, e poi dati in affidamento a conoscenti, non prima di averli sottoposti a costosi cicli di cure private.

 

In una delle operazioni ideate nella città, i gestori dell’associazione Hansel e Gretel erano incorsi nel 1996 nel tragico infortunio di Sagliano Micca, che aveva avuto per mesi risonanza nazionale ed internazionale. 

 

Avvalendosi dell’appoggio di un magistrato di Biella, certo Alessandro Chionna, (che confidava nell’alone mass mediatico dell’avvenimento per una promozione), ed in quello di una consulente del Foti, Cristina Roccia, avevano messo sotto accusa un’intera famiglia, incolpandola di atroci abusi sessuali commessi su due piccoli nipotini.  

 

Nel piccolo paese di Sagliano, i genitori Guido Ferraro e Maria Cristina Ferraro ed i nonni dei  bambini adocchiati dal Foti, Alba Rigolone e Attilio Ferraro, non reggendo alle accuse infamanti e proclamando la loro innocenza, si erano suicidati, chiudendosi in quattro, tutti insieme, in un’auto saturata dai gas di scarico.  

 

La grave tragedia ed il clamore che l’aveva accompagnata, avevano suggerito una maggiore cautela ai duo composto da Foti e Bolognini, che erano a capo dell’associazione moncalierese. Ritenendo, a ragione, di essere osservati con sospetto in Piemonte, i due avevano dovuto diradare i tentativi di agire sulle famiglie con bambini.

Si sono allora messi alla ricerca di un luogo più adatto al loro modus operandi e di un territorio con un humus già predisposto dalla locale politica ai loro commerci.

 

L’hanno trovato nell’ Emilia Romagna di Stefano Bonaccini. La regione, amministrata da decine di anni dai postcomunisti, si è rivelata subito adatta ad ospitare l’associazione Hansel e Gretel ed a collaborare con i suoi adepti.

 

Il paese di Bibbiano val d’Enza, diecimila abitanti, era da tempo l’epicentro di un collaudato traffico di bambini. Questi venivano sottratti, anche con la violenza, alle loro famiglie per motivi quasi del tutto inventati e venivano plagiati dagli psicologi locali (con una tecnica analoga a quella del Foti e della Bolognini) affinché raccontassero abusi sessuali mai subiti.

 

Gli stessi bambini venivano poi dati in affido per motivi di lucro ad amici e conoscenti dei rapitori coinvolti, che ricevevano una somma mensile dalla famiglia adottiva.

 

Per qualche tempo, sotto gli occhi del Bonaccini, che si comportava come le tre scimmie del proverbio (non vedo, non sento, non parlo, perché si tratta di fedeli compagni), tutto ha funzionato come previsto, ma poi la concorrenza locale, molto più diffusa ed organizzata, ha attirato anche su Hansel e Gretel l’attenzione della magistratura.

 

E’ scattata un’inchiesta da parte della procura, denominata ANGELI E DEMONI, che, nonostante la strenua opposizione del PD locale e nazionale, che ha anche cercato di deviare l’attenzione, per intorbidare le acque, anche sulla figura di don Milani a Bibbiana, ha chiarito le responsabilità di molti abitanti di Bibbiano val d’Enza che ora sono in attesa del processo.

 

Il guru dell’associazione moncalierese Claudio Foti, dopo un periodo di detenzione, è stato condannato all’obbligo di dimora a Pinerolo. Moncalieri, governata dai suoi compagni della sinistra, non offriva sufficienti garanzie.

 

Ed anche l’Emilia, nella quale molti dei preti guardano con occhi particolari i bambini, e sono governati da quello Zuppi, che nominato di recente cardinale dal Bergoglio, siede in Bologna alla sinistra del compagno Bonaccini, appariva “unfit”, che in lingua inglese significa inadatta.

 

 

 

 

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