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Politica Nazionale

Sentenza storica: CasaPound batte Facebook.

Vincono il pluralismo e la libertÓ

13 Dicembre
08:00 2019

Ogni tanto arriva qualche notizia positiva che si richiama al dettato costituzionale e alle regole del vivere in una democrazia compiuta.

 

Dai primi giorni del settembre scorso, sono stati oscurati sui due social network  FB e Instagram, diversi profili ufficiali del movimento CasaPound "Abbiamo una policy sulle persone e sulle organizzazioni pericolose", così affermava un portavoce del social FB. Prontamente rimbeccato dal segretario di CasaPound" Sputo in faccia alla democrazia”.

 

Ma il tempo non è trascorso invano.

 

Con ordinanza dell’11 dicembre 2019, su ricorso di CasaPound Italia, rappresentata e difesa dal professor Augusto Sinagra  e dall’avvocato Guido Colaiacovo, il Tribunale di Roma, in accoglimento totale del ricorso, ha condannato Facebook Ireland Limited all’immediata riattivazione della pagina di Casa Pound Italia e del profilo personale di Davide Di Stefano in qualità di amministratore della pagina.


Ha fissato la penale di 800,00 euro per ogni giorno di violazione dell’ordine impartito. Ha infine condannato Facebook Ireland Limited al pagamento delle spese di giudizio che ha liquidato in 15.000 euro, oltre spese generali e accessori come per legge.

 

Questa sentenza è destinata a fare giurisprudenza.

 

Il suo significato non si ferma infatti alla semplice riattivazione della pagina social, ma pone al centro il primato del diritto e la libertà di espressione: «È evidente – recita il dispositivo – il rilievo preminente assunto dal servizio di Facebook con riferimento all’attuazione di principi cardine essenziali dell’ordinamento come quello del pluralismo dei partiti politici. Il rapporto tra Facebook e l’utente che intende registrarsi al servizio non è assimilabile al rapporto tra due soggetti privati in quanto Facebook ricopre una speciale posizione che fa sì che debba attenersi al rispetto dei principi costituzionali e ordinamentali finché non si dimostri la loro violazione da parte dell’utente».


Soddisfatto, il professor Sinagra ha dichiarato «Difficilmente nel sistema giudiziario italiano si incontra la congiunzione di tre elementi fondamentali: la legge, la giustizia e il giudice. Questa volta è capitato e l’Ordinanza in questione non riguarda solo CasaPound Italia ma riguarda tutti perché rappresenta un motivo di speranza per i diritti e la libertà di tutti».

 

Forse i rozzi amministratori dei social seguitissimi nel nostro Paese, ignorano che la Repubblica Italiana da oltre 70 anni, si è liberamente dotata della Costituzione ed il cittadino, nel caso di specie, è tutelato dagli artt. 21 (Libertà di espressione) e 49 (“Libertà di associazione in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare  la politica nazionale”).

 

 

 Fotografia Cisiamo.Info

 

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