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L’uomo, i misteri e l’ignoto

Dialoghi sul senso della vita – 7.1 di n.

A chi e a che cosa serve quello che stiamo facendo? Un gioco a carte scoperte.

1 Gennaio
11:00 2020

Carissimi lettori,

gli articoli che seguiranno sono tratti dal settimo ed ultimo incontro della serie relativa. Con questi articoli finisce il resoconto giornalistico che costituisce un assaggio di quanto continua ancora oggi a distanza di alcuni anni e vicissitudini varie, con un piccolo nucleo duro di interessati intorno al quale hanno ruotato molte altre persone. Perché interessa ancora questo argomento?

 

Perché nel corso della storia dell’essere umano si sono spesso cercate spiegazioni alla sua presenza e al suo comportamento in questo mondo. Questa “autentica sete di conoscenza e verità”, che continua ad esistere in ogni individuo, non si è mai estinta, perché “non basta bere una volta per non avere più sete”.

 

E così continui ad essere per tutti noi.

 

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Settimo incontro tenutosi nel pomeriggio del giorno 21 dicembre 2012 presso la biblioteca di San Raffaele Cimena sede dell’UNITRE locale

 

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Buongiorno e benvenuti!

 

Visto che la scorsa volta è stata ricordata la domanda chiave dell’anno precedente, e che ci accingiamo all’ultimo incontro di questa serie, ecco la domanda chiave per questo anno: è semplice e non si può dimenticare perché è molto simile alla precedente con una piccola differenza. Ci siamo chiesti se le cose che facciamo ci servono veramente; la domanda seguente è questa: A chi e a che cosa serve quello che stiamo facendo?

 

Di questa domanda occorre fare un uso assennato per evitare di mettere a repentaglio la salute mentale.

 

IDP = INTERVENTO DAL PUBBLICO

… vorrei aggiungere qualcosa tratto dalle mie parole di riferimento … dalle mie pietre miliari … in tutte le situazioni che mi capitano, mi chiedo: ma cosa è … una cosa? Se è una cosa la lascio perdere … se non è una cosa allora la prendo in considerazione … e mi aiuta molto a sfrangiare …

 

… questo metodo operativo ricorda molto la regola della nonna così formulata: “prima di reagire conta fino a tre” (o a dieci per i più reattivi!). Era un modo pratico per lasciare, tra lo stimolo e la reazione, un tempo sufficiente per rendersi conto della situazione e solo dopo agire coscienti di cosa si stava per fare.

 

IDP… sa perché rido? … perché proprio ieri ho dato la notizia che, tempo permettendo, diventerò nonna … notizia di ieri … e lei ha detto “regola della nonna” …

 

Triangolazione di pensieri! Associazione di idee! Richiamo di parole e significati analoghi!

 

Rispetto al concetto di sofferenza, di cui abbiamo ampiamente trattato, volevo far notare quanto l’idea che noi abbiamo delle cose cambia la nostra percezione delle cose.

 

Sofferenza o soffrire ha molto in comune con offrirsi: la differenza tra offrirsi e soffrire è determinata da verso quale direzione ci si rivolge; la sofferenza per noi è legata ad un concetto di privazione, mentre l’offrirsi è legato all’idea di dono di sé. Non è una questione di buono o cattivo, ma solo di diversa funzione in un processo molto più vasto di esperienze che servono a far nascere un certo tipo di coscienza.

                                                             

Ovviamente durante questa settimana avrete sentito le cose più disparate su profezie, calendari, previsioni e fine del mondo! (era prevista il 21.12.2012 secondo una interpretazione del calendario Maya) – (maya = illusione, appunto!).

 

E naturalmente vi state preparando alle imminenti festività natalizie accompagnati da ogni tipo di strumento mediatico che vi informa e indirizza sul modo di passarle nel migliore dei modi.

 

Anch’io non faccio eccezione!

 

Ieri su un canale tv ho seguito una trasmissione in cui trattavano del personaggio Gesù dal punto di vista storico. La cosa che mi ha colpito è l’ammissione che, nonostante tutte le scoperte e le documentazioni al riguardo, nessuno, neanche tra coloro che fanno parte della organizzazione religiosa che ne riconosce l’importanza centrale, ha notizie certe in merito alla sua vita, nemmeno relative al luogo in cui nacque.

 

IDP… anch’io mi sono sempre chiesta come mai non esistano notizie certe delle cose che fece in vita … ma solo notizie presunte … come mai queste incertezze! …

 

IDP… era povero … lo hanno voluto far nascere povero …

 

IDP… era un artigiano! …

 

IDP… nato a Betlemme in una mangiatoia o a Nazareth?…

 

Comunque sia, il succo di tutto questo è che continueremo sempre e solo a trasmettere informazioni errate senza mai sapere davvero di cosa stiamo parlando. Nonostante tutte le autorità in materia sostengano questa o quella versione dei fatti senza averne certezza e indipendentemente da questo, l’unico fatto certo è che ciò che importa veramente nessuno vuole vederlo.

 

Lo stesso avviene nella nostra vita!

 

Facciamo di tutto per giustificare e certificare quello che stiamo facendo e dicendo, ma non ci chiediamo mai se sia vero e sia quello che dovremo fare! 

 

Abbiamo cominciato questa serie di incontri prestando attenzione ad alcuni concetti abbastanza strani per chi come noi è immerso in questa cultura occidentale e cattolica; abbiamo preso in considerazione il sole, alcune informazioni dalle quali proveniamo e come la materia vergine sia stata modellata sulla base di queste informazioni, che solo da poco sono indagate dai nostri scienziati benché siano note da sempre. 

 

IDP… come mai se si dice che l’universo esiste da miliardi di anni … Gesù ha scelto di nascere proprio in quel periodo … quello era un popolo privilegiato? … per poter vivere questa storia …

 

Ponetevi un’altra domanda che si lega bene a questa; perché quella persona, nata in quella condizione, non è stata creduta dal popolo presso il quale è apparsa?

 

IDP… appunto … perché si è scelto proprio quel popolo? …

 

Quel personaggio ha dovuto eseguire un compito all’interno di un popolo, quel popolo, ma ogni popolo ha avuto ed ha un simile personaggio al suo interno. Ognuno di questi personaggi ha il compito di ricordare a tutti i componenti di tale comunità la possibilità pratica di un processo di ripristino del sistema originale dell’essere umano, in modo che possa tornare a svolgere le sue corrette funzioni in relazione allo sviluppo del Piano Originale. Non sto a ricordare tutti coloro che hanno svolto e svolgono questo lavoro con il loro esempio: ognuno può sbizzarrirsi nel farlo come più gli aggrada; così evito di far torto a qualcuno se lo dimentico!

 

Perché quasi sempre questi personaggi non sono stati riconosciuti?

 

Perché se sono stati riconosciuti, quasi sempre sono stati perseguitati o uccisi?

 

Perché rappresentavano qualcosa di scomodo, che nessuno voleva più prendere in considerazione, preferendo continuare a vivere il tipo di vita che nel frattempo si era strutturata su presupposti distorti.

 

Abbiamo spesso ricordato che il sistema dell’essere umano non può essere ripristinato fino a quando l’organo in esso trapiantato, l’essere umano biologico, non accetta di fare la propria parte al servizio dell’intero sistema. Fino a quando tutto riprenderà a funzionare correttamente, e quindi tali esempi potranno essere riconosciuti, l’unica possibilità è difendersi da questi esempi perché ci ricorderanno il nostro stato di anomalia dal quale non vogliamo e non possiamo uscire!

 

Quasi tutta l’umanità si identifica in un tipo di vita che non ha niente a che vedere con la Vera Vita, perché ha perso la capacità di comprendere le informazioni originali che servono per vivere veramente, che quelle entità, quei personaggi hanno saputo ritrovare!

 

Attenzione … hanno saputo ritrovare attraverso un processo liberamente accettato! Con il loro esempio ci hanno mostrato e ci mostrano che è possibile, ma questo suona come un giudizio! Cioè ci mette di fronte ad una scelta tra continuare a vivere un tipo di vita distorta o ritornare a vivere correttamente; da quel momento sapremo che saremo e ci accadrà ciò che avremo chiamato noi stessi! Lo avremo attirato noi, ma ci risulterà inaccettabile perché incompatibile con il nostro desiderio e volontà di continuare a fare quello che ci piace e ritenere giusto incolpare gli altri delle conseguenze dei nostri comportamenti velleitari e presuntuosi!

 

Quindi tutte quelle entità, portatrici di cambiamento, sono sempre osteggiate da coloro che vogliono mantenere tutto così com’è.

 

Si verificano quindi le condizioni prospettate dal proverbio “nessuno è profeta in patria” oppure dalle parole “perdona loro perché non sanno quello che fanno”!

 

Questo mondo è tenuto in piedi da regole ferree: per esempio il bene e il male sono due facce della stessa medaglia; l’uno non può esistere senza l’altro. Quindi qualunque cosa si faccia nel nome dell’uno, comporta anche la creazione della sua controparte. La saggezza popolare recita così: “non tutto il male vien per nuocere” oppure “non è tutto oro quel che luccica”!

 

Continua nel prossimo articolo 7.2 di n dal titolo:

Interpretazioni, credenze; comunicazione e comprensione.

 

Foto e testo

pietro cartella

 

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