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L’uomo, i misteri e l’ignoto

Dialoghi sul senso della vita – 7.4 di n.

Vivere secondo la propria regola interiore. È il compito di una coscienza libera e responsabile della propria libertà.

12 Gennaio
11:00 2020

Prosegue dal precedente articolo dal titolo: Quella dimensione ignota che è la vera vita.

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ATTENZIONE: questo articolo contiene affermazioni (in modo particolare quelle evidenziate in rosso) che non possono essere estrapolate dal contesto poiché sarebbero sicuramente fraintese e potrebbero scatenare reazioni incoerenti e pericolose. Chiunque le utilizzi diversamente lo fa sotto la sua diretta e totale responsabilità. L’autore non si assume la responsabilità per l’uso improprio di tali affermazioni. Chi desiderasse comprenderne meglio il senso è invitato alla lettura completa dei dialoghi sul senso della vita.

 

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Ad un certo momento, quando magari meno ce lo aspettiamo, il principio di vita originale che ci anima fa sentire la ragione della sua esistenza, e di conseguenza della nostra, mostrandoci in che modo uscire dai vecchi schemi abitudinari e incoscienti, ormai inutili, ed entrare in una nuova dimensione.

 

Quella dimensione, a noi temporaneamente ignota, e di cui abbiamo timore come un salto nel vuoto, è la vera vita!

 

Strano ma vero! Noi esistiamo senza poter ancora vivere! Dobbiamo ancora nascere; il nostro Natale deve ancora avvenire, siamo solo nella fase embrionale dell’essere umano, non siamo ancora stati realmente partoriti alla “vita”!

 

IDP… se uno seguisse veramente ciò che ha dentro … la sua verità … non ci dovrebbe più essere bisogno di regole! …

 

È così!

 

IDP… ma ritiene che una società come la nostra senza un minimo di regole … se ciascuno seguisse la propria strada … potrebbe funzionare? … io ho dei dubbi! …

 

Se rispondo a questa domanda sono rovinato!

Se non rispondo è lo stesso! … (risate) … quindi …

 

IDP… faccia lei! …

 

IDP… cioè … voglio dire … siamo sufficientemente pronti a livello sociale, mondiale … per vivere una vita di questo tipo? … supposto che fossimo in grado di …

 

IDP… gestirci! …

 

IDP… cioè … vediamo bene che anche con delle regole non riusciamo a gestirci a livello sociale …              

 

Guardi … per quello che mi riguarda potrei dire una cosa …

 

IDP… sconvolgente! …

 

… molto molto brutta! … rispetto a quello che noi facciamo, qualunque cosa sarebbe meglio! Perché per una volta avremo fatto quello che sentiamo e che siamo realmente nel profondo di noi stessi, bello o brutto che sia! Perché assumeremo un grado di responsabilità che in tutta la nostra vita abbiamo sempre cercato di evitare!

 

È chiaro che dicendo così sembrerebbe che ognuno sia autorizzato a fare …

 

IDP… qualsiasi cosa! …

 

… anche le peggiori nefandezze! … Però non c’è alternativa!

 

IDP… anche chi decide di fare il dittatore! … può aver dentro di sé questa spinta …

 

Assolutamente sì!

 

C’è stato un episodio emblematico che è passato inosservato, quasi come una meteora, che può essere esemplare! Nella vita politica di Israele sono stati al governo, per pochi mesi, alcuni ministri religiosi ultraortodossi, i quali hanno affermato che i sei milioni di ebrei uccisi durante l’ultima guerra mondiale sono stati il prezzo che quel popolo doveva pagare per ritrovare la propria libertà dall’attaccamento alle proprie credenze millenarie.

È evidente che ogni affermazione e ogni notizia riportata dai media non deve mai essere presa per buona così com’è; come è altrettanto evidente che i punti di vista relativi ad avvenimenti molto cruenti possono essere molto diversi; tuttavia questo punto di vista, alquanto particolare ed opinabile, cerca di comprendere quale sia stato l’aspetto positivo di un evento di cui tutti ricordano solamente l’enorme aspetto negativo! E per la prima volta si è sentito qualcuno prendere su di sé la responsabilità che fino a quel momento è sempre stata data ad altri. Quanto ho riferito non vuol essere un giudizio, né una presa di posizione, né una assoluzione di chi ha compiuto azioni riprovevoli; nessuno saprà mai tutta la verità al riguardo. Questo esempio, volutamente provocatorio, deve farci riflettere su ogni cosa che diamo per scontata e sui facili giudizi che emettiamo con troppa leggerezza!

 

Un giorno qualcuno mi fece notare come il significato delle parole e dei concetti siano facilmente fraintese. Pensate al termine anarchia …

 

IDP… io infatti mi riferivo all’anarchia …

 

Oggi il termine anarchia ha una connotazione negativa! In sintesi essere anarchico vuol dire fare quello che si vuole senza curarsi degli altri e delle regole!

 

IDP… come ogni minoranza, viene definita quasi sempre negativamente dalla maggioranza …

 

Ma non è vero che significa fare quello che vuoi, ma quello che devi fare!

 

Il concetto di "anarchia" è stato snaturato ed è diventato sinonimo di caos, disordine, o di situazioni incontrollabili, oppure di un'elevata nozione dell'opzione anarchica della politica, dotata di un carattere romantico ed idealistico e radicata nel più profondo dell'inconscio. Ma l’anarchia, tanto la sociale come la spirituale, è l'ordine più esigente e difficile da edificare. Nell’anarchia, ogni essere umano è un agente sociale, autonomo ed auto-responsabile, che supporta con ognuno dei suoi atti l'insieme dello Stato. Ogni essere umano è giudice, legislatore ed esecutore della politica totale della società, è caricato totalmente nella responsabilità dell'insieme, senza suddivisioni né dilazioni; assume assolutamente gli effetti degli atti altrui e, naturalmente anche quelli dei suoi atti liberamente realizzati, è costantemente e chiaramente cosciente tanto delle necessità come dei diritti e doveri di tutto quanto vive in quella società.

 

Come vediamo, essere anarchico, è tutto, meno che facile, e per questo motivo, in questo mondo, è una totale utopia.

 

Tuttavia è facile constatare che per molti simpatizzanti di questa ideologia nel suo aspetto superficiale, essere anarchico significa fare quello che si vuole in ogni momento e situazione, negando a chiunque la possibilità di qualsiasi intervento che possa influenzare il loro modo di vivere, le loro abitudini e priorità. Questo è ancora più irrazionale che pretendere di fondare in questo mondo una vera anarchia nel senso profondo del termine.

 

Nell'espressione collettiva dell'anarchia spirituale chiunque si trovi a governare, e quindi a determinare i destini della società, lo fa in un'unità assoluta con l'origine e il destino della sua condizione umana, ma in una completa libertà individuale, basata sull'amore e per questo nella totale corresponsabilità di ognuno verso tutti.

 

Attualmente noi non siamo in quest'altra dimensione della vita, con una coscienza spirituale vera, e quindi dobbiamo organizzarci altrimenti, con tutti i pregi e difetti conseguenti.

 

Quando tutti si appoggiano su tutti e tutti dipendono da tutti, tutti contribuiscono al risultato di ogni cosa, si evidenzia un principio comune a tutti: la gioia di poter servire. In questo principio sparisce qualunque predominanza personale senza che si snaturi l’individuale diversità necessaria. Ci sono vari livelli di responsabilità, sì, ma un unico respiro, un'unica anima ed un unico obiettivo. Il buon funzionamento dell’insieme che ne risulta è allo stesso tempo la matrice che permette la libertà individuale. Libertà come coscienza della necessità. Ognuno si rallegra di quanto ha ricevuto e può donare, e gioisce per quanto anche gli altri ricevono e donano, senza restrizioni, senza separazioni, in un mutuo scambio e senza lotta. In questa situazione, come avviene tra cellule e organi di un corpo sano, non c'è posto per la negligenza di chi pensa soltanto al proprio interesse e non accetta altre decisioni che quelle che lo beneficiano personalmente.

 

Come si può chiaramente comprendere da queste parole bisogna fare molta attenzione per non prendere “fischi per fiaschi” qualunque sia l’intenzione o il punto di vista che sia ha al riguardo!

 

Alcuni amici, e anche alcuni di voi, hanno tentato di capire da che parte sto; semplice! Con nessuno in particolare e con tutti in generale, perché per me esistono solo esseri umani come me, esseri che fanno cose buone e cattive nello stesso tempo perché non possono agire diversamente anche se lo vorrebbero! O almeno intanto che scrivo queste righe è così; domani chissà!

 

Sembrerebbe una confessione delle mie simpatie alquanto pericolosa visto che questo scritto può finire nelle mani di chiunque, che può interpretarlo come meglio crede e agire di conseguenza contro di me; niente di tutto questo!

 

Oppure sì, chi lo sa?

 

Come ho detto più volte cerco di comprendere le cose e se nel tentativo di farlo mi succede un incidente, beh, … quanti altri incidenti mi possono accadere mentre faccio cose certamente più stupide? La vita è una sola e non si può sprecare sperando, nel contempo, di trovare un modo di non morire mai!

 

IDP… quindi anche nel caso dell’anarchia esistono regole, riferimenti, comportamenti … c’è un fondamento …

 

Compresi, accettati e messi in pratica responsabilmente nel rispetto di tutti!

 

Tu sai cosa devi fare e, non potendo sfuggire a te stesso, devi farla! Mentre in un sistema come il nostro ognuno trova sempre la giustificazione per non fare quello che deve o per quello che ha fatto …

 

IDP… anche se sbagliato! …

 

… e per quello che non doveva fare ma ha fatto per il proprio tornaconto, sperando di farlo pagare alla collettività, facendola franca; i tempi cambiano e i nodi vengono al pettine da soli quando uno meno se lo aspetta! La giustizia del karma mantiene la direzione del destino molto meglio di qualsiasi giudice umano! Niente è a caso!

 

Il nostro comportamento è sempre guidato dall’ego; ma noi non siamo solo ego!

 

IDP… e allora mi stavo chiedendo … se ognuno di noi ha la propria verità e arriva a quello … quindi non è il prodotto dell’adattamento e dell’attaccamento alle cose, … in realtà dovrebbe essere positivo tutto … e allora mi stavo chiedendo … se c’è un collegamento con l’energia primaria, con tutto quello che siamo dentro veramente … non dovrebbe che essere positivo …non dovrebbe esserci niente di negativo! …

 

Infatti, se ricordate, il negativo non esiste di per sé, positivo e negativo sono due aspetti indissolubili che stanno alla base di tutti i processi dai quali nascono e si manifestano le cose. L’esistenza del giorno è in relazione con la notte, l’esistenza dell’alto è in relazione con il basso, l’esistenza del grande è in relazione con il piccolo, il bene come lo conosciamo noi è in relazione con il male, e viceversa. Nessuna di questi aspetti può esistere se non c’è l’altro. Si possono fare tutti tentativi di fare solo la parte che riteniamo buona ma il risultato rivelerà sempre e certamente anche la parte opposta!

 

Quando si diventa coscienti si possono compiere le cose che ci sono proprie, quelle che dobbiamo fare, volenti o nolenti, sapendo quali conseguenze comportano, senza tentare di separare le parti di cui esse sono costituite; per questo quelli che sembrano errori possono essere perdonati! Perché non sono mai errori, sono compimento di processi che ogni volta contengono gli aspetti opposti!

 

In questi contesti a ciascuno di noi viene chiesto di fare ciò che serve a tutti e non solo a noi; facendo ciò che serve a tutti lo facciamo anche per noi stessi!

 

Ciò che serve a noi dipende da quello che facciamo perché serve agli altri!

 

Vi ricorda qualcosa?

Prosegue nel prossimo articolo 7.5 di n dal titolo:

Come mai se tutti sappiamo cosa è giusto fare non lo facciamo?

foto e testo

pietro cartella

 

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