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Economia e finanza

Che fare per Torino?

Il bilancio e gli auspici di Mino Giachino

31 Dicembre
10:30 2019

E’ tempo di Bilancio di fine d’anno. Abbiamo ascoltato il presidente del Consiglio, la sindaca Appendino ed il presidente della Regione Alberto Cirio che, a differenza degli altri due, si propone d’inserire la “marcia veloce”.

Ospitiamo il contributo del leader di SILAVORO SITAV Mino Giachino che da anni va invocando le ricette ottimali per invertire gli indici  della decrescita di Torino e del Piemonte iniziando dall’adeguamento e creazione delle infrastrutture indispensabili, l’attrazione di nuovi investitori e di conseguenza  il miglioramento dell’occupazione, in primis quella giovanile.

 

“Se gli ultimi 10 anni per l’Italia sono stati gli anni peggiori dall’Unita d’Italia per TORINO peggio ancora. Meno male che abbiamo salvato la TAV.

Stamane Carlo Cottarelli sulla base dell’andamento annuale del PIL italiano ha calcolato che l’ultimo decennio è stato il peggiore dall’Unita d’Italia a oggi.

Per Torino, dico io, ancora peggio. 

La nostra Città è cresciuta di meno, è la prima Città per cassa integrazione e tra le prime per disoccupazione giovanile. Nel 2020 purtroppo proseguirà la difficoltà per le auto prodotte a Torino .

Come facciano Conte e la Appendino ad essere ottimisti non lo so. 

Non essendo ultimato il progetto per la Linea 2  della Metropolitana non potranno iniziare i lavori malgrado il finanziamento deciso da Conte per ripagare i 5 Stelle torinesi della sconfitta sulla TAV. 

Non partiranno ancora purtroppo il Competence Center e il Manifacturing Center.

L’unica cosa concreta e di grandissima prospettiva è la TAV che noi SITAV con le nostre Manifestazioni e con il dialogo con SALVINI abbiamo salvato.

Riprenderanno i lavori da parte francese e anche se ridotti dalla parte italiana e vi saranno coinvolte aziende e lavoratori italiani.

Il salvataggio della TAV, sicuramente la cosa più bella importante del 2019 per Torino, vale per Torino e il Piemonte lavori per i prossimi dieci anni e un futuro di crescita per il turismo, per la logistica e per la attrazione di nuovi investimenti.

Per i 26 investitori esteri che stanno valutando, secondo il CEIP, la possibilità di investire a Torino,  il si alla TAV è sicuramente una carta importantissima. 

Occorre fare di più però per l’immediato. 

Rispetto a dieci anni fa i torinesi che stanno peggio sono aumentati sia tra il lavoro dipendente che nel lavoro autonomo. Molti professionisti, molti commercianti e molte piccole imprese oggi stanno peggio di 10 anni fa. 

Se non si fa qualcosa presto altre aziende temo chiuderanno nei prossimi mesi perché per fare un esempio per il settore del commercio il lavoro delle feste non salva un anno di poco lavoro.

Occorre che le Banche piemontesi, in collaborazione con la Regione, se si da una politica industriale, si mettano una mano sul cuore e sul credito per sostenere le piccole aziende e il lavoro già il giorno dopo la Befana. 

Cottarelli ha confermato autorevolmente le denuncio che faccio da tempo. 

Invece di aspettare che si aprano altre crisi aziendali si prevenga costituendo un gruppo di lavoro Tra Regione e i Confidi. Quando una azienda tira giù le serrande diventa tutto più difficile. 

Mi aspetto molto dal Tavolo del Lavoro ideato dalla Diocesi di Torino.”

 

Mino Giachino

SILAVORO SITAV

 

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