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Politica Locale

Torino - La latitanza della sindaca ed il bizzarro ruolo di Cristina Seymandi

Lettera Aperta al sindaco Chiara Appendino.

Cristina Seymandi
6 Gennaio
08:30 2020

Siamo più volte intervenuti sull’abbandono delle periferie da parte della giunta Appendino, nonché sui gravi problemi di sicurezza ed ordine pubblico denunciati dai cittadini e rimasti senza risposta.

Ora la situazione si aggrava. Anche dal punto di vista formale la giunta di Torino, viene meno agli accordi ed alla prassi consistenti nel riconoscimento quali interlocutori di enti ed associazioni territoriali. La causa pare da individuarsi nel comportamento discutibile della dottoressa Seymandi che opera nell’Ufficio della sindaca, quale  coordinatrice del Tavolo di Progettazione Civica.

Avrà agito “motu proprio” o ha seguito le direttive dall’alto?

Pubblichiamo di buon grado, la” lettera aperta alla sindaca Appendino” redatta dagli Enti interessati

 

LETTERA APERTA ALLA SINDACA CHIARA APPENDINO

LO STRANO CASO DEL TAVOL(IN)O DI PROGETTAZIONE CIVICA

 

Gentilissima Sindaca Chiara Appendino,

come potrà facilmente notare, i firmatari di questa lettera sono tutti cittadini attivi e organizzati che, da oltre un paio di decenni, lavorano a stretto contatto con la realtà del territorio di Porta Palazzo, Borgo Dora e Aurora, registrandone costantemente le variazioni e di conseguenza anche le criticità.

Il nostro obiettivo è di migliorare la sicurezza nel territorio e di favorire la partecipazione attiva dei cittadini che oramai costituiscono una vera e propria “rete” di comunicazione finalizzata ad un’attenta opera di sorveglianza della zona, atta a prevenire e contrastare tutti quei comportamenti antisociali che producono e alimentano forme di degrado urbano, a favore del recupero di legami e comportamenti sociali condivisi.

 

Il nostro legame con il territorio ci porta ad essere presenti e attivi a favore della collettività e per la difesa del bene comune.

Le nostre iniziative sono sempre a favore della comunità e mai rivolte contro qualcosa e/o qualcuno; anche quando assumiamo posizioni che, apparentemente possono sembrare conflittuali per qualcuno, è solo dettato dall’urgenza di rappresentare concetti che ci stanno a cuore e tutelare la qualità della vita dei cittadini.

 

Desideriamo precisare che nel corso del nostro impegno civile abbiamo dovuto imparare anche cose intorno alla metodologia del processo di partecipazione attiva dei cittadini e quindi le nostre perplessità, che qui esprimiamo, vorrebbero essere anche informate.

Le scriviamo in merito all’ultima vicenda che ha interessato il “tavolo di progettazione civica” e che ha portato alla ribalta perplessità e dubbi circa le modalità di svolgimento e l’utilità di questo strumento.

 

A tal proposito desideriamo informarLa che:

ell’autunno del 2018, Adriana Romeo, presidente di Associazioni e Comitati Riuniti di Porta Palazzo, si fece portavoce dei comitati e delle associazioni che partecipavano periodicamente al Tavolo territoriale di prevenzione della Circoscrizione 7 (già Comitato Sicurezza di Porta Palazzo) e incontrò la Dott.ssa Cristina Seymandi nel tentativo di impostare una collaborazione fattiva con i due tavoli. In quell’occasione venne proposto alla Seymandi, che accettò, di partecipare a quest’ultimo assumendo tale impegno e in accordo con il Presidente della Circoscrizione 7 Luca Deri, che le inviò il calendario degli incontri; partecipò al primo nello scorso mese di febbraio. In quell’occasione, la Dott.ssa Seymandi prese nota delle istanze dei cittadini impegnandosi a portare le risposte all’incontro successivo, raccolse i contatti di alcune realtà organizzate ivi presenti, impegnandosi a convocarle al tavolo di progettazione civica.

 

Successivamente può perciò immaginare le nostre perplessità quando disertò il secondo, il terzo e il quarto incontro senza fornire notizie di queste sue assenze.

 

Tuttavia, disponendo di una nostra rete che ci permette di essere continuamente connessi con altri cittadini organizzati e non, pur non essendo stati ammessi, abbiamo ricevuto ugualmente informazioni che riguardano quel tavolo; alcuni dei firmatari della presente vi parteciparono ed uscirono poco dopo in quanto impossibilitati ad omologarsi alle dinamiche ivi funzionanti.

 

Man mano che acquisivamo informazioni sulla modalità di svolgimento del tavol(IN)o di progettazione civica il nostro iniziale entusiasmo si è ben presto affievolito, lasciando posto a una serie di perplessità dettate dai rilevanti problemi legati sia alla modalità di svolgimento degli incontri con i cittadini che al metodo di applicazione del progetto stesso.

 

Il silenzio imbarazzante che ha seguito l’unico incontro ravvicinato con la Dott.ssa Seymandi, cioè di questa singolare entità astratta di un altrettanto astratto ed evanescente tavolo di progettazione civica, è l’evidente risposta che giunge da un progetto che insiste in un carattere discriminatorio nei confronti di taluni cittadini, che immaginiamo abbiano forse l'unico torto di essere costantemente attivi sul territorio, di impegnarsi per la difesa del bene comune, di mantenere un’identità, il senso di appartenenza al proprio territorio e un’autonomia a cui non vogliono legittimamente rinunciare. Cittadini che, da parte loro e come naturale conseguenza, nel frattempo ritenendo comunque inutile e fuori tempo nutrire ulteriori attese verso l’ormai tavol(IN)o di progettazione civica, preferendo a questo punto sollevare la Dott.ssa Seymandi da ogni "imbarazzo" e quindi decidere di non parteciparvi più.

 

Nello scorso mese di ottobre scorso ecco che la Dott.ssa Seymandi riappare improvvisamente al quinto incontro del Tavolo territoriale di prevenzione della Circoscrizione 7 e in quell’occasione constatiamo ancora una volta la nostra consolidata condizione di soggetti ostracizzati dal progetto, tanto da non meritare neppure di ricevere l’invito a partecipare al dibattito partecipazione spazio urbano condiviso e democratico che si sarebbe svolto di lì a due settimane, cioè il 26 ottobre scorso, alla presenza dell’ex Prefetto di Roma, Francesco Paolo Tronca e del Prefetto di Torino Dott. Claudio Palomba.

 

Il giorno 9 dicembre u.s. sulla pagina Facebook del Coordinamento Civico Torino viene pubblicato l’invito da parte di Presidente della Regione, Prefetto e Sindaca a partecipare in Prefettura alla sottoscrizione dell’accordo per la sicurezza integrata e lo sviluppo della Città di Torino alla presenze del Ministro degli Interni Luciana Lamorgese. Accordo che i firmatari di questo documento attendevano da tempo e che più volte hanno sollecitato a Lei Sig.ra Sindaca e al Prefetto. Anche qui si rafforza, confermandosi, la nostra condizione di estromessi dal progetto. Immaginare come sia stato prescelto, invece di comitati rappresentativi e di cittadini organizzati da anni sul territorio anche in rapporto con le strutture istituzionali elette dai cittadini, un coordinamento costituito solo tre mesi prima, necessita di un interessante sforzo di fantasia creativa.

Il 13 dicembre in occasione del sesto ed ultimo incontro del Tavolo territoriale di prevenzione in Circoscrizione 7, ecco una terza nuova apparizione dell’ ectoplasma Dott.ssa Seymandi che in quell’occasione, come coordinatrice del progetto ce la mette proprio tutta per riuscire a dare il peggio di sé. Informa i comitati e le associazioni presenti di essere in possesso del verbale dell’accordo sopra citato e ci fa sapere di aver consegnato copia di tale verbale ad uno solo dei soggetti presenti in quanto appartenente al Tavolo di progettazione civica nonché al Coordinamento Civico Torino e alla richiesta della Sig.ra Romeo di come non fossero stati forniti di copia di tale accordo anche gli altri soggetti la risposta è stata che avrebbero dovuto chiederlo al Presidente di Circoscrizione.

In merito ai risultati del Tavol(IN)o di progettazione civica, la recente e paradossale vicenda del pasticciaccio del mercato abusivo di Villaretto si commenta da se: sprovveduti organizzatori che non trovano niente di meglio di inventarsi un improbabile “Servizio di prossimità ambulante”, usando a sproposito terminologia e procedure che risultano del tutto sconosciute ad ogni norma che regola il Commercio della Città di Torino, per bypassare allegramente ogni tipo di formula organizzativa legittima.

 

Se da un lato ci è fin troppo facile comprendere come sia questo il modo più diretto e immediato, comunque il meno impegnativo, per conquistare facili consensi, ingenerando tra i 3 più sprovveduti beneficiari (compresi raggruppamenti di cittadini riunitisi in “comitati” di recentissima formazione,

 

privi di reale esperienza sul campo e digiuni circa le più elementari regole di azione giuridico-amministrativa) l’illusione di un “coinvolgimento”, dall’altro canto questo tipo di azione che esclude il confronto reale con tutte le altre realtà già da tempo operative sul territorio, di per sé mostra ampiamente i limiti su cui è fondata: non è con superficiali promesse di fantasiose ed estemporanee (e, ahimè, prive di legittimità!) “soluzioni”, ma con del serio lavoro sul territorio, rispettoso delle regole democratiche e del confronto costruttivo, che si conquista il vero consenso.

 

E gli stessi meccanismi burocratici, male dei nostri tempi fin che si vuole e in quanto tale agitati come spauracchio dalla Dott.ssa Seymandi a beneficio di una parte di platea, oggi tanto sensibile a facili lusinghe (quanto, forse, domani probabile sostenitrice di un personalissimo trampolino elettorale), e ingenuamente da parecchi dei suoi estemporanei sostenitori, li si supera certamente sveltendoli e rendendo quanto più possibile agile e immediata l’azione amministrativa, ma di certo non bypassando i canali istituzionali, disconoscendo i ruoli, discriminando a proprio piacimento gli interlocutori, infischiandosene delle norme giuridiche e regolamentari, quale che sia la materia del contendere.

 

Ad iniziative di questo tipo, noi comitati, per elementari ragioni di serietà, da sempre siamo invece avvezzi a declinare cortesemente, ma fermamente, ogni tipo di adesione.

Ci chiediamo anche se c’era proprio bisogno di un progetto di partecipazione attiva dei cittadini che promuove l’evento del valzer in piazza San Carlo (di cui si parla in toni trionfalistici sempre sulla pagina Facebook del Coordinamento di cui sopra), quando plausibilmente la partecipazione dovrebbe interessare soprattutto le periferie e non il salotto buono di Torino. In tal senso diventa inevitabile domandarsi quale sia il compito, e dove sia soprattutto l’utilità di questo tavol(IN)no.

 

Nel corso degli ultimi mesi l’ormai inarrestabile e “operosa” Dott.ssa Seymandi dimostrando una non comune attitudine ha sistematicamente disertato, peraltro senza dare notizie di sé, diverse iniziative invece organizzate da comitati a lei non graditi; è questo il caso de La nostra Italia iniziativa del Comitato Cittadini Quadrilatero Aurora che si è svolta presso la Scuola Elementare Parini, così come non si è minimamente preoccupata di dare delle risposte a questo comitato che si era rivolto a lei per chiedere un aiuto nella ricerca dei premi da consegnare ai bambini della scuola. Come ancora ha disertato l’invito senza giustificare la sua assenza all’inaugurazione del Presepe Multiculturale presso i Giardini di via Saint Bon in cui Lei Sig.ra Sindaca ha partecipato con un’entusiasmo che tutti ricordano e con un’educazione istituzionale invece estranea alla Dott.ssa Seymandi.

 

E ancora, nonostante le sollecitazioni del comitato sopra citato si disinteressava di seguire la realizzazione dell’opera de il gioco della democrazia rimasta incompiuta malgrado fosse stato coinvolto il tavol(IN)o di partecipazione civica nella miriade dei progetti legati a Biennale Democrazia. Oppure ancora ometteva di comunicare allo stesso comitato (che partecipava di fatto al Tavolo di progettazione civica) le date di incontro per stabilire la costituzione del neonato Coordinamento civico. Ed è il caso di rammentare quel paio di progetti inviati alla Dott.ssa Seymandi dal presidente dell’Associazione Commercianti Balon, Simone Gelato, a cui non venne mai dato riscontro.

 

Per quanto riguarda le critiche che eleviamo sui criteri di partecipazione, entriamo nel merito dell’operazione:

se non dobbiamo partecipare “noi”, allora desideriamo capire con quale criterio di uniformità e di rigore siano stati scelti gli “altri”; a quanto pare il motivo è coperto da formule alchimistiche che hanno deciso essere migliori i soggetti aderenti al Coordinamento Civico Torino nonché al Tavolo di progettazione civica, in altri termini i comitati scelti in qualità di eletti, quelli col bollino blu.

 

Se da una parte i soggetti che costituiscono il tavolo di progettazione civica rivendicano il lavoro svolto dalla Dott.ssa Seymandi quale facilitatore delle relazioni con le istituzioni per il superamento della burocrazia, viene spontaneo rilevare invece che questi aspetti sono stati certamente ignorati perché questo modo di superare e di facilitare non considera affatto il vivere in una città ancora regolata da norme anche frutto del lavoro fatto faticosamente in passato e addirittura senza rispettare i comuni iter amministrativi, per questo quanto fatto a Villaretto ne è l’esempio evidente.

 

Le anomalie sopra descritte adombrano dubbi di legittimità sul procedimento di coinvolgimento dei soggetti che partecipano al Tavolo di progettazione civica e di pari passo compongono il Coordinamento Civico Torino.

 

E’ evidente che non è questo il caso in cui la partecipazione viaggia, dunque, di pari passo con un altro concetto fondamentale: la "trasparenza" intesa come "accessibilità sociale". Siamo addolorati di dover rilevare che un concetto politico assai chiaro e così importante come quello di partecipazione diretta dei cittadini viene invece proposto soltanto ad alcuni cittadini, risultando così un progetto plasmato e orchestrato da esigenze tutte da chiarire.

Questo ci appare frutto di un altro progetto veicolato e preparato da tempo su tematiche mirate, in barba ad ogni forma di democrazia partecipata, una faccenda tutt’al più decisamente mirata a finalità propagandistiche che, verosimilmente strizzano maliziosamente l’occhio ad un possibile personalissimo futuro bacino elettorale.

 

Venendo però alla questione del rapporto tra soggetti inclusi e soggetti esclusi, va sottolineato che questa cattiva politica sta raccogliendo dei frutti che nulla hanno a che vedere con il concetto di partecipazione e di coesione.

 

I primi si pongono nei confronti di tutti gli altri comitati e associazioni volutamente esclusi, quali portatori dell’unico lavoro volontario del territorio; si comportano come se fossero stati insigniti da una sorta di certificazione di qualità delle realtà organizzate, non sono assolutamente interessati a coinvolgere le altre realtà del territorio, sono inseriti in un contenitore a compartimento stagno contraddicendo completamente uno strumento che dovrebbe invece cercare di stimolare la cultura civica e coinvolgere per condividere il più possibile altri soggetti, anzi si svuota di significato se poi l’atteggiamento nei confronti di altri cittadini è di distacco, o peggio di indifferenza.

 

Va detto che alcuni dei partecipanti al tavol(IN)o vivono e lavorano in territori da anni completamente dimenticati dalle precedenti amministrazioni, non hanno potuto sviluppare capacità e competenze atrofizzate dalla sfiducia della propria “efficacia politica”; sono soggetti che non si sono formati sul campo e non si sono mai confrontati con l’esperienza di cittadini consapevoli e organizzati che si impegnano volontariamente, non dispongono di una informazione ampia, trasparente e paritaria, sono cittadini a cui mancano una serie di abilità e conoscenze in tema di competenze amministrative, sono interessati ma non abili, vale a dire che sono rimasti affascinati dal primo straccio di progetto che si è arrogato la definizione di partecipazione, accontentandosi di quell’unica edulcorata ed interessata attenzione ricevuta.

 

In buona sostanza, quale che fosse il disegno iniziale che ispirò l’attivazione di questo tavol(IN)o, il risultato REALE prodotto è stato quello di creare una divisione inconcepibile tra cittadini. Prendendo a prestito definizioni calcistiche, un clamoroso autogol!

 

Nel porre i nostri dubbi e perplessità ad alcuni dei soggetti privilegiati all’accesso del tavol(IN)o, succede che si offendono di quello di cui si possono offendere: del loro egocentrismo che mal si colloca nelle attività di volontariato e di impegno civico. Dal nostro punto di vista questo progetto rischia anche di sostenere dei progetti “cattedrale” che sono avulsi dal contesto delle criticità dei quartieri.

I gruppi privilegiati rivendicano - in una narrazione storytelling in cui si pongono paladini in una patetica difesa a spada tratta della Dott.ssa Seymandi - i risultati del Coordinamento civico

 

che si possono riassumere in due punti: nel superamento della burocrazia e in un progetto di partecipazione, che di fatto appare aperto solo a dei gruppi che ha selezionato direttamente la Dott.ssa Seymandi senza valutazioni sul merito né dei gruppi e né delle proposte e meno ancora sulla qualità delle iniziative.

Vengono anzi selezionate proposte di più facile realizzazione, perlopiù campate in aria, astratte e avulse dal contesto (vedi il valzer in piazza San Carlo) e comunque di solito meno complesse dal punto di vista organizzativo, quando invece vorrebbero realizzare qualcosa di più strutturato (vedi mercato al Villaretto) di fatto fanno soltanto disastri perché superare la burocrazia è una cosa e scavalcare uffici e processi è un’altra, soprattutto se si tratta di iter che possono essere seguiti solo dagli enti preposti.

 

Signora Sindaca, ci rivolgiamo a Lei rammentando che il Movimento 5 Stelle ha fortemente creduto nei progetti di partecipazione, ritenendo da sempre che la partecipazione sia un principio cardine su cui debba fare perno l'amministrazione.

 

Non siamo d’accordo su nulla di ciò che ha prodotto e sta producendo questo progetto che magari servirà a costruire una cosa “bellissimamente inutile per i problemi del quartiere”.

Le chiediamo di avviare invece un progetto di partecipazione inclusivo, che dia l’opportunità di partecipare a tutte le realtà organizzate che ne vogliano fare parte, in grado di stimolare il confronto, che informi i cittadini e li coinvolga in un processo che li renda maggiormente consapevoli e partecipi nell’amministrare la cosa pubblica, che li responsabilizzi in un ruolo attivo sui problemi che hanno rilevanza per la collettività, che possano essere portatori di proposte utili a tutelare i beni comuni e di intervento di interesse generale, avviarli ad un percorso di partecipazione in cui possano diventare interlocutori accreditati nella definizione delle iniziative di sviluppo locale.

 

I comitati e le associazioni cittadine non hanno di certo come obiettivo un progetto di partecipazione che produce iniziative estemporanee per utenti selezionati, ma guardano ad una partecipazione strutturale che possa intervenire e modificare aspetti che resteranno nel tempo ai vari comitati e ai quartieri della città.

 

Il Tavol(IN)o di progettazione civica alias Coordinamento Civico Torino (oramai è chiaro per tutti che sono le due facce di una stessa medaglia), non può avere il mandato di scavalcare le regole e pretendere dei canali preferenziali al fine di non seguire gli iter amministrativi, chi si adopera nell’impegno civico, nella difesa del bene comune e della qualità della vita dei cittadini, non può né compiacersi di questi deleteri risultati né andarne fiero.

 

Conoscere quali sono gli iter per realizzare certe iniziative quando coinvolgono assessorati diversi, deve assolutamente essere un aiuto e informare i comitati e le associazioni delle procedure da seguire, quali sono le autorizzazioni, come richiederle e a chi richiederle, magari aiutarli anche attivamente nella compilazione dei documenti, delle autorizzazioni, questo fa un facilitatore, non è un facilitatore chi fa senza rispettare l’iter e senza interpellare i vari assessorati.

 

Le chiediamo un VERO Tavolo di Progettazione Civica in grado di accogliere non solo le realtà organizzate ma anche le Circoscrizioni che da sempre sono chiamate a svolgere un’attività di partecipazione oltre a promuovere la cooperazione dei cittadini in quanto più vicini a quelle che sono le reali esigenze della cittadinanza.

 

Le chiediamo altresì la partecipazione di alcuni consiglieri comunali, di maggioranza come di opposizione in grado di poter rappresentare le istanze dei cittadini presso gli uffici comunali e presso gli assessorati competenti.

 

In merito alla figura del mediatore/facilitatore, Le chiediamo di affidare il compito ad un profilo qualificato in grado di avviare il percorso di partecipazione, che abbia maturato esperienze in tema di metodologie partecipative, che sia in grado di condurre il dialogo e il confronto, di accompagnare i lavori, di pianificare, strutturare e condurre un processo partecipativo dall’inizio alla fine. Che contribuisca dunque alla formazione del capitale sociale e di senso di appartenenza, in grado di (ri)creare fiducia fra cittadini e fra questi e le istituzioni, contrastando i fenomeni di disaffezione alla cosa pubblica, antidoto al qualunquismo.

In ultimo Le chiediamo di incontrarLa per meglio esporre le nostre ragioni di soggetti esclusi paradossalmente da un processo che vorrebbe essere di partecipazione, nella sostanza è oramai ben chiaro a tutti che si è trasformato in un club riservato ad una enclave.

 

Distinti saluti.

Associazioni e Comitati Riuniti di Porta Palazzo

Associazione Commercianti Balon

Associazione Cortile del Maglio

Associazione Corso Giulio Cesare

Comitato Cittadini Quadrilatero Aurora

Comitato Sponde Dora e vie limitrofe

Comitato Un’Aurora per tutti

Ma c’è di peggio…

 

INTEGRAZIONE ALLA LETTERA APERTA ALLA SINDACA CHIARA APPENDINO

In seguito alla nostra lettera aperta abbiamo ricevuto, come è successo a molti di voi, una puntuale risposta dal Coordinamento Civico Torino.

Abbiamo gradito il tardivo, ma pur sempre apprezzabile, tentativo di apertura di un canale di comunicazione di cui, stando ai fatti, in precedenza, non si era evidentemente dato troppo peso di attivare.

 

L’esperienza ci ha da tempo insegnato che partecipazione, coinvolgimento ed impegno mal si conciliano con la superficialità e il pressapochismo perciò ci auguriamo sinceramente che questa sia stata una buona occasione per crescere e migliorare.

 

Detto ciò, per amore di verità non abbiamo però potuto esimerci dal rilevare alcuni passaggi, che ci hanno lasciati perplessi nella loro leggerezza.

Proprio non capiamo a quale titolo la Dott.ssa Seymandi abbia operato; considerata la sua appartenenza all’Ufficio della Sindaca, sembrerebbe naturale dedurne che quanto fatto non sia avvenuto in forza di una sua personale iniziativa civile ma che, correttamente vada ricondotto proprio all’appartenenza ed all’operatività inerente il suo ruolo nel suddetto Ufficio.

 

Dalla risposta ricevuta risulta che tutti coloro che hanno aderito, lo hanno fatto su sollecitazione della stessa, che peraltro compare nel sito del CCT quale coordinatrice del Tavolo di Progettazione Civica, e che quindi abbia svolto un’azione istituzionale.

 

E’ proprio in questo ufficio che rileviamo il danno vero: non aver coinvolto le altre realtà organizzate presenti sul territorio, avendolo fatto con alcune altre così come si rileva dal sito stesso, ovvero ella non ha svolto un’attività di incubazione per la costituzione di nuove realtà organizzate, così come sbandierato, bensì ha lavorato nella costituzione di un tavol(in)o costituito a sua guisa ed a lei stessa omologato.

 

A testimonianza di ciò riportiamo le emblematiche segnalazioni di due Comitati che hanno attivamente partecipato alle riunioni del Tavolo di Progettazione Civica, il primo è il “Comitato Cittadino Quadrilatero Aurora” che resta ancora in attesa di ricevere da parte della Dott.ssa Seymandi la bozza dello statuto del CCT.

 

Di fatto soltanto oggi, 29 dicembre, sulla pagina Facebook, dopo che il CCT è stato costituito e che tutto è stato definito, sono venuti a conoscenza dell’esistenza di un indirizzo mail e di una segreteria.

 

Il secondo, il “Comitato Un’Aurora per tutti”, attende ancora una qualunque risposta avendo proposto la costituzione di uno sportello sul territorio contro la violenza sulle donne.

Il ruolo di Cristina Seymandi in tale veste si conferma anche con la sua titolarità e proprietà della pagina web del Coordinamento Civico Torino che riportiamo qui di seguito dall’archivio pubblico:

 

Dominio Dominio:cctorino.it Stato:ok Firmato:no Data Creazione: 23-ott-2019 5.25.12 CET Data Scadenza: 23-ott-2020 CET Data Aggiornamento: 23-ott-2019 6.40.15 CET Registrante Organizzazione: E-Mail:cri.seymandi@gmail.com Data Creazione: 23-ott-2019 5.25.11 CET Data Aggiornamento: 23-ott-2019 5.25.11 CET Contatto Amministrativo Nome:CRISTINA SEYMANDI Organizzazione:CRISTINA SEYMANDI.

 

E’ chiaro che la stessa è una grande lavoratrice e si è data un gran daffare per promuovere il tavol(in)o in questione; assai meno favorevolmente ci ha impressionato il suo livello di educazione istituzionale, non altrettanto evidente, dal momento che l’ha indotta a trascurare ignorando a piè pari qualunque buona relazione con la realtà organizzata del territorio, evidentemente preferendo organizzarsele da sé.

 

Le considerazioni ultime non spettano a noi, naturalmente, per nostra (ma soprattutto per sua) fortuna, ma all’Ufficio al quale ella risponde, e che oggettivamente non ha contribuito a costruire, meno che mai a rafforzare, quello stimolo alla collaborazione proposta e promossa dall’attuale Amministrazione alla città.

 

Da parte nostra non possiamo che dispiacercene, perché invece presso di noi quell’immagine e le relazioni con la Sindaca rimangono specchiate.

Distinti saluti.

 

Associazioni e Comitati Riuniti di Porta Palazzo

Associazione Commercianti Balon

Associazione Cortile del Maglio

Associazione Corso Giulio Cesare

Comitato Cittadini Quadrilatero Aurora

Comitato Sponde Dora e vie limitrofe

Comitato Un’Aurora per tutti

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