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Cultura

Bagnacavallo (Ravenna) – Ritorna la Madonna del Patrocinio nell’ex Monastero delle Clarisse

Perfezione artistica e grande dolcezza in un’opera del Dürer scoperta casualmente sessant’anni fa, passata dalla devozione alla visione pubblica

6 Gennaio
11:30 2020

Dopo cinquant’anni di assenza ritorna al Museo Civico delle Cappuccine la Madonna del Patrocino conosciuta al mondo dell’arte come la Madonna di Bagnacavallo, per essere esposta e ammirata   fino al due febbraio (ingresso gratuito). Il quadro è inserito nella mostra “Albrecht Dürer. Il privilegio dell’inquietudine”, dove vengono presentate oltre centoventi opere della produzione grafica del  Maestro di Norimberga, provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private.

“Un opera che unisce in maniera quasi fiabesca arte - scrive nel saluto istituzionale il Sindaco di Bagnacavallo Eleonora Proni- cultura e storia, parte importante ha poi l’aspetto religioso, non soltanto per il fatto che a custodirlo furono per secoli le suore Clarisse”.   

La presenza di quest’opera si deve  alla gentile concessione della Fondazione Magnani - Rocca  di Mamiano  di Traversetolo (dove  la tavola è conservata), all’impegno del Museo Civico dell’Amministrazione Comunale di Bagnacavallo. La mostra è curata da Diego Galizzi con un contributo scientifico di Stefano Raffi, Raffaella Zama.  

Nel catalogo scientifico  che    accompagna l’esposizione il curatore della mostra e del volume Diego Galizzi (direttore del Museo Civico) scrive:

Nei miei recenti studi sulla tavola düreriana - mi sono concentrato -  sostanzialmente su due aspetti. Il primo è il racconto dei momenti salienti e delle vicissitudini che videro al centro quel piccolo dipinto fino ad allora ignorato, facendo luce sull’interesse mediatico provocato dalla sua scoperta … Il secondo è l’indagine sull’opera nell’ottica prettamente storico - artistica, trattando gli aspetti formali e iconografici ed entrando nel merito delle questioni che riguardano la sua giusta collocazione cronologica all’interno del percorso artistico di Dürer”.

La scoperta della preziosa tavola di Albrecht Dürer “La Madonna del Patrocinio” avvenne “casualmente” da parte di Don Antonio Savioli nel settembre del 1959, quando accompagnando un suo amico sacerdote della zona si ritrovò a visitare il monastero bagnacavallese e dopo attenti studi nel 1961 il noto critico Roberto Longhi attribuì il dipinto a Dürer.

Con la diffusione al mondo di questo prezioso ritrovamento scatenò l’improvviso interesse mediatico attorno al dipinto che  rappresentò allo stesso tempo un motivo di turbamento per le monache, che si ritrovarono inconsapevolmente custodi di un vero e proprio tesoro, ma soprattutto, come ricordano le cronache del tempo ( nel volume che accompagna la mostra sono riportate) si ritrovarono a non sapere più come fare per «rispondere alle numerosissime richieste di visionare l’opera che giungevano a loro da ogni parte d’Italia e dall’estero».

Questo fenomeno  portò la comunità religiosa a maturare l’idea di alienare la preziosa tavola,  e dopo dieci anni della scoperta e a  nove anni di attribuzione del dipinto al maestro di Norimberga nell’estate del 1969  avvenne la vendita al collezionista mecenate Luigi Magnani  da quel momento  il dipinto lasciò definitivamente Bagnacavallo per diventare un  pezzo forte della  sua collezione del Magnani.

 

Descrizioni foto:

Foto copertina catalogo della mostra

Foto 1 La Madonna del Patrocinio o di Bagnacavallo (Foto Magnani Rocca)

 

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