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Politica

Dum Romae consulitur…

Quando la credibilità e l’autorevolezza dell’Italia sono minate dai vaniloqui

14 Gennaio
08:30 2020

Sullo scacchiere della geopolitica internazionale, tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 si sono giocate – e si stanno giocando – partite a dir poco delicatissime. L’impressione, però, è che da noi si sia purtroppo colta poco la gravità del momento, preferendo curarsi dei pruriginosi battibecchi del pollaio piuttosto che del rischio di vedere i buoi fuggire dal recinto…

E a questo punto, lungi dal volersi interrogare su chi siano le galline e chi invece i tori, bisognerebbe piuttosto contare quali e quanti sono gli… "asini" (con tutto il rispetto per il buon ciuco, che invece di intelligenza – nella sua cocuzza – ne ospita parecchia).

Detta premessa solo per ragionare sull’eloquente dribbling con cui l’altra sera Morgan Ortagus, Portavoce del Dipartimento di Stato statunitense, ha pietosamente evitato di rispondere alla domanda sul perché l’Italia, a differenza di altri Paesi europei, non sia stata preventivamente informata delle imminenti manovre di Trump in Iraq.

Quanto contiamo ancora? Qual è la credibilità di cui ancora godiamo (o, meglio, di cui godono ancora certuni nostri rappresentanti politici)?

Già, perché per contare occorre essere credibili… e la credibilità di una Nazione si misura in fermezza, coerenza e tempestività delle decisioni politiche prese dai suoi vertici.

Più di 2200 anni or sono, nel 219 a.C., la tergiversazione dei Senatori romani costò la perdita di Sagunto, espugnata dal Generale cartaginese Annibale, cui seguì l’inizio della Seconda Guerra Punica. Il pernicioso accadimento fu poi cantato dallo Storico Tito Livio, il quale nelle sue Historie scrisse giustappunto come “dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur”. Ovvero “mentre a Roma si discute vanamente, la città di Sagunto viene espugnata dai nemici”.

Il rischio è che proprio alcuni epigoni di quei personaggi, oggi Ministri e Senatori della Repubblica, ripetano esattamente gli stessi errori del passato…, perdendosi a ciarlare (peraltro, di loro stessi o di fronde interne al proprio partito) mentre l’autorevolezza e il peso dell’Italia nel mondo vengono pericolosamente minate e messe in discussione.

 

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