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Interviste

Traves (TO) Il sindaco neghittoso ed un’attività imprenditoria che sta morendo

La tenacia di un allevatore che non vuole arrendersi alla colpevole ed ostile indifferenza del Comune

22 Gennaio
09:00 2020

Siamo da sempre abituati alla lontananza abissale del potere romano, dai ministri, ai ministeri, verso i problemi che attanagliano le nostre popolazioni e i territori. Nel corso dei nubifragi che hanno colpito il Piemonte, il presidente della Regione Piemonte  Alberto Cirio, ha denunciato più volte i colpevoli ritardi della burocrazia ministeriale, nell’accertamento dei danni e l’emanazione dei provvedimenti conseguenti.

Quando però la stessa colpevole negligenza la riscontriamo in capo al sindaco di un piccolo comune delle Valli di Lanzo, che non tutela l’attività economica di un allevatore, rimaniamo basiti e non possiamo che stigmatizzare la meschinità umana del protagonista.

Dell’odissea che si sta trascinando sin dal mese di giugno 2019, ne parliamo con l’allevatore interessato

“Mi chiamo Stefano Cresto, vivo a Traves sulle montagne delle Valli di Lanzo, ho creato dal nulla un’azienda agricola (Az. Agr. Sant’Ignazio di Stefano Cresto) dove allevo capre e produco formaggi, do lavoro a 3 persone e mi vedo costretto a chiudere perché il Sindaco di Traves, Mario Cagliero, ha emesso un’ordinanza nella quale ha posto un divieto al transito oltre i 35q sull’unica strada con cui si accede alla mia azienda ed alla mia abitazione, indicando come motivazione la sicurezza, in quanto si sono formate delle buche nell’asfalto. Tale limite irragionevole mi impedisce di fatto di lavorare.”

Signor Cresto, ci descriva il problema incombente

“Ho avviato la mia attività nel 2004. La strada in oggetto esiste dagli anni ’80: l’asfalto con il passare degli anni, con il transito dei mezzi, con la pioggia e la neve si è deteriorato, ma quale strada resiste 40 anni senza una corretta regimazione delle acque e senza nessuna manutenzione? Non posso essere io a riasfaltare 900 m di strada con una spesa preventivata di 50.000 €, ma impedirmi di transitare NON E’ UNA SOLUZIONE”.

E’ la prima volta che si registra questo stato di fatto?

“Già ne 2015, per dissesti della strada a causa delle abbondanti piogge, era stato adottato un provvedimento analogo a questo ma, l’Amministrazione precedente ha sempre autorizzato di volta in volta la deroga al passaggio dei mezzi agricoli che accedevano alla mia Azienda per provvedere a tutte le operazioni necessarie e vitali per l’allevamento (approvvigionamento di foraggio, mangime, pulitura letame, ecc.). In particolare, per gli attuali 100 capi: - per il foraggio dobbiamo trasportare 252 rotoballe di fieno all’anno del peso di 3,5q, i fornitori hanno trattori che pesano 60q, - per il mangime, dobbiamo trasportare 456q all’anno che vengono consegnati con un camion cisterna che pesa 120q, - per il letame, la produzione annuale media è pari a circa 996 q all’anno; i fornitori utilizzano un trattore che pesa 60q e un carro che pesa carico 100q. Tutto questo per contenere i costi e rendere l’attività economicamente sostenibile anche lavorando in montagna!!

Nel particolare, qual è il danno che lei sta subendo?

“Il rispetto della limitazione (35 q) implica il transito con un camioncino tipo Daily che pesa vuoto 27 q e che può trasportare al massimo 8q, il che significa: - per il foraggio, 126 transiti all’anno corrispondenti a 187 km/anno solo per la salita e discesa dal piazzale di Grangia alla stalla, contro 32 viaggi all’anno e un rincaro del 200% dei costi!!!!

Per il mangime, 57 transiti all’anno corrispondenti a 85 km/anno solo per la salita e discesa dal piazzale di Grangia alla stalla contro 9 viaggi all’anno e un rincaro del 170% dei costi!!!!

Per il letame, l’utilizzo di un autocarro tipo daily richiederebbe 125 viaggi/anno, pari a 185 km solo per la salita e discesa dal piazzale di Grangia alla stalla e ad ogni carico il daily dovrebbe compiere l’intero viaggio fino a destino finale con un aggravio di costi superiore al 200% non essendo possibile effettuare trasbordo del letame sul piazzale a Grangia”.

Mi permetta, ma di fronte al profilarsi del disastro economico per la sua azienda, ne ha parlato con il sindaco?

“Il Sindaco, irremovibile nella Sua posizione, non è mai stato disposto al dialogo, abbiamo quindi inviato, tra giugno e settembre, molteplici richieste ufficiali di deroga per poter transitare, come peraltro previsto dall’Ordinanza, spiegando le nostre motivazioni ma purtroppo nell’arco di oltre due mesi non abbiamo ottenuto risposta, siamo stati costretti a fine settembre a rivolgerci ad un avvocato e a presentare RICORSO AL TAR a seguito del quale il Sindaco ha finalmente risposto negandoci però tutti i transiti richiesti e contestando l’effettiva necessità di tale deroga.”

E poi?

“A inizio ottobre abbiamo inviato ulteriore richiesta motivata con una relazione tecnica delle necessità dell’allevamento, ma anche questa volta non abbiamo ottenuto risposta, solo dopo la notifica da parte del nostro avvocato dei “MOTIVI AGGIUNTI AL RICORSO” mi veniva data risposta e concessa deroga al transito per poche settimane dal 11/10/2019 al 30/11/2019. Ci son stati concessi 31 passaggi complessivi per fieno, mangime, asporto letame e lavori edili.”

Quindi le difficoltà di rapporti con il Comune sono stati risolti?

“Tempo di pianificare i trasporti con i fornitori e, a causa della nevicata del 14/11/2019, non sono riuscito ad effettuare tutti i passaggi previsti; sono riuscito ad effettuare i passaggi per asporto del letame e solo 3 trasporti di fieno, dei 9 necessari, non sono riuscito ad effettuare in tempo alcun trasporto di mangime e mais.

Nel frattempo, in data 23/10/2019, ho richiesto ai comuni di Traves e Pessinetto, su cui insiste una piccola porzione della strada in oggetto, e all’Unione montana di effettuare un incontro per discutere della situazione della strada. In data 13/11/2019 è stato effettuato l’incontro presso la Sede dell’Unione a Ceres frazione Fe’, dove la presidente Assalto ed il Sindaco di Pessinetto hanno comunicato la disponibilità di fondi per effettuare gli interventi necessari al ripristino della strada e l’intenzione di realizzare i lavori, con urgenza, in primavera, in modo da risolvere il problema. Il Sindaco di Traves ha sostenuto che non poteva effettuare interventi di manutenzione sulla strada in quanto non aveva le disponibilità economiche”.

Non c’è qualche contradizione nell’operato del sindaco di Traves?

“Infatti il Sindaco di Traves, nel mese di giugno ha emesso un’ordinanza, che per norma aveva natura provvisoria, finalizzata alla realizzazione di lavori di manutenzione e ripristino, senza preoccuparsi minimamente di cercare i fondi necessari e senza curarsi dei danni che questo avrebbe arrecato ad un’azienda il cui unico accesso è costituito da questa strada. Non rispondendo per mesi alle mie richieste verbali prima, e a mezzo PEC dopo, ha violato i miei diritti portandomi alla necessità di ricorrere al TAR con dispendio economico mio e con l’utilizzo dei soldi dei cittadini di Traves per pagare i costi legali del comune.”

Evidentemente il suo sindaco preferisce la carta bollata, rispetto al dialogo con i concittadini. Ed oggi?

“Siamo arrivati al 20 gennaio, a causa della neve non sono riuscito ad effettuare nel mese di novembre tutti gli approvvigionamenti che mi erano stati concessi. E’ da un mese che chiedo di poter effettuare i passaggi rimanenti, già previsti, le capre sono gravide, ho quasi terminato il fieno, ho bisogno del mangime e nuovamente il Sindaco non risponde. Così facendo nonostante:

• gli investimenti da noi effettuati,

• l’importanza della presenza di famiglie residenti e attività imprenditoriali in termini di presidio del territorio,

• gli obbiettivi della Provincia di Torino, della Regione Piemonte e della Comunità Europea che attraverso i finanziamenti del Piano di Sviluppo Rurale per le zone svantaggiate come le nostre montagne, ci hanno finanziato nello sviluppo della nostra attività.

Saremo costretti a chiudere per l’impossibilità di sostenere i maggiori costi!”

Così il sindaco di Traves si rende di fatto responsabile della chiusura di un’attività imprenditoriale sul suo territorio

“Gli aggravi di costi stanno diventando insostenibili e il rischio di perdita della produzione di latte di quest’anno sempre più elevato se non riesco ad alimentare gli animali nel modo corretto. Ho bisogno di comprendere le motivazioni di questo comportamento”

E’ questo il sostegno che il Sindaco intende dare alle aziende locali?

La Regione Piemonte promuove la campagna “Compra in valle e la montagna vivrà”, l’Unione montana e il Comune di Pessinetto hanno trovato i fondi per risolvere il problema, perché il Sindaco di Traves continua a non rispondermi ed ostacolarmi?

Signor Cresto, le stiamo dando l’opportunità di fare conoscere un problema che rischia di colpire anche altri allevatori. Cosa intende fare nei prossimi giorni?

“Voglio chiedere anche agli Enti della Città Metropolitana, della Regione Piemonte e dello Stato, competenti per lo sviluppo delle politiche agricole un aiuto per poter continuare a lavorare sul mio territorio, non economico ma in termini di supporto alla soluzione di questo problema.“

"Civico20news" continuerà a seguire il suo caso. Ci auguriamo che il buon senso, essendo già stati stanziati i fondi per la manutenzione della strada, prevalga sulla noncuranza.

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