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Economia e finanza

Grom chiude le gelaterie (per scelta di Unilever). Il futuro nei supermercati

24 Gennaio
09:45 2020

Il marchio di gelati fondato da Federico Grom e Guido Marinetti, comprato da Unilever nel 2015, riduce – su decisione della multinazionale olandese-britannico – la rete di negozi in tutta Italia.

 

Addio, o quasi, alle gelaterie Grom. Già, perché il noto marchio di gelati fondato a Torino da Federico Grom e Guido Marinetti è stato obbligato – su decisione di Unilever, che nel 2015 ha comprato il brand – a ridurre sensibilmente la rete di negozi sparsi in tutta Italia.Tagliando così tanti posti di lavoro.

 

Per esempio, è stata tirata giù la serranda anche nella storica sede di via Cernaia di Torino, lì, dove tutto è iniziato. Oltre al capoluogo piemontese, la saracinesca è stata anche abbassata nella vicina Alessandria, nella più lontana Modena e nelle assai lontane Treviso, Udine e Mestre.

 

Che cosa sta succedendo? Presto detto. Il colosso olandese-britannico punta forte sulla grande distribuzione. Insomma, addio al comparto retail dei negozi-gelaterie e un grosso benvenuto, invece, per la grande distribuzione dei supermercati. In tutto questo, come sempre, a farne le spese sono i lavoratori, che perderanno il posto. Come spiegato infatti dal Corriere della Sera, le ricadute occupazionali saranno inevitabili anche se la multinazionale assicura il ricollocamento delle risorse.

 

E così, oltre ai posti di lavoro, se ne vola via anche l'anima artigianale del gelato di Grom, nato appunto con una connotazione artigianale. D'ora in poi diventerà un gelato a carattere industriale al cento per cento. Per la Gdo.

 

Federico Grom e Guido Martinelli sono tuttora presenti nel board della società, ma – come scrive sempre il Corsera – "con incarichi sempre meno operativi". La radicale decisione di Unilever, insomma, sarebbe stata da loro subita senza possibilità di opporvisi in modo efficace.

 

L'acquisizione del 2015 da parte di Unilever sarebbe arrivata in primis dalla volontà di Grom e socio di poter avere il portafoglio economico necessario per avere (anche) a che fare con i giganti della distribuzione cinese quali Sam's Club, Cityshop, Ershang, Crv Olè, Jenny Lou’s.

 

Che la grande distribuzione dei supermercati fosse uno possibile punto d'approdo – seppur non l'unico – era stato preventivato dallo stesso Grom qualche tempo fa, in occasione di una chiacchierata proprio al quotidiano di via Solferino.

 

Ilgiornale.it

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