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Di tutto un po'

Geopolitica-economica ed Energie Alternative: considerazioni e spunti di riflessione

di Marco Montesso

8 Febbraio
10:00 2020

Negli scritti precedenti si è introdotto il tema della Geopolitica e lo si è voluto declinare con l'evoluzione, secondo certi studiosi, della Geoeconomia e affiancare agli aspetti della sicurezza, per eccellenza, trattando di Cybersecurity.

Ora è giunto il momento di riflettere su quanto, quando e perché la Geopolitica o la Geoeconomia debba definire un altro ambito di interesse vieppiù fondamentale nel Mondo attuale e che concerne in un modo o nell'altro e con un peso più o meno rilevante ogni Stato: l'Energia ed in particolare quella c.d. Alternativa o Rinnovabile.

La ricerca scientifica e la sua articolazione tecnologica ha compiuto dei passi da gigante dagli ultimi scorci del Secolo XX a oggi nel campo dei macchinari e strumenti atti a produrre energia dal sole, per esempio.

Si pensi al c.d. Solare e al Fotovoltaico, che attualmente può presentarsi anche sotto forma di pellicole da applicare ai vetri di un palazzo o a celle sempre più potenti e compatte, solo per portare che qualche semplice esempio.

Va da sé che il successo e l'affermazione sempre crescente che questi sistemi energetici hanno ottenuto negli ultimi lustri e in gran parte del Pianeta debba essere tributato pure ad un'altra componente, che esula da quella meramente tecnologica, cioè all'accresciuta consapevolezza "verde" nelle società. Così anche unitamente a legislazioni che l'hanno, pur solo fiscalmente, sostenuto e spesso in certi casi imposto, come l'obbligo per i costruttori di nuovi edifici o per quelli radicalmente ristrutturati di installare impianti fotovoltaici affinché generare l'energia sufficiente per azionare gli ascensori e illuminare le parti comuni.

La sensibilità ecologica, unita alla consapevolezza di una riduzione notevolissima delle scorte, sta facendosi strada pure in quei Paesi storicamente produttori di combustibili fossili, quali petrolio e gas: si assiste da tempo ormai a ingenti investimenti in fotovoltaico, come in eolico, negli Emirati e negli Stati del Golfo in genere.

E pure nel più importante produttore di petrolio al Mondo, gli USA, divenuto tale anche e soprattutto con tecniche irreversibili di estrazione, accanto alle tradizionali, al limite della tollerabilità ambientale per usare un eufemismo, con un fiorire, dallo sviluppo invero in parte già attenuato, di impianti eolici, che hanno comunque un impatto ambientale non indifferente e del fotovoltaico.

Un'analoga tendenza si è rilevata anche nel Regno Unito, che pure in scala minore ha un certo e storico peso nell'estrazione di combustibili fossili: si nota in campo eolico laggiù, così come in Scandinavia, la notevole presenza di pale ancorate a boe al largo del Mar del Nord anziché solo sulla terraferma, per ovvie ragioni ambientalistiche.

Secondo Bloomberg New Energy Finance le energie alternative o rinnovabili forniranno entro il 2050 il 64% dell’elettricità mondiale.

Parallelamente i sistemi di accumulo di energia elettrica in spazi ristretti, come le batterie, hanno subito un'impennata di efficienza e vistosi cali di costi, al punto che non sarà difficile preconizzare come entro una decina d'anni le automobili elettriche avranno prezzi sostanzialmente allineati con quelle convenzionali. Nel caso in fattispecie affinché ne divenga paritaria anche la presenza sulle strade si deve ipotizzare parallelamente una crescita capillare di punti di rifornimento.

In ogni caso la via via crescente diffusione nei centri urbani di stazionamenti di auto elettriche con punti di rifornimento in car sharing fa ben sperare.

Sicuramente un ulteriore impulso verrà dato dalla non lontana ormai cessazione di produzione e della successiva vendita di autovetture diesel a livello mondiali.

A conclusione di questa veloce ma esaustiva, nei suoi termini generali, carrellata di idee e dati sul tema dell'Energia rinnovabile declinata in ambito Geopolitico e ormai informati sulle peculiarità di questa disciplina si può facilmente comprendere quanto sia e stia mutando il panorama su scala planetaria.

Si ricorda che con lungimiranza il Paese dell'ex Celeste Impero, la Cina, ha da anni attuata la politica di acquisire miniere di silicio, minerale indispensabile tra l'altro alla costruzione di apparecchiature fotovoltaiche.

È intuitivo allora pensare che questo Paese, nel quale si producono impianti e/o particolari di essi con un equo rapporto qualità/prezzo giocherà un ruolo importante. Ora è appunto la Cina...anche in questo campo...

Chi vorrà insidiarla?

Ma è questa la vera Geopolitica che si dice del III Millennio o forse si tratta della sua evoluzione o alternativa più vicina al presente, secondo alcuni intellettuali quali il capo scuola, lo statunitense economista e politologo, già consulente governativo Luttwak, ovvero la Geoeconomia?

Marco Montesso

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