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Di tutto un po'

Romanitą e Geopolitica

di Marco Montesso

20 Febbraio
10:00 2020

Tito Livio, storico della civiltà romana, in “Ab Urbe condita” (praefatio, 1-3), già duemila anni fa si chiedeva se facesse bene a “... raccontare fin dai primordi l’insieme della storia romana”.

E si rispondeva che “comunque vada, sarà pur sempre degno di gratitudine il fatto che io abbia provveduto” perché si rendeva conto come stesse redigendo “la memoria delle gesta compiute dal più grande popolo della terra”!

Ancora duecento anni fa un altro grande, Johann Wolfgang von Goethe, nei “Italienische Reise” sosteneva che “Roma è la capitale del Mondo” spiegandolo col fatto che lì “si riallaccia l’intera storia del mondo” e arrivando persino a dire: “e io conto di essere nato una seconda volta, d’essere davvero risorto, il giorno in cui ho messo piede a Roma”.

Terminava sostenendo che “Le sue bellezze mi hanno sollevato poco a poco fino alla loro altezza”.

Ebbene in queste due citazioni sta tutta la grandiosità della Civiltà di Roma, che ancora ha da insegnare al Mondo e tuttora vive. E non soltanto però nelle vestigia archeologiche o nei classici della letteratura, per portare degli esempi, ma soprattutto nei lasciti culturali, nel diritto che informa e nobilita la legislazione di diversi Paesi, nel concetto di sovranità, nell’essenza stessa del Potere.

Nel corso dei secoli vari imperi e potenze via via hanno cercato di perpetrare Roma, da Bisanzio al Sacro Romano Impero, da quello Austriaco al Germanico al Russo... fino, secondo alcuni osservatori, nell’incarnazione sovietica... senza contare del parallelismo tra Roma e USA di cui tanto e da tanto si dice...

Non a caso Caesar, Cesare, è stato tradotto in Kaiser e in Czar, Zar!

Nelle Accademie militari di tutto il mondo tuttora si studiano le strategie di Roma, così come nelle Scuole diplomatiche e negli Enti sovranazionali si apprende la filosofia politica del “divide et impera” e della “pax romana”.

Anche la Geopolitica, come la si intende da oltre un secolo e mezzo, e si è visto nei miei articoli precedenti, annovera le sue origini più compiute ed articolate nel segno della Lupa capitolina con l’Aquila imperiale.

Già a partire dai suoi primi passi nella penisola italiana Roma ha mostrato di avere una visione lungimirante che non poteva non farla assurgere alla maestà di un Impero che andava dal nord Europa all’Africa nota e dall’Atlantico alle steppe medio-orientali lambenti l’attuale sub continente indiano... anche se certuni ipotizzano una presenza, sia pure di una Legione avanzata, fino alla Cina.

E ovunque l’Aquila delle Legioni giungeva si aveva una amministrazione e una gestione dei territori, popoli e nazioni che saggiamente rispettava usi, costumi e lingue locali...nell’ottica dei tempi beninteso, saggia e giusta, con la Lex rispettata e un Iure applicato.

Ad un certo momento Roma contava una popolazione che era per i tre quarti non romana di origine come non romani di nascita erano molti imperatori, scrittori, filosofi, architetti, generali... ovvero quelli che a vari titolo e peso incarnavano la Romanità!

Proseguendo si guarderanno più da vicino questi aspetti al fine anche di ricordarci da dove veniamo e trarne spunti di orgoglio e di responsabilità nell’esserne degni.

Marco Montesso

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