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L’uomo, i misteri e l’ignoto

La via della possibilità di ritorno cosciente all’idea originale.

Entrare in relazione con ciò che non è di questo mondo naturale.

12 Febbraio
11:00 2020

 Per concludere questa breve, e certamente riduttiva, carrellata su cosa accade quando si desidera intraprendere una via alla ricerca di ciò che proviene da “altro” osserveremo quella della possibilità di ritorno cosciente all’idea originale.

Le particolarità che contraddistinguono questa via dalle precedenti sono evidenti a partire dall’origine dell’impulso che la determina; esso infatti proviene dal di fuori e indipendentemente dalla banca dati delle esperienze dell’umanità.

 

Infatti, quando lo sconforto della coscienza, che si è resa conto della vanità di questo mondo e della impossibilità a risolvere il conflitto polare tra positivo e negativo, bene e male, nel nostro contesto vitale, si manifesta come uno stato d’animo esistenziale ed essenziale, essa inizia a produrre vibrazioni di frequenza particolarmente elevata, incompatibili con lo stato naturale della condizione in cui si trova, che dallo sterno si espandono in ogni direzione come una richiesta d’aiuto indefinita, non identificata in qualcosa o qualcuno.

 

Questa richiesta riceve una risposta coerente e quindi:

 

  • il fluido magnetico di risposta di ciò che è “realmente altro” viene ricevuto dallo sterno;

 

  • dallo sterno passa al cuore;

 

  • dal cuore al timo;

 

  • dal timo, attraverso la piccola circolazione cefalica, alla testa particolarmente nella 4° cavità cerebrale;

 

  • per poi scendere lungo il cordone destro del sistema nervoso simpatico;

 

  • e dopo essere stato riflesso dallo specchio del subconscio,

 

  • risale dal cordone sinistro del sistema nervoso simpatico fino alla testa per riconnettersi ad “altro” attraverso la ghiandola pineale.

 

Di conseguenza, ammesso che gli organi così sollecitati siano in grado di rispondere in qualche modo, senza esserne immediatamente distrutti, e si lasci tempo sufficiente per l’attivazione e consolidamento del processo, si manifestano le seguenti caratteristiche:

 

mentre lo sviluppo embrionale del nuovo stato d’essere richiamato si compie al di fuori della coscienza ordinaria (perché essa non lo possa manipolare a suo uso e consumo) e questa non partecipa affatto a tale processo, in questa fase ancora del tutto inconscio, emotività, reattività e giudizio, dopo una prima recrudescenza, lasciano affiorare una certa tolleranza ed elasticità di pensiero, indispensabili per lasciare spazio ad “altro”.

 

Tuttavia esiste anche la possibilità che, in assenza temporanea di risultati riconoscibili, tangibili o gestibili, la struttura egocentrica naturale utilizzi le informazioni e i poteri connessi alle necessità di tale processo per crearsene uno parallelo a suo uso e consumo.

 

Gli organi maggiormente interessati dal carico di lavoro che questo processo richiede sono il cuore, la testa e il sistema nervoso simpatico; ciò comporta inevitabili conseguenze nella salute di tali organi o sistemi, e delle loro risposte funzionali, che però difficilmente potranno essere avvertite se non dopo una adeguata esperienza.

 

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Come si può dedurre da quanto esposto in questi articoli, si fa presto a etichettare come spirituale un desiderio, uno stato o comportamento.

 

Se non ben inteso, comporta più rischi che continuare a vivere una vita naturalmente beata perchè ignorante della sua reale essenza e funzione.

 

Risulta quindi evidente che non si può prendere troppo alla leggera ciò che comporta la curiosità di mettere il naso o farsi coinvolgere in queste cose.

 

Così come una modifica estetica del nostro corpo richiede comunque un intervento chirurgico sul corpo fisico, mai privo di rischi e implicante risposte di accettazione o rigetto da parte del nostro intero sistema, coscienza compresa, allo stesso modo, ma all’ennesima potenza, una modifica del nostro stato d’essere richiede un intervento chirurgico sui corpi emotivo, energetico e mentale assai più delicato e complicato.

 

Prima di sottoporsi ad un tale processo di modifica essenziale è quindi auspicabile conoscere ed accettare quanto ciò comporti, e firmare metaforicamente, nell’intimo di se stessi, un certificato di consenso informato, accettando di correre i rischi connessi, solo dopo essersi adeguatamente preparati secondo le esigenze minime (psicofisiche) che tale intervento richiede.

 

Senza dimenticare di accertarsi che l’operazione venga eseguita in un luogo adatto e non nel compattatore di una discarica.

 

Dopodichè … qualunque sia la scelta operata …

 

se son rose … fioriranno!

 

 

schema e testo

pietro cartella

  

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