Reg. Stampa num.22 del Tribunale Ordinario di Torino - 11 Marzo 2011

redazione@civico20news.it

Politica Nazionale

Torino - Nasce il Comitato per il NO al Referendum

Domenica 23 un flash mob in piazza Castello

14 Febbraio
08:00 2020

Se ne sta parlando poco, nonostante il lasso di tempo che ci separa dal il 29 marzo 2020, giorno nel quale si svolgerà il referendum per approvare o respingere la legge di revisione costituzionale dal titolo "Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari".

Approvato in via definitiva  l'8 ottobre 2019, il testo prevede la diminuzione del 36,5% dei componenti di entrambi i rami del Parlamento: da 630 a 400 seggi alla Camera, da 315 a 200 seggi elettivi al Senato.

La legge di revisione costituzionale è stata approvata in doppia lettura da entrambe le Camere a maggioranza assoluta, ex articolo 138 comma 1 della Costituzione. Dal momento che in seconda deliberazione la legge non è stata approvata a maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti di ciascuna camera, un quinto dei senatori ha potuto richiedere il referendum confermativo, come da comma 2 dell'articolo 138.

Referendum  richiesto da 71 senatori,(superiori ai 64 richiesti) appartenenti a quasi tutti i gruppi parlamentari e partiti, con l'esclusione di FdI e gruppo delle Autonomie.

Per poter informare i cittadini sui rischi insiti nella Legge che riduce i Parlamentari e rischia di lasciare ampie zone del Paese senza rappresentanza, si è costituito anche a Torino il comitato per divulgare le motivazioni necessarie al cittadino per esprimere il No al Referendum.

Ieri, alcuni esponenti politici hanno stigmatizzato l’obbrobrio di tale disposizione che lascerebbe il Parlamento arbitro dei signoraggi partitici, senza alcun confronto con le realtà vive del Paese.

Senza calcolare, in disprezzo alla democrazia rappresentativa, l’azzeramento di Partiti e Movimenti che oggi superano il 5% dei voti ottenuti.

Hanno partecipato ed elevato il loro appello Igor Boni dei Radicali Italiani, Enrico Buemi del PSI e Mino Giachino, leader del movimento Si Tav Si Lavoro”, l’avvocato Antonio Caputo “ex difensore Civico. Quale prima misura è stato deciso per il   l 23 febbraio alle 11, un flash mob davanti alla Prefettura per informare i cittadini elettori.

Nel merito, il sen. Enrico Buemi , ha definito la norma che riduce il numero dei Parlamentari “una controriforma che accentuerebbe la distanza tra Parlamento ed elettorato”, per poi concludere "È una questione complessa, che non si risolve con questo taglio, ma con la riorganizzazione delle due Camere".

Mino Giachino, leader di Sì Tav, Si Lavoro. Ha sostenuto che "Negli ultimi anni  il Parlamento non ha rappresentato interessi generali del paese: noi siamo scesi in piazza per salvare un'opera pubblica essenziale per il futuro". "A Palazzo Madama e alla Camera - ha aggiunto Giachino - le decisioni sono prese nell'interesse generale del paese. Abbiamo bisogno di allargare la partecipazione alla società civile, è l'unica speranza per salvare l'Italia.”  

“La TAV, prosegue Giachino vale ogni anno 20/30 volte il contro dei parlamentari tagliati ma crea migliaia di posti di lavoro..... e se aggiungiamo le altre opere bloccate dai 5 Stelle.

“abbiamo bisogno di parlamentari esperti e competenti per rilanciare l’Italia mai stata così in basso nelle graduatorie mondiali” conclude il leader si SITAV, SILavoro.

"Il no al referendum - ha proseguito Antonio Caputo - prescinde dall'appartenenza politica: questa riforma comporta una riduzione del 36% dei parlamentari, con effetti negativi sulla possibilità di essere rappresentati". "In Piemonte si passerebbe, ad esempio, da 22 senatori a 14, con meno rappresentanza per i territorio limitrofi: è una riforma improvvida".

Il presidente dei Radicali italiani Igor Boni ha  ricordato una frase di Marco Pannella: "è meglio essere impopolare che antipopolare. Oggi dire no al taglio dei parlamentari è impopolare, ma per non essere antipopolare ribadiamo il nostro no". "Se si vuole dare voce a qualcuno che canta fuori dal coro, questo referendum impedirà qualsiasi voce fuori dal coro", ha concluso Boni.

 

 

Condividi l'articolo

Autore dell'articolo

Commenti all'articolo