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Torino - “Il bene comune” di Benedetta Cosmi

Al Pannunzio si presenta un libro che ci farà riflettere.

14 Febbraio
11:30 2020

E’ un testo che ci farà riflettere ed indurre al ben operare, “Il Bene comune” scritto da Benedetta Cosmi, con la prefazione di Luciano Fontana, Direttore del Corriere della Sera.

Sarà presentato nella sede del Centro Pannunzio, in via Maria Vittoria, 35 H a Torino, il 19 febbraio alle ore 18

Partecipano e ne discuteranno con l’autrice::

Tito Giraudo, Opinionista e saggista del Centro Pannunzio

Elsa Fornero, Docente Universitario e già Ministro del lavoro e delle politiche sociali

Carmine Festa:  capo redattore edizione Torino del Corriere della sera

Andrea Bozzo: scrittore e  consulente del Mimaster di illustrazione di Milano e dal 2016 disegna la prima e l’ultima pagina di Linus.

Il libro di Benedetta Cosmi ci porta invece nel territorio della serietà dei problemi che dobbiamo affrontare: calo demografico, mancata crescita delle imprese, istruzione inadeguata, tasse alte e disoccupazione insostenibile soprattutto tra i giovani. E un mercato del lavoro che penalizza le donne e non dà reali occasioni di crescita a ragazzi, spesso anche impreparati rispetto alle esigenze delle aziende.

Un vero e proprio programma di lungo periodo, tra nuovo welfare e attenzione ai luoghi e alle infrastrutture, molto controcorrente rispetto alla facilità del dibattito attuale che non riesce a dare risposte convincenti ad alcune semplici domande: perché non cresciamo più da venti anni?

Perché non riusciamo a sfruttare l’enorme capitale creativo del Paese?

Come affronteremo il fatto che siamo diventati un “Paese per vecchi”?

Nelle pagine troviamo analisi, proposte e interventi di personalità impegnate nei diversi settori della nostra vita civile, sociale ed economica.

Un capitolo è dedicato anche all’idea di Benedetta Cosmi di un “giornalismo costruttivo”.

Un giornalismo che prende a cuore un problema e lo segue fino alla sua conclusione positiva, fino a quando le risposte pubbliche e private che quel problema pone non saranno arrivate.

Anche qui siamo nel territorio del “bene comune” che può essere favorito da un’attività rilevante come l’informazione dei cittadini. Ponendo domande, originando risposte, sollecitando conclusioni. E lavorando tanto su quelle buone pratiche, sulle buone notizie di cui l’Italia è piena e che spesso non vengono valorizzate. D’altra parte anche questo è pensare al futuro.

 

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