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20 Febbraio 1720, quando la Sardegna pass˛ ai Savoia

Si festeggiano i 300 anni dello storico passaggio

20 Febbraio
14:00 2020

20 Febbraio 1720, un importante anniversario per la storia Sabauda che segnò anche la storia della Sardegna.

 

Ma quando davvero avvenne l’acquisizione della Sardegna da parte dei Savoia ?

 

Secondo alcuni storici è da considerarsi come data ufficiale quella del 20 febbraio 1720, anche se io ritengo meritevole un’altra data, sempre dello stesso anno, e di cui ora vi racconterò.

 

Mettiamo quindi un po’ d’ordine in questo importante anniversario.

 

Anche se, qualunque sia il mese e il giorno, quest’anno nel 2020, si festeggiano i 300 anni del passaggio del Regno di Sardegna alla casata dei Savoia.

 

In origine la Sardegna ottenne il titolo di Regno da Federico II che lo conferì al figlio Enzo nel 1239.

 

Successivamente, il 4 Aprile 1297, nacque il “Regnum Sardiniae et Corsicae”, istituito da papa Bonifacio VIII che passò l’isola agli Aragonesi malgrado le resistenze di Pisa, già titolare di una parte dei suoi territori, e delle autorità sarde.

 

Da allora, per ben 423 anni, appunto fino al 1720, la Sardegna fece parte della Corona di Spagna, salvo un breve periodo sotto gli Asburgo d’Austria per gli accordi di Utrecht del 1713 e poi di Rastadt del 1714.

 

Infatti, tra il 1701 e il 1714, la Guerra di Successine Spagnola aveva impegnato le potenze europee in un aspro conflitto.

 

L'estinzione della casata degli Asburgo di Spagna aveva aperto la questione della successione sul trono iberico, conteso tra la Francia di Luigi XIV e l'Impero Asburgico, con l'Inghilterra e la maggior parte degli altri stati europei impegnati sul fronte anti-francese.

 

Alla fine del sanguinoso conflitto, dopo intricate vicende diplomatiche e dinastiche che avevano portato al rovesciamento delle alleanze, una prima sistemazione dei regni europei, sancita dopo la pace di Utrecht e il trattati di Rastatt, vide la cessione del regno sardo dalla corona spagnola all'Impero Asburgico nel 1714.

 

L’anno prima, nel 1713, i Savoia, alleati agli Asburgo e anch’essi vincitori sulla Francia, avevano finalmente ricevuto il titolo regio insieme alla Sicilia.

 

Vittorio Amedeo II era diventato Re di Sicilia, oltre che il sovrano incontrastato di un regno in terraferma che andava dalla Savoia e il Piemonte fino al mare della Contea di Nizza.

 

Intanto in Sardegna, dopo una breve presa di potere austriaco, ci fu un colpo di mano militare spagnolo, nel tentativo di riconsegnare l'isola all'egemonia iberica.

 

Il tentativo fu subito ridimensionato dall'ennesima trattativa diplomatica che, col Trattato di Londra del 2 agosto 1718, decretò la cessione del Regno di Sardegna ai Savoia che avrebbero però dovuto rinunciare alla corona di Sicilia.

 

Quando deciso a Londra fu confermato dopo circa due anni di trattative, e quindi siglato a L’Aja il 20 Febbraio 1720.

 

Per questo motivo molti storici ritengono questa la data esatta in cui avvenne il passaggio ufficiale della Sardegna alla Casa di Savoia, nonché il momento in cui Vittorio Amedeo II di Savoia divenne anche il XVII Re di Sardegna.

 

In realtà, secondo il mio punto di vista è da considerarsi come il vero giorno di passaggio della Sardegna ai Savoia quello in cui fu preso il possesso territoriale, ossia l’8 Agosto 1720.

 

Solo in quest’ultima data il generale piemontese Luigi Desportes, signore di Coinsin, prese possesso della Sardegna a nome del sovrano Vittorio Amedeo II di Savoia, in virtù del trattato di Londra e poi dell’Aja.

 

Finalmente Vittorio Amedeo II di Savoia aveva assunto il controllo delle terre di Sardegna che aggregò agli altri stati della Casata, formati dal Principato di Piemonte con il Ducato di Savoia, la Contea di Nizza e di Asti, il Ducato di Aosta, il Marchesato del Monferrato, la Signoria di Vercelli, il Marchesato di Saluzzo ed una parte del Ducato di Milano.

 

Lo stemma dei Quattro Mori, simbolo della Sardegna, fu quindi inserito nel ricco stemma della Casata dei Savoia (immagine in copertina).

 

E’ curioso notare che durante questo passaggio non fu fatta alcuna menzione delle isole adiacenti alla Sardegna, neppure a quelle di notevoli dimensioni quali San Pietro, Carloforte e l’Asinara, visto che si era semplicemente stabilito che il regno fosse ceduto con tutte le sue pertinenze.

 

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