Reg. Stampa num.22 del Tribunale Ordinario di Torino - 11 Marzo 2011

redazione@civico20news.it

Terza Pagina

Le grandi risorse di Zingaretti, della Boldrini e dei loro fedeli seguaci

Ne vogliono tanti, tutti i giorni

20 Febbraio
12:30 2020

Quella più in evidenza vive in provincia di Padova e trova concordi due sindaci, uno piddino (strano) ed uno leghista. La risorsa in questione è un marocchino e si chiama Abdelouhaed Atourabi. Ambedue vorrebbero esserne liberati.

Nel giro di qualche mese il buon uomo ha aggredito un addetto alla sicurezza, ha fatto a pezzi letteralmente un ufficio postale ed ha ferito a bottigliate la commessa di un supermercato. Non è finito in carcere, forse perché i buoni magistrati che lo hanno giudicato, hanno ritenuto, come in altri casi, che queste manifestazioni rientrassero nel suo bagaglio culturale.

Non solo pertanto non è finito in carcere, ma, forse per intervento di qualche prelato della zona, non è stato neppure espulso.

Allora ha occupato in modo abusivo una casa ed ha avuto il coraggio, fidando nella protezione del PD, di richiedere il reddito di cittadinanza, perché disoccupato. Poiché la sua richiesta non veniva esaudita nei tempi da lui desiderati, ha dato di nuovo in escandescenze.

Forse ora verrà espulso e spedito nel suo paese, dove le carceri non hanno le porte girevoli come da noi.

Un’altra grande risorsa del genere boldriniano, è quella di un trentanovenne. questa volta tunisino, che in provincia di Verona aveva impiantato una fiorente azienda di Import-export del tipo di quelle protette, in quel di Bologna, dalle buone sardine e dal Bonaccini.

L’uomo che ha 39 anni e si chiama Rahal Zakaria, per difendere il suo commercio, ha minacciato  di lanciare suo figlio di tre anni contro le auto in transito per evitare la perquisizione della sua vettura infarcita di cocaina, da parte dei carabinieri. Un figlioletto in cambio di un carico di cocaina. Forse perché di bambini nel suo paese ne aveva già un’overdose.

Si è arreso solo quando ha capito che il Bonaccini, dall’Emilia, non sarebbe arrivato in tempo per proteggere anche lui.

E’ infine di questi giorni la segnalazione di eventi che sono in gran parte riferibili alle risorse femminili che sono sbarcate in Italia negli ultimi anni e che svolgono un’intensa e continua attività sessuale. Si tratta di risorse che sono molto amate dai compagni che oggi sono al governo, ed in particolare dallo Zingaretti, dalla Boldrini ed anche dal Bergoglio.

Il tema riguarda l’interruzione della gravidanza, detta in termini popolari aborto, che viene richiesta, con sempre maggiore frequenza, nei nostri nosocomi, ed anche a livello dei pronto soccorso

Sono sempre di più le donne extracomunitarie che si presentano negli ospedali ogni giorno, chiedendo ai sanitari questo tipo di prestazione. E sono frequenti anche i casi di donne incinte che si presentano anche cinque o sei o sette volte in tempi successivi nei locali di Pronto Soccorso, chiedendo di interrompere l’iter gravidico.

Uno stato di cose divulgato dall’ on.Salvini, che ha denunciato la inosservanza della legge 194 del 22 maggio 1978, che imponeva regole precise, sia per l’interruzione di gravidanza chirurgica che per quella con presidi farmacologici. Ma che è stata subito contrastata dai ragli emessi dallo Zingaretti e dal Fratoianni, che si sono subito schierati, armi e bagagli, per gli aborti multipli.  

Il grosso esponente piddino in particolare, dopo aver smesso il solito aspetto ridanciano (perché rida sempre per strada, non è dato sapere), ha affermato che “per fortuna nei pronto soccorso italiani non ascoltano le provocazioni” ed ha benedetto la pratica di interrompere la gravidanza al di fuori di ogni regola civile, legale e soprattutto sanitaria.

Come era logico attendersi, papa Francesco si è comportato come le tre scimmie. Non ha sentito, non ha visto, non ha parlato.

Il tema dell’aborto lo ha messo in seria difficoltà. Perché è costretto a barcamenarsi tra le minacce di possibili divisioni scismatiche e la sua formazione di stampo gesuitico.

Più volte, nel corso dei secoli, la Compagnia di Gesù, cui lui appartiene e che a lui si riferisce oggi anche come papa Nero, ha dimostrato una certa condiscendenza nei confronti dell’aborto.

(immagini Globalist Syndacation)

 

 

 

Condividi l'articolo

Autore dell'articolo

Commenti all'articolo