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La sordida raffigurazione dell’Italia come un focolaio di infezione del mondo

Una discarica buonista ed accogliente

9 Marzo
09:30 2020

Più che la storia del pizzaiolo francese che sputa i suoi escrementi su di una pizza italiana, pesa sull’Italia la raffigurazione che ne dà la CNN quando la dipinge come il paese che, è l’untore del mondo, quello da cui il coronavirus è partito e si diffonde in tutti gli altri paesi.

Il grillino Di Maio, che su incarico del presidente della repubblica, ricopre pro tempore il ruolo di ministro degli esteri, afferma che si tratta di “una visione distorta della realtà” e che “molti media internazionali stanno dipingendo l’Italia in modo sbagliato”. Non è facile capire come la materia grigia che alberga nel suo piccolo cranio rotondo sia stata capace di recepire e di metabolizzare una tale verità.

Forse il ministro degli esteri ha seguito i suggerimenti di quel Beppe Grillo che non gli è certo superiore nel ruolo di analista di livello internazionale.

Forse ha seguito l’indirizzo che gli è stato imposto da uno di quegli algoritmi manovrati dall’ultimo dei Casaleggio.

Ma quello che ha fatto finta di non capire e pertanto non ha dato troppo peso al vilipendio esercitato verso il nostro paese, è stato l’intero governo italiano, composto, in rissosa comunità di intenti, da comunisti (post ed anche doc) e da scarruffati cinquestelle, inflitto al paese dal presidente Sergio Mattarella.

E’il governo attuale a portare per intero la responsabilità del grave discredito riversato sul paese dalla comunità internazionale e purtroppo non solo dall’UE. Un governo, che incalzato dalle omelie isteriche di un gesuita arrivato a Roma dall’Argentina, ha deciso che quello dei confini di stato era solo una fissazione portata avanti dai sovranisti ispirati da ubbie razziste.

Un vero stato cattocomunista non doveva avere e non ha frontiere e confini, ed il suo compito era quello di accogliere tutti coloro che volevano arrivare da qualunque parte del mondo.

L’obbiettivo era, ed è ancora, quello di uno “stato discarica” dedito all’accoglienza, secondo le direttive emanate da quella buona donna, la Luciana Lamorgese, che è stata incaricata da Mattarella di operare come ministra degli interni.

Quello di abolire le frontiere, ma solo quelle dell’Italia, è il pensiero dell’attuale presidente del parlamento europeo, l’eurofanatico David Sassoli che è stato inviato a Bruxelles dal governo comunista per proteggere l’Unione Europea.

Ad ogni costo: anche quello manifestato di recente, di accogliere tra noi le centinaia di migliaia di profughi che premono sulle frontiere della Grecia, diretti verso la Germania.

Uno stato discarica non può avere frontiere e confini.

Oltre alla ministra Lamorgese che ha deciso, in accordo con lo Zingaretti, di aprire i nostri porti a tutti (nonostante l’emergenza del coronavirus), si è attivata anche la magistratura democratica che ha decretato che, chiunque, a bordo di un naviglio battente bandiera di uno stato estero, può infischiarsi di ogni divieto e sbarcare in Italia dove gli pare. Anche speronando un’imbarcazione militare.

Si tratta di vicende miserevoli che, diffuse in tutto il mondo dagli osservatori internazionali, sono tali da attirare sul nostro paese quell’ondata di discredito che lo sta sommergendo.

Ma non sono solo queste le ragioni del disprezzo riservato alla nostra nazione.

E’ emerso, tra le altre cose, il comportamento del presidente della repubblica, che dopo aver preso atto che l’epidemia veniva dalla Cina, ha deciso di dimostrare la sua bontà, ed il suo istinto accogliente, abbracciando qualche cinese, visitando scuole ed aziende cinesi ed organizzando addirittura concerti musicali per i cinesi.

Guardandosi bene dal fare analoghe azioni in favore degli italiani rinchiusi in aree sorvegliate (zone rosse), ricoverati e messi in quarantena nelle nostre regioni. A loro ha riservato solo un buon messaggio di speranza e di fiducia nel futuro.

E c’è da sperare che siano sfuggite agli opinionisti internazionali le manifestazioni messe in atto da conduttori dei talk show di teleCairo, che si sono fatti vanto, per solidarietà, di addentare degli “involtini primavera” fatti dai cinesi.

Nessuno può pertanto farsi meraviglia della percezione che la culla di origine del coronavirus sia passata in pochi giorni dalla Cina all’Italia e che, grazie agli emuli del Corrado Formigli, gli italiani siano guardati come appestati e come gli “untori “del Manzoni, nelle altre parte del mondo.

Non è certo tutto qui. Della “tribù dei nasi lunghi” ci riserviamo di scriverne in seguito.

(immagini El Pais - leitv.it)

 

            

 

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