L'EDITORIALE della DOMENICA di CIVICO20NEWS – Enrico S. Laterza : Deserta rossa (la zona del bacillo smascherato)

La macchia scarlatta di confino antivirale dilaga e spopola da Lombardo-Veneto ed Emilia-Romagna all’intera Penisola: da un Carnevale “infestato” alla Quaresima in quarantena (e niente aperitivo!)

Pare d’essere nella pellicola del Maestro dell’Incomunicabilità, Michelangelo Antonioni. Epilogo della Trilogia esistenziale composta da L’avventura (1960), La notte (1961), L’eclisse (1962).

A distanza, non ci tocchiamo, non ci stringiamo la gelida maninaabbracciamo, sussurriamo a-denti-stretti, bofonchiamo, tratteniamo il fiato, inghiottiamo la saliva, comprimiamo lo starnuto che sale irresistibile alle narici, soffochiamo nella trachea il conato di tosse, manco fosse la tubercolosi pucciniana di Mimì… (A voi, se vi raccomandano di non sfregarvi gli occhi con le dita, non v’assale un impellente irrefrenabile fastidio pruriginoso alla congiuntiva? A me basta che ci pensi… ecco, proprio adesso, ahia!)

Tornano alla mente anche le scene in esterni di Todo Modo (1976) di Elio Petri (film tratto dall’omonimo scritto di Sciascia), con Gian Maria Volonté insieme a Marcello Mastroianni.

Quasi il catastrofistico post-nucleare The Day After (1983). O la serie fiction BBC Survivors (1975 e 2008). O il recente thriller medico in tema, dal titolo premonitore (Contagion, 2011), di Steven Soderbergh.

La realtà imita la fantascienza?

Desertificati borghi e metropoli. Spettrali.

Cancellati dal cancelletto (l’odioso sfottò dell’hashtag #iorestoacasa): celebri personaggi dello spettacolo o dello sport (i testimonial), forse selezionati in base all’onomatocromatismo, tipo il centauro Rossi o Rosario Fiorello, collegati in streaming dalle loro sontuose dimore, dotate di palestra, piscina, spa, parco e campo da tennis, sono incaricati di lodare simpaticamente la clausura obbligatoria (necessaria quanto obiettivamente spiacevole), invitandoci a rimanere beatamente imprigionati nelle quattro mura domestiche, magari – essendo le scuole serrate – coi marmocchi urlanti sguinzagliati a scorrazzare nel tinello, mentre spesso siamo soli come cani (c’è chi si è dotato in-fretta-e-furia di animali-da-compagnia, per avere la scusa, il “comprovato motivo”, per uscire a portarli a spasso, forzando le povere bestiole a reiterate maratone urinarie quotidiane…). Un incubo. Sepolti vivi. E niente onoranze. Continuando a lungo una simile coercizione abitativa, rischiamo aumenti esagerati di episodi di depressione e follia familiare e/o matrimoniale, uxoricidi, socericidi, suicidi… O morte per fame, in assenza di guadagni pecuniari. Altro che polmonite correlata!

In multimedia Istat coronavirus.

Internet e tivù vomitano allegria bubbonica: sadiche evocazioni di gioiose pestilenze manzoniane o camusiane, dell’amorevole tempismo colerico di García Márquez o dei vibrioni di Thomas Mann e Luchino Visconti, conditi da un’incessante sfilza di angoscianti dati veri o presunti, incongruenti sondaggi ad hoc, un mix di blande minacce e rassicurazioni farlocche, illusorie speranze di rimedi miracolosi e pessimismo nero… Clamorose bufale s’aggregano al nutrito bestiario del caravanserraglio circense che bivacca nell’etere o in rete in ogni momento della penosa giornata, dai pipistrelli di Wuhan agli allocchi creduloni, dagli sciacalli approfittatori ai topolini o sorci-verdi che si son visti mangiati squittenti dai voraci sudditi del Celeste Impero di Xi (dal Vangelo secondo Zaia): sul web, ad esempio, si dà per certo che l’origine della piaga biblica che sta flagellando l’Umanità sia stata originata da un cinico esperimento – sfuggito al controllo o biecamente tramato – di attacco biochimico bellico o terroristico, sulla falsariga dell’Esercito delle Dodici Scimmie (12 Monkeys, 1996) di Terry Gilliam.

Party’s over”, recitava in musica Billie Eilish (lo affermò già l’Avvocatone Agnelli): dopo le canzonette strapaesane della kermesse rivierasca sanremese, un San Valentino mesto, casto, al cioccolato amaro, e un’“infestata” celebrazione carnevalesca (annullata e/o annacquata in Laguna), piena di Pierrot frignanti invece di sghignazzanti Arlecchini, priva di baci e bacini per il bacillo smascherato (ma non vinto), s’è inaugurata una Quaresima in quarantena. Danse macabre.

Dal 10 marzo, la sottile-linea-scarlatta che all’inizio si limitava a transennare le aree dei primi focolai infiammatori nel Lombardo-Veneto e in Emilia-Romagna, si è decisamente ispessita ed è stata estesa per decreto all’intera Penisola, parecchio tamponata, dichiarata “zona protetta”: un unico lazzaretto a forma di Stivaletto.

Per fortuna, abbiamo la solidarietà dei cugini e fratelli d’Europa, pronti a sprangarci sul muso le sbarre delle dogane, considerandoci alla stregua di lebbrosi untori (con amici del genere, non abbian bisogno di nemici); in specie i Bergamaschi, notoriamente assai accoglienti e gentili con gli stranieri, son stati ripagati con la medesima moneta, ricevendo schifati rifiuti di transito e approdo a qualsiasi latitudine. Gustoso lo sketch satirico transalpino (made in Canal Plus) del pizzaiolo tricolore che scracia catarro verdastro sulla margherita fumante!

Vietati gli assembramenti. Ai Milanesi si toglie dunque quella che è, senza-ombra-di-dubbio, la loro preponderante preoccupazione ed occupazione: l’aperitivo, biondo o arancione. E non tralasciamo l’happy e l’after hour!…

Col Sommo Pontefice “ingabbiato” nei Palazzi Apostolici, all’angelus, s’imporpora d’allarme addirittura il Vaticano, che, inserito dentro Roma, paradossalmente ricomprende in sé, con l’Italietta, la stessa Città Eterna e il Mondo (Urbi et Orbi).

Intanto, i governatori di regione, con Cirio e Zingaretti positivi, lanciano la gara a beccarsi il covid-19, per esprimere vicinanza agli elettori. E dall’infetta nave-da-crociera “Diamond Princess” scende per ultimo (è consuetudine in marineria, no?) l’“eroico” capitano Gennaro, l’anti-Schettino. In confronto, la sfera del pallone s’impegna a ribadire – a scanso d’ipocrisia – la palese dimostrazione d’interessarsi esclusivamente ai danè, divinità aurea vitellona, a cui, nel settore del calcio (eccetera), si confessano assolutamente devoti. Bravi, bene, bis.

Si rileva, poi, che gli esiti letali della malattia (l’INPS ovviamente tifa – termine azzeccato – per lei) infieriscono sugli anziani deboli e con comorbidità (funerali proibiti, risparmio extra). Roba da Ahnenerbe di Himmler. Nonché con l'adesione del crudele brexitico Boris "the Red", camaleontico boss conservatore.

Urrà per le donne, però! Women’s power! In frangenti difficili, da Bruxelles e Francoforte ci si aspettava giungessero in aiuto le due leader dell’Ue, la flessibile Ursula von der Leyen, che ha esplicitato misere misure concrete, inadeguate, deludenti, e la segaligna Lagarde, che non ha saputo o voluto ripronunciare le tre perentorie paroline – “whatever it takes” – del suo predecessore alla BCE, il nostro salvatore Supermario Dragone, in tal guisa colpendo ed affondando le borse (Piazza Affari si è spiaccicata al suolo, con -17%) e favorendo la speculazione (non filosofica…) dei lupi-mannari degli hedge pack (The Wolf of Wall Street, 2013); il bazooka dei tassi, costei ce lo ho ha sparato in faccia (al punto che – udite udite! – l’imperturbabile Mattarella si è vagamente in…quietato). Da paura. Non all’altezza. Dimissioni!

Riflettiamo e tiriamo le somme della globalizzazione selvaggia, che dal 2002, con l’accesso squilibrato del Gigante cinese nella World Trade Organization, ci ha regalato delocalizzaione degli impianti e licenziamenti, precariato perenne e neo-schiavitù (lavoratori e consumatori ridotti a merce), quindi salari infimi e prodotti scadenti, tra cui le pandemie da panico. Ottimo.

Ci si interroga, ora, su che sistema esecutivo e sanitario avrà risolto meglio, ove mai, il drammatico problema contaminatorio e di salute pubblica: le democrazie occidentali, nelle varianti liberiste, federaliste o napoleonico-centraliste, oppure i diversi dispotismi asiatici, il plutosocialismo tecno-dittatoriale mandarino, lo zarismo putiniano o il sultanato ottomano di Erdogan?

In Iran, per citare un caso significativo, gli Ayatollah si affidano ai Pasdaràn, cioè i Guardiani (cecati) della Rivoluzione, famosi per aver abbattuto “per sbaglio” – ops! – un Boeing ucraino (176 vittime)… I satelliti-spia americani avrebbero individuato cimiteri di massa a Qomm.

Di buono c’è che il blocco di numerose attività industriali inquinanti nei due Continenti ha sensibilmente diradato l’usuale cappa di smog gravante nell’aria (decrescita felice?). Nell’ipotesi (ufficialmente denegata) che il brasiliano Bolsonaro, l’“ammazzatore dell’Amazzonia”, si fosse contagiato, si prefigurerebbe la strategia naturale di un Pianeta che si difende dai devastatori che ne stanno distruggendo l’ambiente.

I catastrofisti avran sempre ragione?

Boh, non rattristiamoci troppo. Una giusta dose di fatalismo non guasta. In estate si preconizza il picco (o l’impiccagione?!...).

Nel Secolo Breve (il clima era rigido, all’epoca, non surriscaldato, nella Russia sovietica), i Segretari Generali del PCUS frequentemente si buscavano lievi indisposizioni respiratorie. Seguivano solenni esequie (e imbalsamazione).

Presto – un annetto o giù di lì – scopriremo il farmaco per ’sto fetente microbo.

È un raffreddore, alla fine.

 

Enrico S. Laterza

 

 

 

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Articolo pubblicato il 15/03/2020