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Nella scuola, la vita

Fabrizio Dassano recensisce il libro di Mariella Beata Getto

18 Marzo
10:00 2020

Quarantuno agili capitoli compongono il libro di Mariella Beata Getto, di Samone, dal titolo “Nella scuola, la vita” edito per i tipi di Baima – Ronchetti & C. di Castellamonte nel gennaio del 2020 per un totale di 255 pagine.

È un libro retrospettivo, scritto dopo aver raggiunto 40 anni di servizio e di vita nella scuola primaria e precedenti esperienze nelle colonie estive. Il pensiero comune ci fa credere che una volta raggiunto il traguardo della quiescenza si debba non più pensare al lavoro svolto, ma solamente al divertimento, ai viaggi, verso quell’esotico promesso sulle spiagge del Portogallo dove la pensione vale più che in Italia.

Non è stato così per l’autrice che ha voluto e forse dovuto rivolgere lo sguardo al proprio passato, cucirlo addosso ad un alter ego letterario come Francesca, e ripercorrere passo dopo passo, il difficile lavoro di educatrice e insegnante che lentamente, nel corso del tempo, era diventato parte totalizzante della sua esperienza di vita.

“Il lavoro è dedicato a tutti gli educatori, genitori e insegnanti che vorranno forse imparare un poco dalle esperienze di chi fu insegnante. E che vorranno confrontarsi con la vita e la scuola di un tempo…”.

A guisa di prefazione il primo capitolo, “Il progetto di Francesca” affida le genesi all’ispirazione dell’osservazione della natura canavesana, che l’accompagna in tutti i capitoli: “È sera, Affacciata al balcone Francesca si sofferma a osservare la Bella Dormiente al tramonto. Nel buio soffuso della morena verso il piano, il profilo della montagna appare coronato dalla luce del sole che tramonta. Sullo sfondo, il cielo. Le nuvole, tinte dai colori del fuoco, disegnano un gigante roveto ardente, che piano piano si spegne verso l’alto con tinte più scure e misteriose”. 

La storia di Francesca parte dall’asilo, dai ricordi che la vedevano proseguire a casa e in campagna i giochi imparati all’asilo, la pesantezza delle vacanze senza l’asilo, poi la scuola elementare con la vecchia cartella della sorella maggiore e un portapenne di legno fiammante nuovo, il ritrovarsi con i compagni dell’asilo e quell’amore totale per la scuola che stava nascendo nell’anima di una bambina. Poi le prime prove di vita sociale, in una classe in città a Ivrea, dove sarebbe stata “guardata meglio” in un istituto di suore, dove lei, figlia di contadini era piombata in mezzo alle figlie dei cittadini.

Per le sue origini umili, contadine, per l’odore di stalla che si portava addosso, fu isolata, umiliata e offesa, ma si ribellò e poi imparò poco alla volta a sopravvivere, a far prevalere sulla rabbia dell’ingiustizia subita, la voglia di imparare. Un percorso scolastico fino alla maturità magistrale decisamente negativo che avrebbe portato un’altra allieva ad odiare la scuola. Non per Margherita che superò brillantemente la maturità magistrale.

Fu una supplenza di tre giorni, sentirsi chiamare “maestra” a Pavone a “I Dossi” ad aprirle un mondo. Il suo. Poi il doposcuola nel paese d’origine, la “disciplina ferrea delle famiglie improntate al rispetto della scuola e della maestra” in tempi in cui la scuola non era tenera. La narrazione prende il lettore perché anche ci si può riconoscere sempre nei percorsi della maestra che attraversa il lavoro e la vita scorrendo le pagine. Soddisfazioni e nuove prove difficili l’attenderanno, in quei tempi che dopo il 1970 inizieranno a cambiare nella scuola come nella società e poi l’esperienza pedagogica nelle colonie Olivetti belle e brutte, come la vita, mitigate sempre dalla passione per il lavoro.

Poi la stabilità del lavoro nella scuola pubblica sempre in Canavese, le specializzazioni ottenute, il vedere la scuola passare all’accoglienza, gli ostacoli della burocrazia crescente. Un racconto di ricordi senza acredine, tutto verso quello che offre la passione per una missione in cui sono passati bambini sereni e bambini problematici, colleghi e superiori tra i più differenti, la vita privata e la famiglia. Tra i ringraziamenti spicca quello allo psicologo, neuropsichiatra infantile dell’ASL, il dottor Marcello Battiston: “Egli mi ha sempre aiutata e incoraggiata con consigli e suggerimenti utili a condurre in modo efficace il mio lavoro”.

Fabrizio Dassano

 

Il libro è disponibile nelle librerie o

in alternativa sul sito www.baimaronchetti.it

al prezzo di 15 €.

 

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