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Interviste

COVID-19 – Tamponi sui poliziotti a rischio contagio!.

Civico20News intervista Pietro Di Lorenzo, segretario Provinciale del SIAP

19 Marzo
08:45 2020

Nel riscontro con le categorie che debbono continuare a lavorare, pur in questo momento difficile ci sono le Forze dell’Ordine che, oltretutto  si trovano  in costante contatto con persone di diversa provenienza.

 

Da più settimane, si invocano le forniture dei mezzi protettivi ad iniziare dai guanti e dalle mascherine, oltre che la necessità di procedere al pronto riscontro della morbilità in casi sospetti per tutte le categorie a rischio, dai medici, agli infermieri, sino alle Forze dell’Ordine.

 

Ne parliamo con Pietro Di Lorenzo, segretario Provinciale del SIAP, sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia di Stato.

 

“Rivolgiamo un appello affinché i poliziotti, almeno quelli più a rischio, siano sottoposti a tampone per evitare di essere veicolo di contagio tra colleghi, famiglie e cittadinanza” – ci dichiara Pietro Di Lorenzo “Non si richiede una via preferenziale ma una misura di buon senso necessaria a garantire che il fondamentale ruolo che, anche in questo momento, è di garanzia per la sicurezza pubblica non sia veicolo di diffusione del virus”.

 

Qual’é la situazione normativa in cui opera l’agente di PS?

 

“Fino a questo momento i poliziotti sono assoggettati ai protocolli sanitari regionali, che prevedono il ricorso al tampone solo nei casi previsti di evidenza di gravi sintomi ma, come dimostrato dalle evidenze scientifiche e come richiamato dall’OMS, è fondamentale identificare i contagiati asintomatici perché possano rimanere in quarantena ed interrompere la catena di diffusione del virus ”

 

In caso di necessità o di rischio, chi tutela la salute del Poliziotto?

 

 “La situazione, prosegue il segretario provinciale del SIAP, è costantemente seguita dai Sanitari di Polizia che, tuttavia, non possono superare quelli che sono i vincoli regionali e più che disporre, nei casi più a rischio, l’affidamento fiduciario domiciliare non possono fare. La carenza di mascherine è la stessa che affligge tutto il personale medico e le disposizioni ambigue per il loro utilizzo aumentano incertezze e risichi”.

 

Cosa riterrebbe necessario in un momento così difficile?

 

“E’ necessario invece fare di più nell’interesse dell’intero Paese. La Polizia si è immediatamente organizzata dividendo il personale in due gruppi, mantenendo il controllo del territorio nelle 24 ore, che lavorano in doppi turni a giorni alterni in maniera da evitare il più possibile la sovrapposizione e rispettare al massimo l’obbligo di permanenza domiciliare. Se però non individuiamo per tempo eventuali positivi asintomatici è a rischio l’intero apparato di sicurezza e la salute dei poliziotti, delle loro famiglie e di tutti i cittadini”.

 

Quale messaggio conclusivo ci affida?

 

“Facciamo presto, questa è una guerra che deve essere affrontata con le armi idonee”.

 

Auguriamocelo e buon lavoro dottor Di Lorenzo

 

 

 

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