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Voci e cose dal Piemonte

Stradario torinese: via Demonte e via Genova

Il balletto della denominazione delle vie torinesi dedicate al capoluogo ligure e al comune del cuneese č passato anche attraverso San Francesco d'Assisi

23 Marzo
12:00 2020

Demonte è un comune del Piemonte, sito in provincia di Cuneo, nella Valle Stura di Demonte, non lontano dalla confluenza tra la Stura di Demonte e il Cant. Il sito istituzionale ci informa che si trova all’altitudine di 800 mt., alla distanza di 25 Km. da Cuneo e di 123 Km. da Torino, e che gli abitanti erano 1.983, calcolati al 31 dicembre 2017.

A Demonte, il Municipio di Torino ha dedicato in passato una via in zona Millefonti, che non è la stessa via Demonte di oggi.

Millefonti è la zona al di fuori della prima cinta daziaria torinese (l’attuale corso Bramante) e della Barriera di Nizza (piazza Carducci) ed è compresa fra il corso Bramante a Nord, il corso Maroncelli a Sud, il Po a Est, la ferrovia Torino Genova, a Ovest, che la divide dall’adiacente quartiere Lingotto.

La via Demonte percorre interamente la zona di Millefonti, in parallelo alla via Nizza. Si inizia a parlare di questa via quando viene progettato il nuovo Ospedale cittadino in zona Molinette, area di Millefonti posta in corrispondenza del corso Bramante, e così denominata in ricordo di antichi mulini sul Po.

Nel 1914, il sindaco di Torino Teofilo Rossi di Montelera (Chieri, Torino, 1865 – Torino, 1927) pubblica un articolo dove spiega di essersi occupato della questione ospedaliera cittadina col progetto di un grandioso nuovo Policlinico che prevede la costruzione di nuovi padiglioni in una area individuata da una pianta, pubblicata dal giornale «La Stampa» nel 1915.

Vi possiamo vedere la situazione attuale dell’Ospedale a noi noto come “Le Molinette” ma con una differente intitolazione di alcune vie, visto che appare compreso tra via Santena, via Cherasco, via Molinette, via Demonte, corso Bramante e corso Galileo Galilei. La Prima Guerra Mondiale impedisce l’esecuzione dei lavori e l’Ospedale sarà costruito soltanto nel 1935, con ingresso in corso Bramante n. 90.

Nel frattempo la toponomastica della zona ha subito un bel numero di modifiche.

Cominciamo a parlare del corso Bramante che fino al 23 dicembre 1910 si chiamava corso Galileo Galilei.

L’attuale corso Galileo Galilei dalla sua origine, in corrispondenza del Ponte Isabella, segue la sponda sinistra del Po fino all’altezza dell’attuale Ponte Balbis (già Vittorio Emanuele III, 1928). Fino al 1910, invece, raggiungeva la ferrovia di Genova percorrendo anche l’attuale corso Bramante.

Da quel 23 dicembre 1910, viene dato il nome di Galileo Galilei al tratto di strada lungo il Po che fiancheggia le future Molinette. Prenderà in seguito i nomi di “Ventotto Ottobre 1922” e “Polonia” per giungere all’attuale “Corso Achille Mario Dogliotti”.

Muta il nome anche la via Molinette che diventa via Augusto Abegg (1861 – 1924) benefattore che ha finanziato la costruzione di un nuovo padiglione nel nuovo Ospedale.

Ma il cambiamento che più ci interessa riguarda la nostra via Demonte.

E per questo occorre tirare in causa San Francesco d’Assisi. Nel 1926 in Italia ricorre il 7° centenario della morte del Santo, avvenuta appunto ad Assisi il 3 ottobre del 1226.

«La Stampa» del 15 gennaio annuncia che per questa ricorrenza, l’Amministrazione straordinaria del Comune di Torino che ha il generale Donato Etna come Commissario Prefettizio - dal 26 giugno 1925 al 4 dicembre 1926 - ha deciso che la via Genova di Torino riprenda l’antico nome di via San Francesco d’Assisi che era stato mutato in una seduta del Consiglio Comunale del 20 maggio 1889.

Il brillante giornalista Ercole Moggi (emme.) così commenta questo mutamento di denominazione della centrale via torinese nel suo articolo “I nomi delle vie” su «La Stampa» di sabato 17 aprile 1926:

«L’Amministrazione straordinaria del Comune ha già fatto apporre le nuove targhette alla ex via Genova, oggi ritornata via San Francesco d’Assisi. Benissimo. Ogni tanto si è presi dalla mania di sbattezzare le vie: e quelle intitolate ai santi sono sempre le più prese di mira. […]

Via San Francesco fu sbattezzata a tambur battente in una seduta del Consiglio Comunale nel 1889. […] il consigliere Rossi si dolse che fosse stata pure dimenticata la città di Genova e propose che nella stessa seduta si riparasse alla ingiusta (sic) dimenticanza. […] il sindaco osservò che se non si era dato il nome di Genova ad alcuna via, si fu appunto perché essendovi già il corso Duca di Genova si sarebbero potute verificare confusioni. Ad ogni modo sarebbe tornata alla cittadinanza «molto accetta la prova di simpatia alla fiorente capitale della Liguria, stretta col Piemonte e con Torino da tanti vincoli d’affetto». Epperciò egli era lieto di comunicare il seguente ordine del giorno, statogli trasmesso durante la seduta: «I sottoscritti propongono che all’attuale via S. Francesco di Assisi sia dato il nome di via Genova». […]

La proposta fu approvata alla quasi unanimità del Consiglio. Non so immaginare quale giubilo speciale abbia provato la città di Genova per questa «prova di simpatia alla fiorente, ecc. ecc. ». Probabilmente i genovesi, da uomini pratici, saranno rimasti indifferenti a questa deliberazione, come lo sono rimasti ora che S. Francesco d’Assisi ha ripreso i suoi diritti.».

Non abbiamo reperito informazioni in merito al mutamento di nome di via Demonte in via Genova.

Avviene, verosimilmente, prima del maggio del 1926. L’informata rivista mensile municipale “Torino” che nel 1926 inizia le sue pubblicazioni al mese di maggio, parla già di «via Genova già Demonte». È facilmente spiegabile la scelta di dedicare a Genova la via Demonte che corre parallela alla via Nizza e alla ferrovia per Genova. Dove questa ferrovia, che correva sul piano di campagna, incrociava la cinta daziaria, interrotta per consentirle il passaggio, si parlava di barriera di Genova, situabile all’incirca in corrispondenza dell’attuale cavalcaferrovia di corso Bramante.

Il nome di Demonte viene dato a una via molto breve, sempre alla vecchia barriera di Nizza, fra via Bizzozzero e la sede ferroviaria.

I firmatari dell’ordine del giorno del 20 maggio 1889, dovunque siano, possano compiacersi di questa scelta: il nome di Genova anche se tolto alla centrale via San Francesco d’Assisi è stato attribuito a una trafficata via che delimita l’ospedale cittadino, dove si trova un ingresso molto frequentato, assicurando così al capoluogo ligure una significativa notorietà. Sempre che il loro vero fine non fosse quello di «sbattezzare» la via dedicata a un santo… 

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