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Cultura

Un段taliana alla corte di Francia

Christine de Pizan: una donna da ricordare

23 Marzo
10:30 2020

Una donna che scrisse delle sue idee ed entrò nella storia.

In questo articolo vorremmo ripercorrere la particolare storia di una donna realmente esistita, di cui molti non hanno mai sentito parlare nonostante valga la pena di essere ricordata per vari motivi.

Lei è Christine de Pizan, nata a Venezia come Cristina da Pizzano nel lontanissimo 1365, ed è annoverata come la prima scrittrice della storia.

Nacque in una famiglia molto agiata originaria di Bologna. Suo padre era un famoso medico e astrologo estremamente colto, rinomato e apprezzato in tutta Europa, tanto che Re Carlo V lo convinse a trasferirsi presso la sua corte.
Qui, Christine trascorse una giovinezza molto serena.

Nonostante la madre non fosse d’accordo, il padre le concesse la stessa educazione dei fratelli, permettendole di accedere alla Biblioteca Reale del Louvre, l’attuale Bibliotèque Nationale de France.

A soli quindici anni Christine sposò il notaio e segretario del re, un uomo che amerà tantissimo e che rimpiangerà per tutta la vita dopo la sua prematura morte.

Dieci anni dopo essere rimasta vedova, la scrittrice rimarrà anche orfana di padre. E fu a quel punto, senza alcuna risorsa finanziaria, con tre figli e la madre malata da accudire, che la sua vita cambiò.

Soprattutto per la mentalità di quell’epoca, per risolvere i suoi problemi finanziari avrebbe dovuto risposarsi, invece decise di rimboccarsi le maniche e cavarsela da sola. Fu allora che scoprì di avere un animo incredibilmente forte. In un suo libro scrisse “capii di essere diventato un vero uomo.”

Venne infatti descritta da chi la conobbe come una donna virile, quando in realtà fu semplicemente una delle prime donne dell’epoca a doversi gestire, per necessità, in un mondo esclusivamente maschile, facendo della propria femminilità una causa da difendere.

Fin da ragazzina si accorse di essere portata per la scrittura; già allora annoverava un immenso elenco di ballate e canzoni con cui dilettava i membri della corte.
Cresciuta, decise di creare quella che, di fatto, fu la prima Scuola di Scrittura della Storia, e questo è senz’altro il primo motivo per cui valga la pena ricordare questa incredibile donna.
Christine intuì inoltre il potere di una buona comunicazione e inviò i suoi scritti ai personaggi più influenti dell’epoca.

Fu così che Christine riuscì la famiglia per tutta la vita.

Nella sua Scuola possedeva uno Scriptorium nel quale scriveva e revisionava i lavori dei maestri calligrafi, rilegatori e miniaturisti.
Il suo libro “Cent ballades” contiene una miniatura che la raffigura proprio lì, nel suo Scriptorium. Un’immagine che evoca fortemente Virginia Woolf e il suo “Una stanza tutta per sé”.

Un altro motivo per cui valga la pena ricordala è che, oltre ad essere stata una scrittrice, poetessa, editrice e filosofa, Christine si rese protagonista di uno dei dibattiti letterari più famosi di quel periodo, contro il “Romanzo della rosa” di Jean de Meun nel quale le donne risultarono descritte come puri oggetti del desiderio sessuale.

In risposta allo scrittore, Christine pubblicò il suo libro più famoso, “Le Livre de la Cité des Dames” (La città delle donne) del 1405, nel quale immaginò una città letteraria fittizia in cui potessero vivere quelle che lei definì “dame non di sangue ma di spirito”, donne di grande sapere che si sono distinte nella Storia o nella mitologia: Semiramide e Didone, le fondatrici di Babilonia e Cartagine, l’eroina Griselda, Lucrezia che si tolse la vita dopo essere stata violentata, Pentesilea che si oppone alle barbarie.

In ogni opera che scrisse, fece tremare forte e chiaro un proposito etico e sociale.
In “Le Livre de Corps de Police” incoraggiò i principi delle corti a prendersi cura delle vedove, tema che la coinvolgerà sempre molto. In “L’Avison-Christine l’Epistre au Dieu d’Amours” condannò chi inganna e diffama le donne per mezzo dell’amore.

Dovrebbe essere ricordata inoltre, perché le venne commissionata perfino una biografia di Carlo V, in cui ripose anche molti dei ricordi colmi di dolce malinconia che conservava dei suoi tempi felici, quando il marito era ancora in vita.

Christine si ritirò in un convento all’età di cinquantatré anni e non scrisse più per altri undici.
Soltanto un anno prima di morire, tornò alla sua amata scrittura e diede un ultimo meritevole motivo per essere ricordata nella Storia. La sua ultima opera fu un poema su Giovanna d’Arco: l’unico ad essere stato composto mentre l’eroina francese era ancora in vita.

 

Nel 2009, alla sua storia è stato dedicato un film per la regia di Stefania Sandrelli, “Christine Cristina” con Amanda Sandrelli e Alessio Boni.

 

Civico20News ne consiglia ai lettori la visione, con la speranza che entrare nella vita di questa donna che crebbe nelle sue idee con forza e di cui pochi parlano, vi abbia fatto e possa farvi trascorrere dei momenti – per quanto possibile- spensierati, in questo momento storico estremamente tragico per l’Italia e per il mondo intero. #restiamoacasa
 

 

 

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