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Cronaca Nazionale

Torino - L'avvocato del Popolo non è il dictator

Claudio Berrino per Civico20News

23 Marzo
09:30 2020

In questi giorni si stanno succedendo eventi con una velocità incalzante, tale da far forse  perdere di vista quanto stia realmente accadendo. Il Presidente del Consiglio, in sintesi, ha pronunciato una pluralità di decreti (DPCM, ovvero Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri)  con i quali ha drasticamente compresso le libertà costituzionali fondamentali ricorrendo all’art.77 della Carta Costituzionale che, come noto, consente in casi straordinari che la funzione legislativa non  venga svolta da Parlamento ma dal potere Esecutivo.

In sintesi, il Governo ha dichiarato la sussistenza dello stato di emergenza, rimandando le modalità applicative e la sua attuazione a successivi  DPCM, che in assenza di loro conversione nei successivi 60 giorni vanno, come noto, incontro a decadenza.

Una fattispecie sostanzialmente analoga a quella che si verificava nel Diritto Romano quando, in situazioni di emergenza che si traducevano in “pericolo” per la Repubblica, il Dictator sostituiva per sei mesi i Consoli.

Pare di tutta evidenza, anche ai più sprovveduti, come in un sistema di Democrazia Rappresentativa – e osservo, per quanti se ne fossero scordati, che l’Italia non è la Cina -  la compressione di diritti costituzionali fondamentali quale, ad esempio la libertà di circolazione sancita dall’art.16, o la libertà di iniziativa economica sancita dall’art.41, oppure quella di riunione tutelata dall’art.17, per potere essere esercitata richieda necessariamente l’avallo del Parlamento in quanto un eventuale rifiuto di ratifica dei DPCM  da parte dello stesso determinerebbe un evidente corto circuito istituzionale se non addirittura l’insorgenza di  dubbi sulla legittimità sostanziale del Decreto stesso.

In questa situazione che, per le ragioni esposte e per la sua eccezionalità, possiamo considerare al limite dello Stato di Diritto non mi pare siano giunte indicazioni e neppure ratifiche da parte del Capo dello Stato, che come noto è il Garante formale della Costituzione.

In questa rarefazione di garanzie ci viene quindi evidenziato come vi siano dei cittadini “irresponsabili“ che, novelli untori, determinano la morte di altri cittadini in quanto non rinunciano alle loro libertà fondamentali e, concorrendo a diffondere il virus, debbano quindi  essere perseguiti penalmente.

Rovesciando l’ordine prospettico di valutazione non può invece apparire evidente come i decessi siano in larga misura prodotti dalla inadeguatezza strutturale dei nostri ospedali, in quanto a seguito dei tagli draconiani posti in essere dai tempi del Governo Monti (uno dei tanti “salvatori” dell’ Italia)  ad oggi non sono più state potenziate ed adeguate alle esigenze della popolazione le strutture sanitarie.

Ne consegue che reparti di rianimazione (per intenderci quelli in cui viene praticata la respirazione assistita), strutture in genere e  personale medico e paramedico sono inadeguati e insufficienti in una situazione di emergenza in quanto le risorse finanziarie necessarie sono state destinate da Governi filoeuropeisti  al “salvataggio” ed al mantenimento di migranti economici clandestini, quando non generosamente versate all’Unione europea al fini di vedere sostentato questo o quell’altro stato membro, naturalmente ad eccezione del nostro.

Pare quindi assolutamente evidente e censurabile  la strategia di colpevolizzazione dei cittadini finalizzata a fare accettare da una collettività spaventata misure indegne di uno stato di diritto.

Si deve però prevedere che l’inconsapevolezza della situazione non sarà destinata a durare a lungo, in quanto gli arresti domiciliari, sicuramente utili alle riflessioni, accompagnati alla crescente percezione di quelle che saranno le terribili conseguenze della paralisi di ogni attività produttiva, costituiranno una massa critica detonante di proporzioni sociali del tutto inedite.

Si profila purtroppo un futuro incerto per il nostro Paese.

 

Claudio Berrino.

 

 

 

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