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Politica Locale

Coronavirus in Piemonte. I casi stanno rallentando. Il bollettino dei decessi e dei contagi. Prosegue la distribuzione delle mascherine

AGGIORNAMENTO DEL 24/03/2020) - Le dichiarazioni del Presidente Cirio (post quarantena) e dell’Assessore alla Sanità Icardi

24 Marzo
08:00 2020

Ieri mattina, l’Unità di crisi della Regione Piemonte ha comunicato la guarigione virologica di altri tre pazienti: si tratta di una donna di 54 anni di Torino, di un bambino del Novarese e di un uomo di 47 anni del Cuneese.

Tra i guariti, c’è anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che era posto in isolamento domiciliare. Nel pomeriggio Cirio si è recato presso la sede dell’Unità di Crisi ove ha rilasciato queste dichiarazioni:

“Ritenevo giusto - ha sottolineato il presidente Cirio - dopo quindici giorni, essere presente di persona. Ringrazio il vicepresidente Carosso, che mi ha fisicamente sostituito in queste due settimane e tutti quanti hanno supportato la mia attività a distanza. Oggi abbiamo lungamente discusso anche delle nuove misure di contenimento.

Come sapete, ho firmato un’ordinanza ulteriormente restrittiva, che si può sintetizzare in “chiudiamo tutto ciò che la Regione può chiudere”. Fin dal primo giorno ho sostenuto la linea del rigore per contenere il contagio e in attesa che arrivasse un decreto governativo uniforme per tutta Italia ho voluto, come ha fatto anche la Lombardia, emettere un provvedimento più restrittivo per il Piemonte. La nostra ordinanza dovrebbe essere prevalente anche rispetto al decreto emanato da Roma e siamo in attesa di un parere su questo da parte del Governo. Siamo certi di avere ragione, perché la nostra linea è di chiudere davvero e non accogliere le tante deroghe che abbiamo visto nel decreto. Sia chiaro che non siamo in contrasto con il Governo, ma abbiamo il timore che tutte le eccezioni previste possano portare ad una non chiusura reale. In particolare, con le Prefetture stiamo analizzando la sospensione dell’attività degli uffici pubblici regionali e la chiusura degli studi professionali e anche su questi punti siamo in attesa del parere del Ministero degli Interni”.

"La vera sfida,  prosegue Cirio, quella che salva le vite umane, è creare posti di terapia intensiva. Dall'inizio dell'emergenza il Piemonte è passato da 287 a 490 posti, siamo una delle prime tre Regioni d'Italia ed è un risultato che rivendichiamo con forza" . "Il Governo , ha ricordato  Cirio, ci aveva dato come obiettivo di aumentarli dei 50%, noi siamo quasi all'80%. Garantiamo così il ricovero in terapia intensiva alle persone che hanno bisogno di queste cure per altre patologie".

Le persone guarite sono in totale 17, di cui 4 dell’Astigiano, 2 del Cuneese, 3 del Novarese, 6 del Torinese, 1 del Vercellese e 1 residente fuori regione.

I casi stanno rallentando. L’assessore alla Sanità, Luigi Icardi, ha rilevato che “siamo si fronte ad un rallentamento progressivo del numero dei casi che fa ben sperare. All'inizio dell'emergenza il raddoppio dei contagi era a 2,2 giorni, oggi siamo a 5,1 giorni. Se i dati proseguiranno in questo senso inizieremo a vedere la luce. L'importante è, per quanto difficile e noioso, rimanere a casa e limitare ogni genere di interazione sociale".

Sono 36 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati ieri pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 16 in provincia di Torino, 3 nel Biellese, 6 nell’Alessandrino, 1ad Asti, 3 nel Vercellese, 4 nel Novarese, 2 nel Cuneese 1 nel VCO.

Il totale complessivo è ora di 336 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 92 ad Alessandria, 12 ad Asti, 34 a Biella, 22 a Cuneo, 47 a Novara, 86 a Torino, 19 a Vercelli, 19 nel Verbano-Cusio-Ossola, 5 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

Sono 5.094 le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 877 in provincia di Alessandria, 215 in provincia di Asti, 262 in provincia di Biella, 381 in provincia di Cuneo, 424 in provincia di Novara, 2.317 in provincia di Torino, 269 in provincia di Vercelli, 204 nel Verbano-Cusio-Ossola, 49 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti  96 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 352.

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 14.619, di cui 9.058 risultati negativi.

Da domenica è in distribuzione la prima tranche di 30 mila mascherine (quelle lavabili, prodotte da Miroglio) agli operatori delle case di riposo piemontesi.

Diecimila mascherine sono inoltre già state acquistate e consegnate da parte dell’Alleanza delle Cooperative. Nei prossimi giorni proseguirà l’azione di reperimento dei presidi, anche grazie alla collaborazione di partners che si sono resi disponibili in questo momento di grande necessità.

Lo comunicano gli assessori regionali alla Sanità, Luigi Genesio Icardi, e al Welfare, Chiara Caucino, sottolineando che si stanno mettendo in campo tutte le risorse e le forze disponibili per soddisfare il fabbisogno dei dispositivi di protezione individuale.

«Chi lotta sul campo ogni giorno – osservano Icardi e Caucino - chi lavora a contatto con persone fragili, anche in termini di salute, deve essere dotato di tutti i dispositivi necessari per garantire sé stesso e gli utenti, tanto più se anziani e disabili».

I due assessori confermano, inoltre, che altre dodicimila mascherine saranno consegnate nei prossimi giorni ai servizi territoriali.

«In questi giorni – concludono Icardi e Caucino - dimostriamo la nostra gratitudine verso i sanitari che si prendono cura dei tanti italiani colpiti dal virus e verso le Forze dell’Ordine che stanno compiendo un grande sforzo. Desideriamo però ringraziare dal profondo del cuore anche tutti gli operatori del mondo del sociale, che ogni giorno combattono in trincea. Il loro lavoro, a volte silenzioso, è prezioso, il loro impegno, raramente agli onori della cronaca, è davvero encomiabile».

L’ulteriore difficoltà che riscontrano i cittadini in questo periodo, riguarda il ritiro delle ricette mediche

L’ordinanza numero 651 del 19 marzo della Protezione Civile stabilisce che la ricetta medica può essere ricevuta via e-mail o con messaggio sul telefono, senza più la necessità di ritirarla fisicamente e portare in farmacia il promemoria cartaceo. E’ stata prontamente recepita dalla Regione Piemonte, che in queste ore ha inviato una nota alle direzioni generali delle aziende sanitari, ai medici di medicina generale e alle farmacie. L’obiettivo è limitare gli spostamenti e ridurre la diffusione del virus.

 

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