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Musica

Io mi chiamo Achille, ma sono Fabio

Fabio Guglielmino si specchia in questo eroe e lo fa protagonista del suo brano

30 Marzo
12:00 2020

A pochi giorni da ‘È già tempesta’, Fabio Guglielmino rilascia un altro singolo, dal titolo ‘Io mi chiamo Achille’: ancora una volta il cantautore sceglie una figura molto “pop”, dalla bellezza pura – essendo figlio di una dea marina – e dalla grande sensibilità.

Achille suona la cetra e canta, non è forte ma è veloce, ha deciso il suo destino e si abbandona all’Eros. Nell’Iliade deve vendicare il compagno Patroclo che si sacrifica al posto suo dopo essere quasi impazzito. Achille quindi è anche ira, è passione all’estremo, un divo Arcaico.

Un personaggio che si racconta, che si sfoga e che pretende di essere ascoltato e capito, quasi come una rockstar maledetta: Fabio Guglielmino si specchia in questo eroe e lo fa protagonista del suo brano. La domanda è una: nonostante le pretese degli altri, chi siamo realmente? È per questo che il pezzo porta il titolo ‘Io mi chiamo Achille’.

Come il precedente, anche questo è un brano molto pop, dal ritmo volutamente martellante e ripetitivo, un loop di accordi che sottolineano un monologo interiore, per poi esplodere in un ritornello ricco, sfarzoso dall’animo rock sebbene strizzi l’occhio all’indie moderno con i synth che richiamano gli anni ’80.

Per il videoclip la scelta del modello che interpretasse questa figura mitica e straordinariamente bella – tanto da far paura all’esercito avversario ai greci – è ricaduta sul modello palermitano Sirio. Patroclo invece è il giovane attore Cosimo Urso. Per la realizzazione Claudio di Trapani ha curato riprese e montaggio.

A questa canzone e a tutto il disco che ne porta il nome è correlato un progetto fotografico sviluppato con Giovanni Vecchi, parte del quale è possibile ammirare nei canali social di Fabio e nel lyric clip del brano sempre sul suo canale YouTube ufficiale.

La musica è curata dalla collaudata squadra di musicisti formata da Daniele Zimmardi, batteria, Salvatore Matropaolo, basso, Fabrizio Averna e Silvio Messina, sintetizzatori, e Fabio Guglielmino, voci e chitarre. Il brano è stato registrato da Marco Guglielmino, mixato da Teo Colomberotto, masterizzato da Eleven Mastering.

 

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