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Voci e cose dal Piemonte

Stradario torinese: via Michele Berrino

Un garibaldino dal controverso cognome, che ha partecipato alla spedizione dei Mille, è ricordato da una traversa della strada di Lanzo, alla Madonna di Campagna

1 Aprile
13:00 2020

In tempi di quarantena, percorriamo con l’aiuto di Google Maps la strada di Lanzo, nella parte periferica del quartiere torinese di Madonna di Campagna e consideriamo le intitolazioni delle vie traverse.

Anche qui non mancano quelle, onnipresenti, dedicate ai piccoli comuni del Piemonte (Brosso, Rueglio, Noasca, Druento…), alcune vie sono dedicate a città italiane (Orbetello e Caltanissetta) e si attraversa una piazza che ricorda l’isola greca di Stampalia.

Diverse vie portano il nome di eterogenei personaggi: il latinista Ettore Stampini, che la targa ringiovanisce di ben sei anni, svariati protagonisti del periodo risorgimentale come Giacomo Durando, Giuseppe Massari, Giuseppe Sirtori, Michele Berrino, Giuseppe Macherione e Guglielmo Pepe. A personalità artistiche note, come il pittore Paolo Veronese e il Nobel per la letteratura Luigi Pirandello (1934), si affianca il ciclista Giovanni De Stefanis.

La nostra attenzione si concentra su Michele Berrino, uno dei Mille di Garibaldi, come ci conferma la «Gazzetta Ufficiale» del 12 novembre 1878 – che riporta un elenco ufficiale di 1089 sbarcati a Marsala, con diritto alla medaglia e alla pensione - dove leggiamo: «* 98 BERINO Michele fu Michele, nato a Barge di Saluzzo il 6 settembre 1840, ivi residente, panattiere».

Questa informazione è fornita da Giorgio Di Francesco, corrispondente da Barge de «L’Eco del Chisone» che nel 2011 ha svolto preziose ricerche sui garibaldini del Pinerolese con diversi articoli apparsi sul giornale e consultabili on line. Grazie alla cortese e fattiva collaborazione di Giorgio Di Francesco, possiamo tracciare una biografia del nostro garibaldino.

Michele Berrino – la grafia “Berino” deriva da problemi di lettura della lingua piemontese - nasce a Barge il 6 settembre 1840, come attestato dai documenti comunali. Suo padre, anche lui di nome Michele, è un panettiere originario di Bagnolo Piemonte, comune a 4 chilometri da Barge, che ha il forno sulla piazza San Giovanni. La madre si chiama Maria Bergallo.

Michele non ha ancora compiuto vent’anni quando parte con i Mille, fa tutta la campagna con Garibaldi. I documenti ci informano che ha militato nella Divisione 17ª Medici, nella Brigata 4ª Basilicata (Corte), nel Reggimento 1° Caravà, nel Battaglione 2° e che ha ottenuto il grado di Caporale. Riceve anche una decorazione e appare fregiato di una medaglia nella sua fotografia che viene inserita nell’Album dei Mille, realizzato dal fotografo Alessandro Pavia intorno al 1870.

Nel 1878, il Nostro viene interrogato dall’Autorità di Pubblica Sicurezza del Circondario di Saluzzo che indaga sulle peripezie del garibaldino Parminione Carubin, alias Pasquale Cherubini, detto Luigi (Piovene, Vicenza, 1827 – Vicenza, 1870): per documentare la partecipazione di Carubin-Cherubini all’impresa di Garibaldi in Sicilia, i funzionari di Polizia si rivolgono a Berrino che indicano come l’unico «individuo dei M. [Mille] di Marsala» abitante nel Circondario. Questo documento colloca Michele Berrino a Barge che fa parte del Circondario di Saluzzo. In seguito Michele gestisce una panetteria in quel di Pinerolo, dove muore, il 17 aprile 1919.

Per la intitolazione della via di Torino al Nostro, facciamo riferimento a un articolo di Francesco Bertino apparso su «Stampa Sera» di sabato 27 novembre 1982, intitolato “Ma quanti eroi per le strade di Torino” dove sono anche sottolineati alcuni errori rilevati nello stradario cittadino.

 

A proposito del nostro garibaldino, Bertino scrive:

 

Berrino tra i Mille ha perso una «erre»

 

Il 5 ottobre 1965 il Consiglio comunale dedicò una via del quartiere 16 (Madonna di Campagna - Lanzo) al garibaldino Michele «Berino» (il cognome veniva scritto con una sola r). Le targhe viarie non indicano che cosa abbia fatto di meritevole il personaggio, né quando sia vissuto; ma certamente si è inteso ricordare Michele Berrino, che nacque a Bagnolo Piemonte (Cuneo) nel 1840 e morì a Pinerolo nel 1917, e che partecipò alla spedizione dei Mille. È da notare che il cognome Berrino risulta scritto con due r nell’atto di nascita.

 

Così scriveva Francesco Bertino nel 1982.

A distanza di 38 anni appare risolta la questione del luogo di nascita. L’indicazione errata di Bagnolo Piemonte deriva dal fatto che il padre del Nostro si chiamava anche lui Michele ed era nato in questo comune.

Resta ancora da chiarire l’anno della morte che Di Francesco indica nel 1919 e altre fonti nel 1917.

La situazione delle targhe stradali torinesi appare mutata: sono state arricchite delle indicazioni assenti nel 1982, visto che vi si legge: «Michele Berrino - Patriota -  1840-1917».

Ma Michele Berrino non è l’unico garibaldino di Barge.

Sempre Di Francesco ci racconta le vicende di questo secondo personaggio, Tomaso Borda Bossana, non presente nell’elenco ufficiale dei Mille: le sue «vicende furono ricostruite dal parente Piero Borda Bossana negli Anni ‘80 del Novecento, quando i discendenti siciliani di tale garibaldino vennero ufficialmente invitati a Barge ed accolti dal sindaco Gontero».

Tomaso, figlio di un mugnaio di San Martino, è diventato molto amico di Michele, conosciuto probabilmente a seguito dei contatti di lavoro fra le loro famiglie. Decidono di imbarcarsi a Quarto con Garibaldi, ma Tomaso è trattenuto dal padre. Parte dopo un violento scontro, seguito dalla maledizione paterna: a pranzo, il padre gli dice «Se uscirai da quella porta, lo farai per sempre!». Allora il nostro Tomaso, scaglia contro il muro il piatto di minestra che sta mangiando e lascia la casa dirigendosi in Liguria. Si aggrega a un gruppo di volontari ritardatari, insieme a loro raggiunge la Sicilia con mezzi di fortuna e partecipa soltanto all’ultima fase della conquista dell’isola. Dopo essere stato ferito presso Messina, viene curato da una famiglia del posto e in seguito sposa la figlia dei suoi ospiti. Guarito, rimane a Messina dove viene assunto dalle Ferrovie e diventa capostazione.

Un discendente di Tomaso, il giornalista dottor Attilio Borda Bossana, è stato capo ufficio stampa del Comune di Messina fino a tempi recenti. Questa la vicenda di Tomaso Borda Bossana, garibaldino di Barge non convalidato, che ci è stata narrata nel 2011 da Giorgio Di Francesco su «L’eco del Chisone»:  bell’esempio di recupero e valorizzazione dei protagonisti della storia locale.

Ma le vie del quartiere Madonna di Campagna nei pressi della strada di Lanzo, ci riservano ancora qualche sorpresa a proposito di garibaldini del Pinerolese…

 

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