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Cronaca Nazionale

L’ultima trovata dell’Anpi? Un flashmob sulle note di “Bella Ciao”. Di Davide Venanzi

7 Aprile
09:30 2020

Sembra una gara a chi la spara più grossa quella che vede protagonisti vip e associazioni, ormai impegnati a trovare idee fantasiose per intrattenere e coinvolgere i cittadini, costretti da quasi un mese a restare in casa e privati della quasi totalità delle libertà individuali.

 

Ora è la volta dell’Anpi, ossia dell’Associazione Partigiani d’Italia o, per meglio dire, dei nipoti dei partigiani, visto che, ormai, i reduci della Resistenza sono quasi tutti passati a miglior vita. Negli ultimi giorni, infatti, sul loro sito ufficiale è comparso un invito esteso a tutti i cittadini per un flash mob da mettere in scena in occasione del prossimo 25 Aprile, il quale prevede di cantare “Bella Ciao” dai balconi.

 

L’iniziativa caratterizzata da un’immancabile hashtag (#bellaciaoinognicasa) e viene promossa come un invito “a far sentire Il 25 aprile, con la musica, dai balconi, dalle finestre, la forza della Liberazione, della Costituzione, dell’unità”. Pe ora, pare che l’idea pare non abbia riscosso molte adesioni, ma è ancora presto per dare giudizi.

 

Certamente, a differenza dei flash mob andati in scena nelle scorse settimane – nel corso dei quali i cittadini hanno intonato l’Inno d’Italia ed alcuni dei più celebri testi degli artisti migliori nella storia della musica italiana – stavolta molti sembrano preoccupati dalla possibilità che la popolazione possa trovarsi divisa, come spesso accade in una giornata dai risvolti storici controversi.

 

Va considerato, inoltre, che dopo un mese di quarantena gli italiani sembrano anche legittimamente stanchi di flash mob e teatrini: infatti, di fronte a una catastrofe per la Nazione qual è e sarà il covid 19 non c’è più molta voglia di ridere e di prenderla bene, come, invece, è avvenuto i primi giorni di quarantena forzata, quando tutto sembrava risolvibile nel breve periodo.

 

Ancora, i numeri che parlano di oltre 16mila morti e i cittadini si aspettano dalle istituzioni e dalla politica risposte certe, le quali contemplano sia la costruzione di nuove strutture ospedaliere in grado di prestare le cure necessarie ai malati, sia iniziative volte a tutelare tutti quei piccoli-medi imprenditori che si sono visti costretti a chiudere le proprie attività fino a data da destinarsi.

 

A questo punto, in attesa di novità riguardo l’attesissimo ed originalissimo flash mob, viene da chiedersi se ai vertici dell’Anpi non faccia più comodo pensare ad un’iniziativa di questo tipo, piuttosto che alla donazione di quei fondi che riceve annualmente dallo Stato per combattere la cosiddetta “minaccia del fascismo”: in modo, almeno, si renderebbe concretamente utile.

 

Loccidentale.it

 

 

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